venerdì, 18 settembre 2009
buco

e così l'italia si è accorta di essere ancora in guerra
dite la verità, quanto tempo è che non sentivate parlare dell'afghanistan in tv, eh?

mi dispiace sinceramente per quei ragazzi uccisi, ma né più né meno di qualsiasi altro morto sul lavoro, perché il trovarsi ad imbracciare mitragliatori in un paese lontano non aggiunge nessun afflato di gloria alla loro triste fine
quello che però non sopporto è l'ipocrisia dietro la loro morte, che raggiungerà livelli irritanti in questi giorni, e alla quale quei ragazzi probabilmente non meritano di essere associati
già mi immagino i telegiornali sviolinare apologie sulla missione di pace, sull'opera di civiltà che i soldati italiani portano in quelle terre desolate e dimenticate da dio, sulla democrazia che stanno esportando e distribuendo a piene mani agli afghani
già mi immagino i giornalisti famelici citofonare senza tregua alle case delle famiglie in lutto, intervistare i vicini, mandare in onda foto delle vittime mentre sorridono, abbracciano bambini, regalano pagnotte ai poveri, fanno volare aquiloni
già mi immagino la viscida retorica dei portavoce, che renderà grazie e onore agli eroici caduti e sosterrà che la nostra presenza laggiù non è in discussione, che il nostro lavoro è importante, che i risultati si vedono, che gli afghani ci ringraziano e ci amano
è triste, sì

così come mi sembra triste che si sia rinviata la grande manifestazione di sabato per la libertà di stampa, contro gli attacchi insopportabili che questo governo sta portando avanti da sempre, e più che mai negli ultimi tempi
mi rendo conto che se non si fosse presa questa amara decisione, certamente il berlusca non avrebbe perso l'occasione per l'ennesima crociata schiacciaoppositori, li (ci)avrebbe infangati ancora più di quanto non faccia già ora, sventolando accuse di insensibilità, blasfemia, antiitalianità e chissà quante altre belle parole
probabilmente avrebbe fatto in modo di fissare i funerali proprio sabato, per rendere ancora più grottesca la situazione
(e chissà che invece non gli venga in mente di spostarli al 3 ottobre)
(secondo me se avesse il potere di farlo lo farebbe senza pensarci due volte)
in ogni caso l'aver disdetto e solo in seguito posticipato l'evento di sabato è stata una scelta che mi ha lasciato l'amaro in bocca, se non altro perché giudico la categoria dei giornalisti una delle più corresponsabili delle migliaia di vittime in quelle zone disperate: mai come in questi casi si sente il bisogno di un'informazione libera e indipendente, che possa dare una visione (e una critica) obiettiva di quello che sta succedendo in afghanistan e zone di guerra analoghe, invece di questa stampa embedded che è solo specchio degli interessi biecamente economici dei potenti e propaganda di strategie politiche e militari che fino ad ora sono state solo fallimentari
una stampa seria e autorevole spiegherebbe le vere ragioni per cui tremila italiani si trovano in questo momento in afghanistan armati fino ai denti, lasciando perdere le balle della democrazia da esportare e da difendere: lì la guerra continua da quasi otto anni (più della seconda guerra mondiale, per capirci), e non se ne vede la fine

le tanto decantate elezioni presidenziali, che ormai sono state svolte quasi un mese fa e di cui ad oggi non si conoscono i risultati, sono state un clamoroso insuccesso per i fanatici democraziofori occidentali: affluenza scarsissima in un clima di perfetto terrore, mancanza di sicurezza pressoché totale, con frodi e brogli a non finire
insomma una pantomima ad uso e consumo dell'elettore occidentale, che alla fine ha visto riconfermato il campione degli interessi americani karzai, senza ancora alcuna legittima autorizzazione popolare: ma si sa, il petrolio non conosce legislazioni, e se quel buffo omino dal copricapo originale (sto parlando di karzai, eh) fa bene il suo mestiere di marionetta dello zio sam, sarà praticamente impossibile schiodarlo da lì con le buone
quello che però sarebbe bene sottolineare è che oggi come oggi l'afghanistan è assolutamente fuori controllo, che tre quarti del territorio sono in mano ai talebani e che i militari occidentali sono visti come forza d'occupazione, e non come forza liberatrice
al di là del fatto che se fossi afghano, dopo otto anni anche io farei il tifo per la guerriglia, penso che un minimo di risentimento nei confronti di un'invasione militare che ha portato nuovamente guerra e distruzione in una regione già martoriata da decenni, ha mietuto migliaia di vittime tra i civili senza in cambio offrire la protezione che propaganda all'esterno, ha distrutto quel minimo di stabilità che c'era nel paese senza offrire speranze di rinascita o di ricostruzione, ha riconvertito il territorio alla coltura di oppio con i grandi produttori nei posti nevralgici dell'amministrazione, ha visto la rinascita di terrorismo e il fiorire di nuove reti simil-al-qaeda, be'.. sarebbe anche lecito nutrirlo, non trovate?
insomma l'invasione dell'afghanistan, primo atto della guerra al terrore voluta da quel maramaldo mattacchione di george bush figlio, è fallita
fallita sulla pelle di migliaia di persone, tra cui i sei ragazzi uccisi stamattina
sarebbe bello che anche la televisione e i giornali lo dicessero
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lunedì, 20 luglio 2009
nascosta

