venerdì, 31 ottobre 2008

due parole su quello che è successo ieri a piazza navona
(dove tra l'altro sono stato anche io, la foto al post precedente lo testimonia, anche se sono andato via prima dei minuti di cui voglio scrivere)

partiamo da qualche giorno fa, dalla scandalosa intervista rilasciata dal presidente emerito cossiga al quotidiano nazionale, in cui sollecitava il governo ad usare la mano pesante contro i manifestanti

"maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'interno"
"le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano"
"il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri"


che schifo
le parole dell'emerito sono terribili, insopportabili, mi riempiono di rabbia il cervello
non solo istiga alla violenza di stato, ma confessa serenamente che è pratica comune in italia da decenni
lui lo sa bene, visto che è stato tra i manovratori di questo paese per cinquant'anni, e non si vergogna affatto nel dirlo, anzi, ne va fiero
che schifo
vi prego leggete tutto quello che ha detto cossiga, leggete quell'intervista, è importante, è fondamentale per capire in che stato viviamo

ma in realtà il fatto è che si sapeva già, capite?, si è sempre saputo che dietro certi episodi, in particolare negli anni settanta, ma anche a genova nel 2001 e chissà in quante altre occasioni, c'erano manovre oscure dello stato e dei servizi
si sapeva che certi scontri erano studiati, orchestrati, che certe cose non capitavano per caso, che il sangue di troppi ragazzi veniva deciso a priori nelle stanze del potere
penso a quanti sogni di libertà e di democrazia sono sfumati, e quanti giovani idealisti sono stati picchiati, feriti, uccisi, grazie agli ordini fascisti di personaggi come questo qua
io li odio, quelli come cossiga

e ovviamente la sua intervista, poi riconfermata nel suo delirante intervento in senato ieri prima dell'approvazione del decreto, non ha avuto alcun risalto sui maggiori mezzi d'informazione, come se un ex capo di stato che suggerisca strategie di violenza ed eversione a un governo dai forti connotati fascisti sia una cosa banale, quasi noiosa, in una moderna democrazia europea

"il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri"

poi il berlusca, che insieme alla sua cricca minaccia ritorsioni nei confronti degli studenti e dei professori che protestavano contro l'approvazione del decreto gelmini
avvisi ai naviganti in puro stile piazza venezia: guai a chi si oppone alla marcia di questo governo, guai a chi mette in discussione le imposizioni dall'alto, guai a chi dubita, a chi si interroga, a chi pensa

sarò pure utopista e sognatore, nel pretendere serietà e buon senso almeno dalle istituzioni, ma proprio non posso tollerare che un presidente del consiglio minacci chi pacificamente manifesta il proprio dissenso, non posso tollerare di sentirmi in pericolo se voglio esprimere pubblicamente il mio pensiero
e non posso tollerare che si soffi sul fuoco, che si istighi allo scontro piuttosto che al dialogo, che si stimolino risposte violente nel popolo della protesta

"il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri"

e guarda caso proprio ieri, proprio nel giorno dell'approvazione fulminea e indiscussa di una riforma impresentabile, una protesta che dura da settimane e che ha visto forme di dissenso intelligenti, originalissime, a volte divertenti, ma comunque sempre del tutto pacifiche, ha vissuto purtroppo anche il suo momento di violenza
c'ero anche io a piazza navona, e ricordo solo una grandissima folla di ragazzi e di genitori e di insegnanti tutti uniti a manifestare pacificamente e orgogliosamente contro l'approvazione di una legge che avrebbe mortificato il loro presente e il nostro futuro
poi, improvvisamente, il nero

vi invito a leggere con calma e a mente libera il resoconto di uno dei giornalisti più bravi di repubblica, curzio maltese, su quello che è successo verso metà mattinata
ecco, ora ditemi come è possibile che un furgoncino carico di gente con spranghe e bastoni e caschi e passamontagna sia riuscito ad entrare a piazza navona, in una zona chiusa al traffico da decenni, passando in mezzo a interi reparti di polizia in assetto antisommossa, senza che nessuno si accorgesse di nulla
e ditemi come è possibile che per svariati minuti si sia potuta preparare e poi scatenare la guerriglia che avete visto, che siano volate pietre e bottiglie, che teste di quattordicenni siano state prese a sprangate, senza che le centinaia di poliziotti che circondavano la zona intervenissero in alcun modo
e ditemi come è possibile che dopo settimane di proteste legittime e pacifiche, i media si siano concentrati solo su questi dieci minuti di blackout, con idioti da una parte e dall'altra che fanno a gara a chi è più burattino, e nel mezzo la tentata cancellazione di tutto uno splendido movimento
ditemi come è possibile che tutto ciò che si temeva, che si prevedeva, che addirittura si preannunciava, si sia potuto verificare senza che nessuno abbia fatto niente per evitarlo

