mercoledì, 03 ottobre 2007
grillo

domenica scorsa l'omino bevente nella foto ha vinto il suo secondo campionato mondiale di ciclismo, nella fredda terra di germania
secondo consecutivo, addirittura, un'impresa clamorosa che è riuscita solo a pochissimi campioni nella storia di questo sport, giù il cappello
non ho visto la corsa, non ero a casa, ci fossi stato probabilmente l'avrei seguita volentieri
ma non so se alla fine sarei riuscito ad esultare più di tanto

lo dico chiaramente, senza girarci troppo attorno: lo spirito con cui seguivo il ciclismo da piccolo è quasi completamente perduto, sepolto vivo dalla montagna di scandali che hanno rivelato quale abisso di disonestà si nasconda dietro questo sport un tempo nobile e leggendario
abisso che conoscevano tutti, tranne il me fanciullo che si emozionava come appunto un fanciullo a vedere pantani gettare la bandana, distendere per bene le sue orecchie ostili a qualunque legge aerodinamica, e divorare l'umano di turno (quasi sempre uno sconsolato pavel tonkov) in cima al mortirolo
abisso che adesso solo pochi (inde)fessi hanno il coraggio di negare, giusto i giornalisti sportivi che tentano disperatamente di rendere avvincente uno spettacolo credibile come gli scudetti della giuve di moggi

ma non so come fare per gestire questa mia ipocrisia: da un lato vorrei che tutto il ciclismo, dai professionisti affermati ai dilettanti più agguerriti, si fermasse per un paio di lustri e si ripulisse completamente, dandosi regole definitive e oneste una volta per tutte; dall'altro non saprei rinunciare al piacere di una grande classica, di un tour infinito, del pavé maledetto della parigi-roubaix, delle sofferenze sul galibier o sull'alpe d'huez, delle tattiche e delle volate, dei gregari infaticabili e dei velocisti impressionanti sulla dirittura d'arrivo
per quanto mi riguarda le imprese di pantani al giro e al tour del '98 sono tra i ricordi più belli di tutta la mia gloriosa carriera da spettatore sportivo: le fughe solitarie sotto la pioggia scrosciante, la cronometro spettacolare contro zulle, il dominio totale sul ridimensionatissimo ullrich
ma ora, di queste imprese, di questi gesti di sport superiore, che cosa resta?

prima della vittoria in germania paolo bettini recentemente si era fatto conoscere anche perché, da campione del mondo in carica, si era rifiutato di sottoscrivere un accordo della federazione internazionale di ciclismo sulle nuove regole antidoping; gran parte dei corridori che a questo appuntamento avrebbero potuto fare la differenza sono stati esclusi proprio per questioni di doping; le ultime edizioni del tour de france, la più prestigiosa corsa a tappe del mondo, sono state sconvolte completamente dalle squalifiche per doping imposte a molti elementi di vertice; il quadro che è emerso dalle recenti inchieste evidenzia il marcio più o meno a tutti i livelli, sia professionistico che non
ha senso continuare?

che schifo fa, un mondo in cui è tutto talmente evidente eppure così volutamente ignorato? che schifo fa, non potersi fidare di uomini di sport? che schifo fa, vedere annullata tutta la poesia di un gesto atletico sublime dallo spettro del dubbio divenuto ormai certezza?

voglio scrivere un post su pantani, mi manca


ps: non ho ancora scritto nulla sulla situazione in myanmar, conto di farlo al più presto, intanto ho tentato di rimediare alla mia imperdonabile inedia piazzando una strisciolina rossa in alto a sinistra nel blog
per tenere alta la guardia, sempre
postato da luca alle ore 03:57 | link al post | commenti (6)
a proposito di: sport, personale, ciclismo, polemica
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