fino a qualche minuto fa ricorreva il diciassettesimo anniversario dell'uccisione di paolo borsellino, di quattro uomini e una donna della sua scorta, avvenuta il 19 luglio 1992 in via d'amelio a palermo
non so se lo sapevate già, probabilmente sì, mi immagino che non siate persone insensibili a certe cose: chi forse invece non lo sapeva, o non gli ha dato tanta importanza, è lo stato italiano
oggi alla cerimonia di commemorazione delle vittime della strage non c'era nessuno

non c'erano i palermitani, per lo meno non in massa come si spererebbe
e non c'era lo stato, assente ingiustificato
qualche lettera, dei fiori, messaggi di partecipazione e vicinanza, ma alla fine nessuno si è presentato
che schifo

in italia non si parla di mafia, mai
quanto tempo è che non sentite notizie di mafia al telegiornale? quanta percezione avrà l'italiano medio, del problema mafia? lo sa che mezza italia, sia geograficamente che economicamente, è in mano alle organizzazioni criminali?
c'è un limite all'indifferenza, e si chiama collusione: in questo paese è stato superato da tempo

invece, parlando di cose più saporite, qualche giorno fa è saltata fuori la notizia che sono state riaperte le inchieste sulle stragi del 1992, grazie ad alcune novità abbastanza sconcertanti che sono emerse nelle ultime settimane: in pratica il signor massimo ciancimino, figlio di quel vito ciancimino sindaco mafioso di palermo negli anni settanta che diede il via alla edificazione selvaggia della città per mano di cosa nostra, ha fatto qualche rivelazione scottante agli uomini della procura di caltanissetta che (ostinati poveretti) ancora non vogliono arrendersi alla supremazia del "principe", e pare che abbia finalmente confermato l'orribile stretta collaborazione stato-mafia degli ultimi secoli, in particolare con riferimento al ruolo dei servizi segreti nelle carneficine che videro vittime i due illustri magistrati diciassette anni fa
insieme ad altri testimoni, ha indicato la presenza di uomini dei servizi nei luoghi delle stragi, ha parlato di incontri tra i boss e tali individui, insomma ha sollevato un polverone che in un paese meno ottuso dovrebbe fare un casino enorme a tutti i livelli
in più, qualche settimana prima, aveva anche testimoniato sulle amichevoli conversazioni epistolari tra bernardo provenzano e berlusconi, all'epoca dei primi passi in politica del faraone della brianza, roba che dovrebbe far saltare la poltrona sotto le regali chiappe del nostro presidente del consiglio, molto più delle sue frequentazioni con procaci minorenni
poi ci si è messo anche totò riina, che dopo quindici anni di silenzio improvvisamente se ne è uscito con un paio di dichiarazioni così potenti che dovrebbero far tremare la terra sotto i piedi dell'italia tutta: "l'hanno ammazzato loro", ha detto il capo ferocissimo dei corleonesi sull'uccisione di borsellino, dove per "loro" si intende lo stato, i servizi segreti
mica male, eh?
poi va be', che in italia se ne parli poco, è anche normale
voglio dire, il caldo, l'influenza suina, il calciomercato.. gli italiani devono tenere gli occhi aperti su troppe cose


ps: cari giornalisti pigri, potete farmi il favore di usare altri luoghi comuni che non siano sempre e solo 007, ogni volta che parlate di agenti dei servizi segreti?
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lunedì, 13 luglio 2009
crash

domani 14 luglio è la giornata di sciopero della blogosfera contro il ddl alfano sulle intercettazioni: al di là del disgusto che provoca l'ennesimo provvedimento che tenta di imbavagliare stampa e informazione per evitare scomodità ai potenti, qua si colpisce un nervo scoperto del sottoscritto, ovvero si fa un nuovo passo nell'intenzione di controllare la circolazione della libera informazione nella rete, con minacce come l'obbligo di rettifica (se non censuri qualche commento molesto entro 48 ore ti possono cascare tra capo e collo fino a tredicimila euro di multa), tutto nell'ottica di controllare e spaventare le migliaia di voci libere che rendono internet la bella anomalia plurale che è
(maggiori informazioni sulla protesta qui)

domani insomma non si scrive niente, cosa che per me non fa molta differenza, soprattutto negli ultimi mesi
sono tornato già da un paio di settimane, ormai, ma non ho tempo né voglia di scrivere niente, e poi se questo paese era già tremendo visto da fuori, vissuto da dentro è ancora peggio
perciò con la scusa dello sciopero (cui credo fermamente, perché qua un pezzetto alla volta ci stanno portando via tutto, e se non creiamo un minimo di consapevolezza e non facciamo un briciolo di resistenza, chissà dove andremo a finire) (lo sappiamo, dove andremo a finire, e forse ci siamo già) dicevo, con la scusa dello sciopero mi prendo un altro paio di giorni di pausa, e poi vediamo cosa fare
baci a tutti
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mercoledì, 28 gennaio 2009


forse non avrei dovuto pubblicare questo video
sono sempre stato un convinto sostenitore del fatto che non ci sia bisogno di far vedere sangue, cadaveri o altri spettacoli tremendi per portare avanti un discorso, per esprimere un'idea o un sentimento
però questa breve clip, rubata dalla papera zoppa, mi ha colpito più del solito, anzi mi ha completamente sconvolto, forse proprio perché non mostra né sangue né violenza, ma solo il dolore