"il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri"
postato da luca alle ore 02:16 | link al post | commenti (13)
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martedì, 02 ottobre 2007
lampione

c'è una locuzione in latino che definisce la situazione che voglio descrivere: "matrimonio in articulo mortis"
è una formula del diritto canonico, che indica l'unione nel sacro vincolo in caso di "urgenza di morte del coniuge", e che prevarica le lungaggini burocratiche civili
ed è quello che è successo proprio poco fa in una stanza del reparto di rianimazione dell'ospedale militare del celio a roma, tra l'agente del sismi ferito qualche giorno fa in afghanistan durante la sua tanto chiacchierata liberazione, e la sua compagna di sempre
lui è in coma irreversibile, aggrappato alla vita solo grazie ad un freddo respiratore artificiale
lei è la madre dei suoi tre figli, e immagino il suo stato d'animo in questi giorni passati al suo capezzale
il padre di lui, quello stesso signore che così dignitosamente qualche giorno fa urlò la sua rabbia nei confronti di chi aveva costretto suo figlio a morire inutilmente (perché in una guerra si muore inutilmente), oggi ha altrettanto dignitosamente raccontato della volontà della coppia di sposarsi alla fine di questo infinito susseguirsi di missioni

non riesco ad avere un'opinione lucida su questa faccenda, non ancora
troppo tragica ed emozionante per riuscire a prendere posizione, o anche solo per capire se sia lecito o comunque possibile parlarne senza inevitabilmente mancare di rispetto a chi sta vivendo un dolore così grande
però non posso non sottolineare qualche elemento che mi ha dato da pensare
innanzitutto i motivi che hanno spinto questa donna a sposarsi in una atmosfera così macabra e straziante, al di là di ogni possibile incubo: si tratta di diritti, che per alcuni potrebbero sembrare elementari, mentre per lo stato, per l'italia, per noi tutti, non lo sono affatto
si tratta del diritto di ogni vedova di guerra di recepire la giusta pensione di reversibilità, ma anche di poter avere voce in capitolo quando si tratterà di decidere della sorte del suo sfortunato compagno, nel caso assai probabile che la situazione non migliori

(e non riesco a non pensare alla vicenda davvero deprimente della compagna di uno dei caduti di nassiriya, cui è stato negato addirittura di poter partecipare alle cerimonie ufficiali in onore del proprio compagno, proprio perché "ufficialmente" non c'era nessun foglio di carta che ne stabilisse il legame affettivo
non era stata nemmeno avvisata della morte del compagno, ne è venuta a conoscenza dai giornali: poi alla consegna delle onoreficenze è stata esclusa, per far posto a qualche politico di rappresentanza e qualche generale in alta uniforme
non riesco a non provare un po' di quella frustrazione, di quella sofferenza, di quella rabbia, che il cuore della donna deve aver provato)

ma soprattutto l'assicurazione di "tempi rapidi e massima riservatezza" da parte del ministero della difesa per il matrimonio, l'improvvisa necessità del nostro governo di mettere una pezza, di offrire un sotterfugio burocratico giusto per poter garantire in extremis, una tantum e ad personam (così, tanto per rimanere negli squallidi latinismi) quei diritti di cui parlavo
ma se la donna avesse rifiutato? o se disgraziatamente non avesse fatto in tempo, a sottostare a una forma così macabra di accordo per salvare la faccia di uno stato e di una chiesa che insistono tanto proditoriamente nel negare l'evidenza?
niente partecipazione ai funerali ufficiali, dunque, così come niente pensione, niente riconoscimento, niente di niente, un'intera famiglia (perché sfido chiunque a dire che quella di cui sto parlando non sia una famiglia!) abbandonata alla pena e alla solitudine

non so, mi sento un vero stupido a parlare di pacs di fronte all'enormità del dolore di questa vicenda, forse dovrei tacere e lasciare le riflessioni a tempi più sereni
ma non voglio aspettare le prossime utili ipocrisie retoriche che parleranno di eroi e di onori, per domandarmi cosa sarebbe stato se le cose fossero andate in maniera diversa
postato da luca alle ore 03:13 | link al post | commenti (10)
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