
devo ammettere che il mio coming out elettorale delle ultime settimane ha riscosso un certo interesse tra le persone che stimo e che illuminano la mia esistenza, ho anche avuto discussioni brillanti con alcune di loro, e ho cercato di assorbire quanto più possibile i punti di vista di ognuno
tutto questo per dire che in realtà non ho affatto le idee chiare, e sono ancora fermo al bivio: continuare a macerarmi nella salamoia della delusione nei confronti di un governo pur valido, ma che non ha fatto proprio nulla nulla per fermare la deprimente deriva berluscoidiana cui questo mio paese sembra dirigersi giorno dopo giorno, e quindi a questo giro chiamarmi fuori, oppure turarmi naso occhi orecchie e probabilmente anche dell'altro e andare a mettere la crocetta sul simboletto della sinistra arcobaleno?
nelle righe che seguono cercherò di elencare tutti i motivi che mi vengono in mente e che mi spingono a fare l'una o l'altra cosa, ne scriverò quanti più possibile, di modo che magari rileggendo riuscirò a prendere una decisione, e anche per dimostrare a qualcuno che ogni tanto penso a quello che faccio
(ché se c'è una cosa che non riesco a sopportare in questo periodo è l'accusa di superficialità, come se non fossi in grado di assumermi la responsabilità della scelta)
(a tal proposito, leggete
qui e
qui)
allora, cominciamo
l'altra sera mi sono rimesso a rileggere i post che avevo scritto un paio di anni fa, in occasione delle precedenti politiche, e mi sono ricordato di quanto entusiasmo e quante aspettative avevo dal voto, dalla probabile nuova maggioranza e dal probabile cambio di governo, che nella mia testa di bimbo avrebbe dovuto significare anche un cambio netto di registro: serietà, pragmatismo, onestà, concretezza, legalità..
due anni fa il mio è stato un voto contro, come quello di molti di noi: contro il berlusca e la sua servitù, contro un'italia alla mercé di un buffone bugiardo che indisturbato l'ha spremuta fino al midollo al solo unico scopo di salvare la propria fortuna e quella dei suoi parassiti, mortificando definitivamente la già fragile democrazia che per sessant'anni era pur sopravvissuta, uscendone malconcia, a virus tremendi come andreotti o craxi
il mio era un voto contro, perché ero convinto, e lo sono ancora, che venivamo da anni di male assoluto, e che se non avessimo voltato pagina al più presto sarebbe stato il collasso
la mia ingenuità è stata nella convinzione che anche i personaggi che ho votato, i personaggi a cui avevo affidato il compito importantissimo di mettere una pietra sopra alla parentesi più ridicola e insopportabile degli ultimi sessant'anni, sentissero questa mia necessità, che era la stessa di milioni di italiani
invece no, evidentemente, perché in quasi due anni di governo si sono fatte cose molto buone, per carità, ma per quanto riguarda il voltare pagina non si è assolutamente mosso un dito che fosse uno: quanto sarebbe costato rispettare quei punti del programmone in cui si parlava di conflitto di interessi, di leggi vergogna, di riforma elettorale?
nulla di tutto ciò è stato fatto, le creazioni malvagie del berlusca e dei suoi fidi scudieri sono ancora lì immutate, monumento alla paradossalità di questo paese
di fronte a certi comportamenti però i dubbi nascono, c'è poco da fare: se in due anni l'unione di prodi non ha trovato il tempo per ridare serietà al gioco e oltretutto a porre dei freni alla rinascita del morbo forzaitaliota, viene spontaneo pensare che non fosse il tempo a mancare, ma la volontà
sì, perché evidentemente dentro il centrosinistra hanno sempre saputo che la loro fortuna si è basata sul "voto contro", e se si toglie il motivo del "contro", chi vota più?
forse è un po' troppo cinica come teoria, però allora perché queste leggi non sono state fatte? perché violante qualche anno fa dichiarò con orgoglio in parlamento la pacifica sottomessione del centrosinistra nei confronti degli interessi berluscoidiani? perché fassino in un comizio di un paio di anni fa a torino annunciò che la legge sul conflitto di interessi non era tra le priorità del governo prodi?