risale a qualche giorno fa
c'è un telegiornale in onda, in diretta, su una delle televisioni israeliane, c'è una giornalista che sta per lanciare un servizio sulle ennesime dichiarazioni di guerra del ministro della difesa
c'è un collega in studio che riceve una telefonata improvvisa da parte di un suo amico, un medico palestinese, si chiama aboul aish, è di gaza ed è anche un collaboratore abituale della televisione
viene spesso contattato, il dottor aish, perché da quando è iniziata la guerra è a gaza con la famiglia, e da giorni comunica agli spettatori il punto di vista dei gazawi, il loro terrore quotidiano, la loro convivenza con la morte
stavolta è diverso, non è stato contattato, ha chiamato lui
una granata israeliana ha appena ucciso tre delle sue figlie
improvvisamente, in diretta, durante la trasmissione, irrompe il dolore di quest'uomo
urla di pianto strazianti, impossibili da fermare, l'inspiegabile assurdità di una perdita così enorme, così insopportabile, eppure così prevedibile e temuta
come si può concepire un lutto così grande, come ci si può fare una ragione?
aboul aish è un dottore che opera a tel aviv, è un ginecologo, con il suo lavoro aiuta chissà quanti israeliani ad avere una vita migliore, e allora come si può spiegare questa ricompensa?
lo sguardo pietrificato del giornalista che riceve la telefonata, schlomi, il suo amico, il dubbio che sembra attraversare la mente della sua collega, sono una piccola speranza di umanità in un popolo che, stando ai sondaggi, ha approvato a grandissima maggioranza questo terribile intervento militare nella striscia
è da questo barlume di umanità che si deve partire

tutti i telegiornali nazionali hanno detto che l'operazione piombo fuso è terminata, che la guerra è finita, che "la situazione è tornata alla normalità", e già non se ne parla più
non è così, ovviamente, non potrà mai essere così, non nella striscia di gaza
se non tolgono l'assedio, se non riaprono i varchi, se non permettono alla popolazione sopravvissuta di avere cibo, elettricità, medicinali, di ricevere gli aiuti dall'esterno, di poter lavorare, pescare, spostarsi, non ci sarà mai la fantomatica normalità
ci sarà soltanto l'ennesimo assedio, l'ennesima guerra non ufficiale, e decine di migliaia di famiglie raggiungeranno nuovi livelli di disperazione, sotto gli occhi impassibili e inumani dei governanti di mezzo mondo

l'altro giorno ho visto pagliara entrare nella striscia di gaza probabilmente per la prima volta in più di cinque anni di corrispondenza da gerusalemme
per la prima volta l'ho visto rendere (e forse rendersi) conto della tragedia che tsahal ha portato in quella terra, della distruzione e della disperazione che sembrano non avere fine
eppure, anche di fronte all'implacabile evidenza, questo servo della propaganda ha deciso di non mollare le sue posizioni allineatissime e scagliarsi inutilmente contro la ripresa della costruzione dei tunnel al confine con l'egitto, quasi tutti bombardati e semidistrutti durante piombo fuso, tunnel che pagliara definiva strumenti per il contrabbando internazionale di viveri e probabilmente di armi
accidenti, contrabbando di cibo
questo sì che è un grave problema della striscia di gaza
non il fatto che anni di assedio abbiano ridotto alla fame più di un milione di persone, non il fatto che a gaza non ci sia lavoro, che non ci sia cibo, che i pescatori (in un territorio che è costiero per definizione) vengano ancora ricacciati a riva dalle cannonate delle navi militari israeliane; non il fatto che muoversi sia praticamente impossibile, che tutti i confini, compresi quello con l'egitto del pessimo mubarak, siano bloccati, che le incursioni dell'esercito israeliano non siano affatto finite (non lo erano nemmeno durante la famosa tregua prima dell'inizio della guerra) e che ancora si muoia per colpa delle bombe inesplose rimaste sul terreno e per via degli effetti devastanti delle armi illegali usate da israele sulla popolazione inerme
si contrabbanda cibo, a gaza
forse perché il cibo a gaza non c'è, pagliara, te lo sei mai chiesto?

da qualche quarto d'ora è finito il giorno della memoria, e allora ho voluto ricordare
non credo che si debbano limitare la propria sensibilità e la propria memoria a eventi selezionati, senza abbracciare tutte le ingiustizie del mondo
se calerà il sipario sulla palestina, se faremo finta nuovamente che sia tutto finito e che non ci sia più niente che ci riguardi, allora non c'è giorno della memoria che tenga
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venerdì, 16 gennaio 2009
inutili

non si stanno fermando, non accennano nemmeno
più di mille morti
la striscia di gaza è ancora sotto la prepotente ferocia di israele, la violenza e la disperazione sono dovunque, nelle strade, nelle moschee, nei mercati, nelle scuole, e soprattutto nelle teste delle persone, nelle tragedie di intere famiglie, nei pensieri e negli occhi dei bambini
ci pensate mai a quanto possa essere distruttivo per la mente di un bimbo il terrore quotidiano estremo che in questi giorni impregna gaza e la vita di centinaia di migliaia di persone? io sì, e non so togliermi questo pensiero dalla testa
invece, nonostante i proclami dei governanti occidentali, sembra che ancora nessuno se ne stia veramente rendendo conto

non avete idea di quanto avrei bisogno di qualcuno che si alzasse in piedi e che a voce alta denunciasse la carneficina
qualcuno di sinistra, qualcuno di importante
qualcuno ancora con una coscienza
uno come pertini, capite?, con la sua voce potente e lo sguardo di condanna senza dubbi, uno che non avesse timore a usare la sua personalità e a puntare il dito contro i crimini di guerra di tsahal che stanno schiacciando la palestina, come già fece in uno storico discorso di capodanno
israele sta compiendo atti orrendi contro l'umanità, e io, in quanto essere umano, devo a tutti i costi urlare la mia condanna
e lo sto cercando, questo nuovo pertini, ne ho infinito bisogno, ma non c'è
stanno tutti zitti, c'è un silenzio da parte dell'occidente che è ancora più deprimente e frustrante delle ingiustizie di cui siamo testimoni

