
fino a qualche minuto fa ricorreva il diciassettesimo anniversario dell'uccisione di paolo borsellino, di quattro uomini e una donna della sua scorta, avvenuta il 19 luglio 1992 in via d'amelio a palermo
non so se lo sapevate già, probabilmente sì, mi immagino che non siate persone insensibili a certe cose: chi forse invece non lo sapeva, o non gli ha dato tanta importanza, è lo stato italiano
oggi alla cerimonia di commemorazione delle vittime della strage non c'era nessuno
non c'erano i palermitani, per lo meno non in massa come si spererebbe
e non c'era lo stato, assente ingiustificato
qualche lettera, dei fiori, messaggi di partecipazione e vicinanza, ma alla fine nessuno si è presentato
che schifo
in italia non si parla di mafia, mai
quanto tempo è che non sentite notizie di mafia al telegiornale? quanta percezione avrà l'italiano medio, del problema mafia? lo sa che mezza italia, sia geograficamente che economicamente, è in mano alle organizzazioni criminali?
c'è un limite all'indifferenza, e si chiama collusione: in questo paese è stato superato da tempo
invece, parlando di cose più saporite, qualche giorno fa è saltata fuori la notizia che sono state riaperte le inchieste sulle stragi del 1992, grazie ad alcune novità abbastanza sconcertanti che sono emerse nelle ultime settimane: in pratica il signor massimo ciancimino, figlio di quel vito ciancimino sindaco mafioso di palermo negli anni settanta che diede il via alla edificazione selvaggia della città per mano di cosa nostra, ha fatto qualche rivelazione scottante agli uomini della procura di caltanissetta che (ostinati poveretti) ancora non vogliono arrendersi alla supremazia del "principe", e pare che abbia finalmente confermato l'orribile stretta collaborazione stato-mafia degli ultimi secoli, in particolare con riferimento al ruolo dei servizi segreti nelle carneficine che videro vittime i due illustri magistrati diciassette anni fa
insieme ad altri testimoni, ha indicato la presenza di uomini dei servizi nei luoghi delle stragi, ha parlato di incontri tra i boss e tali individui, insomma ha sollevato un polverone che in un paese meno ottuso dovrebbe fare un casino enorme a tutti i livelli
in più, qualche settimana prima, aveva anche testimoniato sulle amichevoli conversazioni epistolari tra bernardo provenzano e berlusconi, all'epoca dei primi passi in politica del faraone della brianza, roba che dovrebbe far saltare la poltrona sotto le regali chiappe del nostro presidente del consiglio, molto più delle sue frequentazioni con procaci minorenni
poi ci si è messo anche totò riina, che dopo quindici anni di silenzio improvvisamente se ne è uscito con un paio di dichiarazioni così potenti che dovrebbero far tremare la terra sotto i piedi dell'italia tutta: "l'hanno ammazzato loro", ha detto il capo ferocissimo dei corleonesi sull'uccisione di borsellino, dove per "loro" si intende lo stato, i servizi segreti
mica male, eh?
poi va be', che in italia se ne parli poco, è anche normale
voglio dire, il caldo, l'influenza suina, il calciomercato.. gli italiani devono tenere gli occhi aperti su troppe cose
ps: cari giornalisti pigri, potete farmi il favore di usare altri luoghi comuni che non siano sempre e solo 007, ogni volta che parlate di agenti dei servizi segreti?
postato da luca alle ore 02:04 | link al post | commenti (3)
a proposito di: politica, mafia, persone, informazione, polemica
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