
da qualche giorno i sistemi economici più potenti del nostro pianeta stanno attraversando una crisi molto profonda, che giustamente occupa gran parte degli spazi dell'informazione, e che sembra terrorizzare più o meno tutti noialtri, ovvero una pur sempre piccola minoranza, straricca e ingorda, della popolazione mondiale
(così, giusto per dare un po' di prospettiva)
non si dovrebbe trattare di una sorpresa, di un fulmine a ciel sereno, per chiunque abbia un minimo di buonsenso e di capacità di andare oltre la superficie: già da tempo era nell'aria l'inevitabilità del crollo del sistema ultraliberista americano, basato sull'idea avvincente di zero regole, che vuol dire anche zero freni, zero scrupoli, zero controlli
chi non ha sbadigliato di fronte ai segnali piuttosto evidenti arrivati nei mesi passati, con la bancarotta di importanti istituti di credito in giro per l'occidente, ha capito subito che non si trattava di episodi isolati, ma che di lì a poco il crollo sarebbe stato strutturale, e che bisognava difendersi in qualche modo
gli avvoltoi delle grandi banche e delle aziende speculatrici hanno promosso per anni la politica arrogante del tutto-e-subito, imponendo alle famiglie l'obiettivo di uno stile di vita esagerato e normalmente irraggiungibile, se non attraverso l'accensione di mutui su mutui, e forse ignorando (o forse no) che a lungo andare il grande sistema sarebbe affondato come il titanic: perché con il passare del tempo i debiti diventano insostenibili, e finché si tratta di qualche povero cristo insolvente poco male, lo si rimpalla a qualche altro cravattaro; ma quando le famiglie che non riescono a pagare diventano migliaia, allora il meccanismo si inceppa, e l'insolvenza passa a un livello superiore, fino a raggiungere i vertici
ecco, questa patata bollente ha ormai raggiunto i piani più elevati della piramide, e tutto va sfasciandosi come un castello di carte
le banche non hanno più soldi, ragazzi, e le economie di intere nazioni si ritrovano con l'acqua alla gola
fa dunque scalpore la serie di misure drastiche e inedite decise da bush e dai suoi omologhi in giro per il mondo per ridurre gli effetti devastanti di questa crisi: fa scalpore perché deve essere piuttosto imbarazzante per i fanatici del liberismo duro e puro, per i teorici del mercato come macchina perfetta, per gli hooligan dell'autocrazia delle borse, dover abiurare le proprie convinzioni e porre la propria firma (o anche assistere passivamente) a un mastodontico intervento monetario statale per scongiurare il k.o.
roba da soviet, mi sono detto
uno come tremonti avrà pianto tutta la notte
poi però mi sono anche chiesto: come è possibile che gente come bush, paulson e appunto tremonti abbia improvvisamente capito che il liberismo è il male e che le economie mondiali non possono e non devono più basarsi esclusivamente su speculazione e sfruttamento?
è normale un cambiamento di rotta così clamoroso, che porta a ripensare dalle fondamenta le politiche economiche occidentali di decenni?
e infatti, se ci pensate bene, le cose non sono così simpatiche come sembrano
perché il rimedio escogitato da bush e co. non è affatto definitivo, ma anzi, a lungo andare potrebbe fare più danni che altro
mi spiego: la causa di questa crisi, secondo l'analisi del sottoscritto, noto esperto di finanza internazionale, è dovuta alle speculazioni incontrollate di banche e istituti di credito, che si sono arricchiti a dismisura per anni prestando soldi a quanti più poveracci possibile, e spremendo poi tutto lo spremibile, aiutati in questo dai colossi pubblicitari che hanno inculcato nella gente la necessità improrogabile di tenori di vita sempre più alti e finalmente raggiungibili in comode rate; dopodiché le famiglie hanno finito i soldi, di conseguenza anche i creditori dal più piccolo al più grande si sono trovati in mutande, decretando le bancarotte e i fallimenti di questo periodo
c'è grossa crisi, dunque, i piccoli non hanno più soldi e i grandi nemmeno
e i governi cosa fanno? invece di interrompere questo ciclo, aiutando le famiglie dissanguate a uscire dalla morsa infame dei creditori, decidono di finanziare nuovamente le banche, che potranno così continuare nel loro giochino fino alla prossima crisi
e le finanziano con soldi pubblici, tantissimi soldi pubblici, così se prima le famiglie erano indebitate fino al collo, ora il livello salirà, perché dovranno anche collaborare con le loro tasse a mantenere in vita il circolo vizioso
ci stiamo indebitando per poterci re-indebitare anche in futuro
oddìo, non lo so, è tanto sbagliato il mio ragionamento?
ps: in questo grande calderone si distinguono per pateticità due luminose figure, sempre pronte a dare il loro contributo al grottesco che ci circonda
da una parte il papa, che dall'alto dei fantastiliardi della sua chiesa, dell'otto per mille, dello ior, degli innumerevoli immobili in tutta italia, dei beni artistici incommensurabili e del lusso che personalmente non si vergogna di sfoggiare in ogni occasione, esclama senza paura di essere smentito che "i soldi svaniscono, mentre dio è l'unica cosa sicura"
(ragazzi miei, è una frase che dà spunto a talmente tante risposte sarcastiche che è meglio tacere, ma comunque ci tengo a sottolineare la assoluta coerenza e mancanza di ipocrisia che trasuda tale affermazione)
dall'altra parte il nostro joker, il presidente del consiglio, il quale, perfettamente consapevole del suo ruolo istituzionale e delle responsabilità che esso comporta, prima decide di rassicurare i cittadini con il suo ottimismo da avanspettacolo, poi dà una bella lezione di imparzialità invitando gli italiani ad acquistare azioni di aziende solide come eni enel e mediaset (ma va?), infine getta benzina sul fuoco paventando una chiusura delle borse e venendo prontamente smentito dai suoi colleghi esteri
che spettacolo..
ps2: nella foto, un broker di wall street dopo l'ennesimo tracollo del dow jones
ps3: è il mio primo post scritto con il nuovo portatile di cui vado tanto fiero
portatile che, ci tengo a ribadire, non è stato acquistato a rate
postato da luca alle ore 21:43 | link al post | commenti (11)
a proposito di: vaticano, politica, economia, stati uniti, polemica
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