barack pilato obama s'è rivelato essere quello che è, ovvero l'ennesimo presidente degli stati uniti come al solito incatenato ai fortissimi interessi che legano usa e israele, e che messo di fronte alla realtà di una guerra insensata e crudelissima non può far altro che lavarsene le mani, lasciando la patata bollente al suo predecessore agli sgoccioli (bush, uno che ha sempre dimostrato che di affari orientali ci capisce) e al massimo esprimendo preoccupazione per i civili: me l'aspettavo, questa delusione, non ho mai immaginato che potesse andare diversamente

così come non mi aspetto nulla da un anziano erudito di baviera, che milioni di persone si ostinano a considerare portatore di messaggi di pace: se così veramente fosse dovrebbe partire e andare a tirare le orecchie a chi non lo ascolta, se così fosse dovrebbe andare a porsi tra i due fuochi e forte della sua figura denunciare i crimini di guerra e portare veramente la pace
ma non lo è, un portatore di pace, è solo un teologo che ogni domenica lancia i soliti sterili appelli alla fratellanza e alla pacificazione, senza veramente interessarsi alla sorte di migliaia di persone, e alla salvezza dell'umanità
(ragazzi, non offendetevi, è inutile negarlo, il papa ha un potere enorme e non lo sfrutta, forse perché non sa, forse perché non vuole)

poi i politici nostrani, tutti aggrappati fieramente al carro di israele, a giustificare l'ingiustificabile
spero che la vostra coscienza vi fulmini, se mai ve ne fosse rimasta una
e quei pochi che invece continuano a mantenere un'equidistanza di facciata, che in realtà è solo una distanza: una distanza dal mondo, una totale assenza di sensibilità alle grida di dolore che provengono oggi da lì, ma in futuro chissà da dove altro ancora
la foto che illustra questo post è quanto di più inutile potesse partorire la direzione del partito democratico per timbrare il cartellino di presenza in merito alla guerra in corso: un manifesto che non ha il benché minimo significato, a dimostrazione definitiva del piattume ideologico che accompagna il pd, incapace di prendere posizione su qualsivoglia argomento, chiuso e sordo alla società e alla storia
in una parola, inutile

gli unici qui che parlano di israele criminale sono i gruppetti estremisti di destra (qui a roma sono una marea, e hanno davvero tanti tanti soldi) e sinistra: ma posso io aspettarmi qualcosa da questi esagitati? posso unire la mia sensibilità alla loro? posso idealmente unirmi a gente che fa della provocazione e della prevaricazione politica locale il suo pane quotidiano?

ma è così fuori dalla nostra portata accorgersi di quanto sta succedendo? ormai anche pagliara ha terminato gli eufemismi e fa sempre più fatica a coprire la carneficina (tra l'altro mi fa ridere di disgusto che quel campione di disonestà giornalistica dica di non potersi addentrare nella striscia per via dei divieti israeliani, lui che in tanti anni di corrispondenza non ha mai trovato un minuto di tempo per farsi un giro nella gaza schiacciata dall'embargo e dai soprusi di tsahal), possibile che non si riesca a far aprire gli occhi a chi di dovere?
nonostante i tg facciano di tutto per favorire la noia e il disinteresse, relegandola come terza o quarta notizia, la guerra continua
quello che israele ha fatto in queste ultime settimane è irricevibile, ma stare in silenzio è altrettanto criminale

scusate, proprio non riesco a smettere di parlarne
chissà per quanto altro tempo ancora sentirò la necessità di farlo..


ps: se osservate la foto, dietro gli squallidi manifesti del pd c'è un'enorme fila di manifesti del nostro sindaco, lo sceriffo johnny, che si vanta sui muri di mezza roma delle nuove battaglie politiche vinte in ambito di diritti sociali e gestione del bene comune da parte della sua amministrazione: qualche migliaio di espulsioni di poveracci, e roma è più pulita
anzi, roma riparte
che schifo

pps: un giorno farò un bel post sull'idiozia della cartellonistica nella capitale, che sembra essere un viziaccio solo romano, che però ultimamente ha raggiunto livelli di violenza (negli slogan e soprattutto nella modalità di affissione) che secondo me è preoccupante

ppps: sì, ste, è sotto casa tua!
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lunedì, 05 gennaio 2009
gelo

da dove si comincia, se si vuole scrivere un post sulla guerra a gaza?
cos'ha di diverso questo ennesimo conflitto dalle centinaia di storie di morte che giungono da quella terra martoriata?
quanto sangue ancora dovremo ascoltare, noi europei, prima di voltare definitivamente le spalle?
talmente tante cose da dire, talmente tanto tempo che vorrei dirle.. sì, ma da dove si comincia?