forse perché c'è un tornaconto politico, nel lasciare presente ed attiva la personificazione del male: quanti di voi continueranno ad andare a votare il centrosinistra "turandosi il naso" per evitare il ritorno del faraone brianzolo? conviene tenerlo là, a fare paura a tutti, perché con lui non serve nemmeno avere un programma elettorale, basta dichiararsi contro
troppa dietrologia? può darsi, ma resta il fatto che non si è fatto nulla e quell'omino indigesto è ancora lì
e non solo: ci si fanno accordi, lo si protegge, lo si rincorre in un crescendo di rispetto e cordialità che non hanno alcun senso, dopo tutto questo tempo
perché continuare a cercare l'amicizia, il dialogo, la collaborazione, quando chi si ha di fronte è un bugiardo megalomane che non perde occasione per rovinare qualunque azione propositiva per poi dare le colpe alla sinistra?
il governo prodi da questo punto di vista è stata una grande, grandissima delusione
e non era formato solo dai futuri esponenti del pd, badate bene
chi mi garantisce che non sarà così anche questa volta? chi mi garantisce che non approfitteranno nuovamente della mia paura per poi coltivarla subdolamente e ripresentarmela alla prossima votazione?
in più questa pessima legge elettorale, emblema principe del sistema inviolabile, scudo che protegge la famosa casta dal rinnovamento e dal giudizio dei cittadini: andare a votare, qualsiasi scelta poi si faccia, mi lascerebbe lo squallido retrogusto di aver automaticamente approvato questo meccanismo viscido e intollerabile, di essere cascato nel tranello un'altra volta, e mi dà i brividi
d'altra parte, andare a votare a sinistra potrebbe avere anche dei risvolti positivi
il primo di tutti è il fatto che non sono d'accordo con il modello americano propugnato da veltroni a spron battuto probabilmente da quando era in fasce: all'indomani della caduta di prodi, il partito democratico ha deciso praticamente unilateralmente di liberarsi dell'alleanza con le sinistre, principalmente per non offrire al berlusca il solito assist del "centrosinistra in balìa dei comunisti!": uno strappo che però cozza con tutte le centinaia di giunte regionali, provinciali, comunali, che in italia ancora sopravvivono e reggono benissimo, così come per esempio con la candidatura di ciccio rutelli sindaco qui a roma, sostenuto sia da pd che da sinistra arcobaleno
(giusto ieri vedevo sul corriere un veltroni in grande forma dichiarare senza paura di smentita di non essere mai stato comunista) (sembrano le tipiche smentite del suo rivale, guarda un po' che coincidenza..)
fatto sta che lo smarcamento c'è stato, e secondo me a lungo termine farà male, non tanto a livello elettorale, quanto proprio a livello politico per l'intero paese: come ho già detto, le differenze programmatiche tra i due principali contendenti sono davvero minime, e sono più che convinto che la sinistra sia necessaria al paese, per non rassegnarci a un pensiero unico e a una gestione puramente amministrativa del presente
e poi sarebbe un voto per buttarla in caciara, per usare un francesismo ricercato: se la sinistra arcobaleno raggiungesse l'8% al senato in alcune regioni, sarebbero seggi in meno all'uno o all'altro partitone, e un senato già incasinato di suo sarebbe definitivamente compromesso, e con lui il nascituro governo, qualunque colore esso abbia, con buona pace dei creatori e dei mantenitori di quel "
load of rubbish"* dell'attuale legge elettorale
sarebbe un voto contro, come al solito, ma tant'è
(se ci fosse uno come vendola, a guidare la sinistra, sarebbe un voto pro, ma purtroppo non riusciamo ancora a liberarci del signor cashmere, del pecoraro e di quella nullità di giordano)
cavolo avrei voluto scrivere di più, ma ora non posso
sicuramente mi scervellerò fino a lunedì mattina prima di decidere
ragazzi, che faccio? vado o non vado?
* questa l'ho letta sull'economist, più precisamente qui
e non vi stupite se leggo l'economist, d'altra parte mi vanto di avere informatori internazionali di un certo livello, vero gi'?