di certo non dalla fredda cronaca, non sono mai stato bravo con quella, soprattutto quando parla di centinaia di morti ammazzati, di case e ospedali e moschee e scuole e università e negozi rasi al suolo da missili, di popolazione civile inerme umiliata da assedi e bombardamenti incessanti, di ingiustizie colossali accolte dal silenzio accecante del resto del mondo civilizzato
odio quando danno solo i numeri, quando si fermano alla piatta lettura dei comunicati dell'esercito, quando la morte e la disperazione diventano un'abitudine
e già che ci sono, ci tengo a dire che trovo irritante e vergognosa la pseudo-informazione offerta dalla televisione pubblica, in particolare nei servizi del corrispondente da gerusalemme claudio pagliara, che superano ogni tentativo di definirli giornalismo, e sfociano apertamente nella squallida e insopportabile propaganda filoisraeliana: è un'offesa alla verità e al servizio pubblico, che spero vivamente venga risolto al più presto
ma ovviamente le mie vere speranze sono altre

non potrei nemmeno cominciare dall'inizio, dalla nascita di israele, dalle spietate guerre di conquista che tsahal, ovvero l'esercito con la stella di david, ha portato in tutto il medio oriente, dei crimini di cui i governi sionisti si sono resi protagonisti: è una storia troppo lunga, troppo dolorosa, troppo vecchia
ormai nessuno mette più in dubbio l'esistenza dello stato di israele, si tratta dell'unica base solida da cui far partire una discussione che voglia pretendere un minimo di credibilità e di costruttività
ma con tutto il rispetto e l'imparzialità di cui sono capace, proprio non riesco a trovare giustificazioni a quello che sta succedendo

la striscia di gaza è una virgola di terra grande quanto un quarto della provincia di roma e in cui è ammassato quasi un milione e mezzo di persone in condizioni disperate: persone, uomini e donne, sottoposte ad assedio perenne da parte dell'esercito forse più potente e crudele del mondo, costantemente private di rifornimenti di acqua e cibo e medicinali, terrorizzate da continue incursioni militari che uccidono chiunque (anche osservatori onu) e radono al suolo case senza motivi, umiliate da un embargo durissimo, da posti di blocco e arresti arbitrari, dall'impossibilità di spostarsi, lavorare e curarsi, dalla consapevolezza di vivere in una prigione a cielo aperto
hamas è un'organizzazione terroristica, d'accordo, un gruppo di criminali che ha approfittato di questa situazione insostenibile e ha preso il potere, ha vinto le elezioni facendo leva sull'orgoglio di un popolo che non si è mai del tutto chinato di fronte ai soprusi che ha sempre subito ormai da decenni
e hamas risponde all'enorme violenza che israele impone ai palestinesi nell'unico modo che conosce, cioè con altra violenza: che è violenza sterile e mai paragonabile alla supremazia militare e tecnologica della superpotenza con cui si batte, ma è pur sempre violenza
e allora d'accordo, immedesimiamoci con i poveri abitanti innocenti del sud di israele che sono sottoposti ai lanci dei missili qassam da gaza, prendiamo atto che anche loro hanno diritto alla pace e alla serenità, per carità, parole sante

ma quale risposta è "piombo fuso"?
secondo le fonti ufficiali israeliane, e quindi anche secondo pagliara, piombo fuso è un'operazione contro i militanti di hamas che hanno rotto la tregua con l'ennesimo lancio di missili qassam: poi basta andare un po' oltre la disinformazione e la propaganda e si scopre che la tregua era già finita da giorni e che in ogni caso anche durante essa israele aveva comunque continuato il suo assedio criminale condannando a morte i gazawi senza troppi scrupoli diplomatici
basta andare un po' oltre e si scopre che l'operazione era stata pianificata da sei mesi, che il governo israeliano è in piena crisi di consensi da tempo ancora più lungo, che le elezioni anticipate sono alle porte, e che fare due più due non è mai stato così doloroso
è questo piombo fuso: una carneficina indiscriminata tesa a ribadire per l'ennesima volta la potenza incontrastata della stella di david su tutto il vicino oriente, una strage di innocenti, una fine orribile per delle vite già rovinate da decenni
piombo fuso è parte di un genocidio al rallentatore, in onda da anni ad uso e consumo degli israeliani e dell'occidente, che assistono passivamente, in un misto di compiacimento e di spavento, allo spettacolo programmato della morte che segue e abbraccia la paura

io sono terrorizzato e infuriato, ho una voglia matta di urlare dalla finestra, di prendere a pugni tutto e tutti, perché il silenzio che accompagna questa prepotenza è ancora più insopportabile della violenza in sé
leggo le testimonianze di vittorio arrigoni direttamente dalla striscia, percepisco e faccio mia la sua immensa frustrazione, il suo immenso dolore, la sua immensa umanità, in una condivisione che è impossibile non avere, se si ha un minimo di coscienza e di sensibilità
e toglie il sangue dalle vene non avere nessuna speranza a cui aggrapparsi, rendersi conto che intorno, tutto intorno, c'è solo indifferenza e inerzia
non posso credere che esistano tali ingiustizie e che nessuno dica nulla
non c'è nessuno, qui da noi, in italia, che abbia il coraggio di dire la verità
nessun politico, nessun uomo di sinistra, che abbia la necessità di urlare questa è una carneficina e io non ci sto!
non ci posso credere

l'eterna tragedia del popolo palestinese si nutre del nostro silenzio e della nostra indifferenza
chi non vuole capirlo, è complice tanto quanto il pilota degli f16 cui è stato ordinato di bombardare in pieno giorno la fermata del bus al centro di gaza
chi non ascolta le grida di dolore e le preghiere di ascolto che arrivano dalla striscia, non è una persona buona
ed è soprattutto per colpa di queste persone, che questa storia deve essere nuovamente raccontata

buon anno
postato da luca alle ore 03:54 | link al post | commenti (12)
a proposito di: palestina, politica, personale, israele, televisione, guerra, informazione, polemica
venerdì, 31 ottobre 2008

due parole su quello che è successo ieri a piazza navona
(dove tra l'altro sono stato anche io, la foto al post precedente lo testimonia, anche se sono andato via prima dei minuti di cui voglio scrivere)

partiamo da qualche giorno fa, dalla scandalosa intervista rilasciata dal presidente emerito cossiga al quotidiano nazionale, in cui sollecitava il governo ad usare la mano pesante contro i manifestanti

"maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'interno"
"le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano"
"il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri"


che schifo
le parole dell'emerito sono terribili, insopportabili, mi riempiono di rabbia il cervello
non solo istiga alla violenza di stato, ma confessa serenamente che è pratica comune in italia da decenni
lui lo sa bene, visto che è stato tra i manovratori di questo paese per cinquant'anni, e non si vergogna affatto nel dirlo, anzi, ne va fiero
che schifo
vi prego leggete tutto quello che ha detto cossiga, leggete quell'intervista, è importante, è fondamentale per capire in che stato viviamo

ma in realtà il fatto è che si sapeva già, capite?, si è sempre saputo che dietro certi episodi, in particolare negli anni settanta, ma anche a genova nel 2001 e chissà in quante altre occasioni, c'erano manovre oscure dello stato e dei servizi
si sapeva che certi scontri erano studiati, orchestrati, che certe cose non capitavano per caso, che il sangue di troppi ragazzi veniva deciso a priori nelle stanze del potere
penso a quanti sogni di libertà e di democrazia sono sfumati, e quanti giovani idealisti sono stati picchiati, feriti, uccisi, grazie agli ordini fascisti di personaggi come questo qua
io li odio, quelli come cossiga

e ovviamente la sua intervista, poi riconfermata nel suo delirante intervento in senato ieri prima dell'approvazione del decreto, non ha avuto alcun risalto sui maggiori mezzi d'informazione, come se un ex capo di stato che suggerisca strategie di violenza ed eversione a un governo dai forti connotati fascisti sia una cosa banale, quasi noiosa, in una moderna democrazia europea

"il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri"

poi il berlusca, che insieme alla sua cricca minaccia ritorsioni nei confronti degli studenti e dei professori che protestavano contro l'approvazione del decreto gelmini
avvisi ai naviganti in puro stile piazza venezia: guai a chi si oppone alla marcia di questo governo, guai a chi mette in discussione le imposizioni dall'alto, guai a chi dubita, a chi si interroga, a chi pensa

sarò pure utopista e sognatore, nel pretendere serietà e buon senso almeno dalle istituzioni, ma proprio non posso tollerare che un presidente del consiglio minacci chi pacificamente manifesta il proprio dissenso, non posso tollerare di sentirmi in pericolo se voglio esprimere pubblicamente il mio pensiero
e non posso tollerare che si soffi sul fuoco, che si istighi allo scontro piuttosto che al dialogo, che si stimolino risposte violente nel popolo della protesta

"il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri"

e guarda caso proprio ieri, proprio nel giorno dell'approvazione fulminea e indiscussa di una riforma impresentabile, una protesta che dura da settimane e che ha visto forme di dissenso intelligenti, originalissime, a volte divertenti, ma comunque sempre del tutto pacifiche, ha vissuto purtroppo anche il suo momento di violenza
c'ero anche io a piazza navona, e ricordo solo una grandissima folla di ragazzi e di genitori e di insegnanti tutti uniti a manifestare pacificamente e orgogliosamente contro l'approvazione di una legge che avrebbe mortificato il loro presente e il nostro futuro
poi, improvvisamente, il nero

vi invito a leggere con calma e a mente libera il resoconto di uno dei giornalisti più bravi di repubblica, curzio maltese, su quello che è successo verso metà mattinata
ecco, ora ditemi come è possibile che un furgoncino carico di gente con spranghe e bastoni e caschi e passamontagna sia riuscito ad entrare a piazza navona, in una zona chiusa al traffico da decenni, passando in mezzo a interi reparti di polizia in assetto antisommossa, senza che nessuno si accorgesse di nulla
e ditemi come è possibile che per svariati minuti si sia potuta preparare e poi scatenare la guerriglia che avete visto, che siano volate pietre e bottiglie, che teste di quattordicenni siano state prese a sprangate, senza che le centinaia di poliziotti che circondavano la zona intervenissero in alcun modo
e ditemi come è possibile che dopo settimane di proteste legittime e pacifiche, i media si siano concentrati solo su questi dieci minuti di blackout, con idioti da una parte e dall'altra che fanno a gara a chi è più burattino, e nel mezzo la tentata cancellazione di tutto uno splendido movimento
ditemi come è possibile che tutto ciò che si temeva, che si prevedeva, che addirittura si preannunciava, si sia potuto verificare senza che nessuno abbia fatto niente per evitarlo

"il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri"
postato da luca alle ore 02:16 | link al post | commenti (13)
a proposito di: politica, scuola, personale, diritti, video, informazione, polemica, fascismo, partecipazione
venerdì, 26 settembre 2008
trittico

prendo spunto da un commento al post precedente per parlare della fondamentale questione del latte cinese contaminato, che immagino stia assediando nel terrore le coscienze di milioni di italiani
oddìo, non saprei, se non altro deve attanagliare la testa dei direttori dei principali telegiornali, visto che non c'è edizione che non contenga cinque minuti dedicati alle tremende minacce per la salute nostra e dei nostri bambini che arrivano dal gigante orientale
a quanto ho capito, leggendo qualche articolo qua e là, non c'è poi tutto questo pericolo, visto che tutti i sequestri operati sul territorio italiano non hanno evidenziato alcun veleno micidiale destinato ai nostri mercati
eppure la propaganda terrorista resta, e si espande fino a toccare quanti più aspetti possibili dell'espansione commerciale cinese qui da noi

l'altra sera ho visto un pezzo di tg2 in cui un solerte intervistatore, appoggiandosi allo scandalo del presunto latte contaminato, chiedeva all'uomo della strada la sua predispozione nei confronti dei ristoranti cinesi
ovviamente, nella selezione delle risposte che poi hanno mandato in onda, ce ne fosse stata una favorevole alla millenaria cucina cinese: macché, tutti a esternare dubbi sulla pulizia, la provenienza dei prodotti, la mitica "sicurezza" (mettiamo dei militari nelle cucine, che ne dite? mando un'email al ministro?)

"mi duole contraddirla, signora, ma i cinesi sono i più grandi ristoratori del mondo" è più o meno la risposta che avrei dato io, parafrasando uno dei miei film preferiti
perché in effetti mi piace assai la cucina cinese, che è gustosa ed economica (il che non guasta)
e invece accendi il televisore (all'ora di cena per giunta) e sei vittima inerme di una carrellata di opinioni completamente omogenee, preparate ad arte da chissà quale grande saggio, al solo scopo di insinuare dubbi e reticenze nell'italico telespettatore, e fargli preferire un più confortevole e autarchico ristorante nostrano
e così come per il cibo hanno fatto lo stesso in passato per tutto quello che riguarda il made in china, dai giocattoli ai prodotti elettronici alle robe per la casa
perfino la mafia cinese a volte viene dipinta come più pericolosa e letale di quella italiana

ora, io non sto qua a fare l'apologia dei prodotti cinesi, non mi interessa, non sono un fan di pechino e non ho intenzione di diventarlo
quello che non sopporto è la propaganda, il lavaggio del cervello, il cinico sfruttamento del mezzo televisivo, e in particolare dei mezzi di informazione televisivi, per instaurare nella gente paure e pregiudizi che ne limitano le scelte, e omologare il pensiero per fini squallidamente commerciali
non è la prima volta che succede, né sarà l'ultima, però quando è così schifosamente palese è ancora più irritante

boicottate il tg2, se potete, piuttosto che i ristoranti cinesi
postato da luca alle ore 23:21 | link al post | commenti (13)
a proposito di: informazione, polemica
venerdì, 29 agosto 2008
vernazza

non sono ancora rientrato alla base, se vogliamo sto ancora un po' fuori dal mondo, però ci tenevo a scrivere qualcosa
soprattutto dopo aver letto la notizia della coppia di turisti olandesi aggrediti a roma
violenza selvaggia e sconvolgente da parte di due pastori, per di più stranieri, per di più rumeni, per di più uno di loro clandestino
un qualsiasi direttore del tg2 ci sguazzerebbe, dentro una notizia del genere, ve'?
e invece no, non si può
perché a roma c'è johnny, e con johnny non si scherza

sto parlando del sindaco di roma alemanno, ribattezzato affettuosamente johnny per via della sua aria da sceriffo nano che tanto piace alle vecchiette
dicevo, johnny ha basato la sua candidatura sulla presunta indecente mancanza di sicurezza che affligge come un cancro i cittadini romani: mesi e mesi di proclami e manifestazioni su una roma in balìa del crimine, su una roma impresentabile agli occhi del mondo, su una roma impestata di stupri e violenza e pestaggi e accoltellamenti e ammazzatine a ogni angolo della strada
e johnny ha vinto, grazie a questa propaganda, ha vinto perché ha saputo convincere la gente della mancanza di sicurezza, ha iniettato in ognuno di noi la paura di tutto, e la paura fa vincere
c'è riuscito anche con l'aiuto di un paio di episodi macabri capitati proprio nel periodo della campagna elettorale, episodi che ricorderete tutti, e che l'ex neofascista ha cavalcato presentandoli urbi et orbi come simbolo della roma di questi ultimi anni
"tolleranza zero!", farneticava johnny, e con lui tanti altri piccoli sceriffi sparsi per l'italia, spronati dal piccolo grande capo della combriccola, che stava applicando la stessa formula su scala nazionale

bene, il caso ha voluto che un nuovo episodio di schifosa violenza si verificasse nuovamente alle porte del campidoglio, un episodio che racchiude in sé tutti i parametri propagandistici che il candidato sindaco johnny in campagna elettorale urlava ai quattro venti per terrorizzare l'elettorato e imbarazzare l'avversario (che in effetti, diciamolo, era già imbarazzante di suo)
e ora che johnny è sindaco? come la mettiamo? dov'è finita la tolleranza zero?

"quei turisti non dovevano stare lì, sono stati imprudenti"
come a dire: se la sono cercata
mica male, come risposta
assolutamente responsabile, per niente demagogico

la tolleranza zero non esiste, ragazzi
non solo si tratta di una fantasia perversa e inapplicabile (perché se davvero si sbattessero tutti in galera, quante galere dovremmo costruire? con quali soldi?) ma soprattutto è pura propaganda elettorale, pompata dai telegiornali e dagli altri media del piccolo grande capo, al solo scopo della vittoria alle politiche di questa primavera
e ora gli "zero-tolleranti" sono in imbarazzo perché non sanno che pesci pigliare: sanno benissimo di non essere in grado di produrre nessun serio cambiamento al nostro presente, si domandano se davvero vogliono provarci, e nel frattempo puntano alla "immaginazione" dei sindaci, come ha detto il ministro maroni
sindaci che infatti si stanno sbizzarrendo nell'inventarsi le loro originalissime "ordinanze creative" per ripristinare e mantenere ad ogni costo la sicurezza: si tratta di una serie di provvedimenti che altro non sono che punizioni e repressioni old-style nei confronti di categorie di persone sempre più indifese
(leggete qui e qui, se non ci credete, e meditate: badate bene che si tratta di firenze, capoluogo della toscana, culla del rinascimento e soprattutto giunta di centrosinistra)

noi cosa ci guadagniamo?
ci guadagnamo un numero imprecisato di nuovi individui muniti di revolver che girano per le nostre strade, in certi casi individui poco addestrati e poco familiari con l'utilizzo delle armi (vedi il caso dei vigili urbani), e d'altra parte una nuova nostra familiarità con i controlli e con le multe (che ovviamente si moltiplicheranno esponenzialmente, dopo che questo governo "federalista" ha deciso di eliminare l'ici)
e continueremo a coltivare la nostra ossessione per la sicurezza, foraggiati in questo dalla propaganda dei potenti, e continueremo ad avere paura ogni volta di cose nuove: rumeni, cinesi, musulmani...
esisterà un limite a tutto ciò?

sinistraaaa? dov'è la sinistraaaa?


ps: parlando di tg2, per puro caso ho avuto modo di seguirne quasi un'intera puntata serale qualche giorno fa e ho molto apprezzato due cose: la prima è che di fronte ad un attentato mafioso a catania, con tanto di pregiudicato morto ammazzato in pieno centro città, il giornalista ha catalogato la cosa come "attentato della criminalità organizzata", evidentemente terrorizzato dalla possibilità di pronunciare in diretta la parola mafia; la seconda è che la notizia di settanta probabili morti nel canale sicilia, settanta disperati annegati con l'unica colpa di volere una vita migliore per sé e per i loro figli, relegata in fondo in fondo all'edizione del tg, ha guadagnato ben venti secondi di lettura da parte del presentatore, immediatamente prima del lancio di un servizio di svariati minuti sulla vita di un cucciolo di orso allevato non so dove
postato da luca alle ore 00:21 | link al post | commenti (9)
a proposito di: politica, roma, informazione, polemica
giovedì, 20 dicembre 2007
luci

ieri mi hanno intervistato
ero bello pacioso con un mio amichetto davanti alla feltrinelli di largo argentina, entrambi intenzionati a scoppiare in cultura i pochi soldi conservati per i regali, mi giro un secondo e vedo una telecamera e un microfono puntati a troppo pochi centimetri dal mio naso, una voce di donna tutta affabile che mi dice scusate ragazzi siete studenti possiamo farvi qualche domanda, io appena uscito dall'esame quindi stanco sbattuto e più rimbambito del solito che rispondo no grazie, lei che con il sorriso smagliante e gli occhi imploranti ribatte va be' ma tanto la telecamera è già accesa per cui ve la faccio lo stesso
va be'
leggo la scritta tg1 sul microfono e non so perché mi aspetto una domanda intelligente, qualcosa per cui valga veramente la pena mostrare il mio faccione più sfatto che mai alla telecamera
la giornalista voce sexy esordisce informandoci del nuovo provvedimento del ministro delle politiche giovanili, che mette a disposizione borse di studio fino a seimila soldi europei per gli studenti più meritevoli
poi finalmente la domanda: "ma voi ragazzi, cosa ci fareste con seimila euro?"

cioè, non ci ha chiesto "cosa ne pensate del provvedimento? secondo voi servirà a stimolare l'impegno degli studenti meno motivati? secondo voi sarà di facile applicazione e gestione in un paese in cui le mafie universitarie sono splendidamente radicate? secondo voi farà del bene al mondo universitario, alzerà il livello medio degli studenti italiani o si tratta di un inutile spreco di denaro pubblico?"
ci ha chiesto "ragazzi, che ci fareste con seimila euro?"

"mi ci comprerei almeno un paio di esami di quelli tosti"
"me ce faccio l'abbonamento allo stadio pe' anna' avvede' 'a maggica!"
"mi ci pagherei il canone rai vita natural durante con sempre maggiore entusiasmo"
"li restituirei ai savoia, i legittimi proprietari"
"li investirei in bond parmalat"
"mi ci comprerei un bel plastico della villetta di cogne"
"mi farei i pupazzetti del presepe con la brambilla e il berlusca e tutti gli altri (e poi magari li piazzo sul plastico di cogne)"
"mi ci iscriverei al partito democratico"
"li userei per iscrivere lei e riotta a un corso di giornalismo e di etica professionale"
le possibili risposte acide spingevano per uscire fuori, ho fatto fatica a contenerle
che bello sentire domande come questa, si avverte proprio quel senso di profondità, di intelligenza, di passione per il proprio lavoro, di servizio per gli utenti, tutte cose che riscaldano e che inebriano di spirito natalizio

alla fine ho risposto un banale "farei qualche esperienza professionale all'estero, per imparare le lingue e fare curriculum", tra l'altro scopiazzando clamorosamente quello che aveva appena detto il mio amico
va be' dai, voi che avreste detto?
postato da luca alle ore 16:31 | link al post | commenti (20)
a proposito di: televisione, informazione, polemica
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