mercoledì, 28 gennaio 2009


forse non avrei dovuto pubblicare questo video
sono sempre stato un convinto sostenitore del fatto che non ci sia bisogno di far vedere sangue, cadaveri o altri spettacoli tremendi per portare avanti un discorso, per esprimere un'idea o un sentimento
però questa breve clip, rubata dalla papera zoppa, mi ha colpito più del solito, anzi mi ha completamente sconvolto, forse proprio perché non mostra né sangue né violenza, ma solo il dolore

risale a qualche giorno fa
c'è un telegiornale in onda, in diretta, su una delle televisioni israeliane, c'è una giornalista che sta per lanciare un servizio sulle ennesime dichiarazioni di guerra del ministro della difesa
c'è un collega in studio che riceve una telefonata improvvisa da parte di un suo amico, un medico palestinese, si chiama aboul aish, è di gaza ed è anche un collaboratore abituale della televisione
viene spesso contattato, il dottor aish, perché da quando è iniziata la guerra è a gaza con la famiglia, e da giorni comunica agli spettatori il punto di vista dei gazawi, il loro terrore quotidiano, la loro convivenza con la morte
stavolta è diverso, non è stato contattato, ha chiamato lui
una granata israeliana ha appena ucciso tre delle sue figlie
improvvisamente, in diretta, durante la trasmissione, irrompe il dolore di quest'uomo
urla di pianto strazianti, impossibili da fermare, l'inspiegabile assurdità di una perdita così enorme, così insopportabile, eppure così prevedibile e temuta
come si può concepire un lutto così grande, come ci si può fare una ragione?
aboul aish è un dottore che opera a tel aviv, è un ginecologo, con il suo lavoro aiuta chissà quanti israeliani ad avere una vita migliore, e allora come si può spiegare questa ricompensa?
lo sguardo pietrificato del giornalista che riceve la telefonata, schlomi, il suo amico, il dubbio che sembra attraversare la mente della sua collega, sono una piccola speranza di umanità in un popolo che, stando ai sondaggi, ha approvato a grandissima maggioranza questo terribile intervento militare nella striscia
è da questo barlume di umanità che si deve partire

tutti i telegiornali nazionali hanno detto che l'operazione piombo fuso è terminata, che la guerra è finita, che "la situazione è tornata alla normalità", e già non se ne parla più
non è così, ovviamente, non potrà mai essere così, non nella striscia di gaza
se non tolgono l'assedio, se non riaprono i varchi, se non permettono alla popolazione sopravvissuta di avere cibo, elettricità, medicinali, di ricevere gli aiuti dall'esterno, di poter lavorare, pescare, spostarsi, non ci sarà mai la fantomatica normalità
ci sarà soltanto l'ennesimo assedio, l'ennesima guerra non ufficiale, e decine di migliaia di famiglie raggiungeranno nuovi livelli di disperazione, sotto gli occhi impassibili e inumani dei governanti di mezzo mondo

l'altro giorno ho visto pagliara entrare nella striscia di gaza probabilmente per la prima volta in più di cinque anni di corrispondenza da gerusalemme
per la prima volta l'ho visto rendere (e forse rendersi) conto della tragedia che tsahal ha portato in quella terra, della distruzione e della disperazione che sembrano non avere fine
eppure, anche di fronte all'implacabile evidenza, questo servo della propaganda ha deciso di non mollare le sue posizioni allineatissime e scagliarsi inutilmente contro la ripresa della costruzione dei tunnel al confine con l'egitto, quasi tutti bombardati e semidistrutti durante piombo fuso, tunnel che pagliara definiva strumenti per il contrabbando internazionale di viveri e probabilmente di armi
accidenti, contrabbando di cibo
questo sì che è un grave problema della striscia di gaza
non il fatto che anni di assedio abbiano ridotto alla fame più di un milione di persone, non il fatto che a gaza non ci sia lavoro, che non ci sia cibo, che i pescatori (in un territorio che è costiero per definizione) vengano ancora ricacciati a riva dalle cannonate delle navi militari israeliane; non il fatto che muoversi sia praticamente impossibile, che tutti i confini, compresi quello con l'egitto del pessimo mubarak, siano bloccati, che le incursioni dell'esercito israeliano non siano affatto finite (non lo erano nemmeno durante la famosa tregua prima dell'inizio della guerra) e che ancora si muoia per colpa delle bombe inesplose rimaste sul terreno e per via degli effetti devastanti delle armi illegali usate da israele sulla popolazione inerme
si contrabbanda cibo, a gaza
forse perché il cibo a gaza non c'è, pagliara, te lo sei mai chiesto?

da qualche quarto d'ora è finito il giorno della memoria, e allora ho voluto ricordare
non credo che si debbano limitare la propria sensibilità e la propria memoria a eventi selezionati, senza abbracciare tutte le ingiustizie del mondo
se calerà il sipario sulla palestina, se faremo finta nuovamente che sia tutto finito e che non ci sia più niente che ci riguardi, allora non c'è giorno della memoria che tenga
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venerdì, 16 gennaio 2009
inutili

non si stanno fermando, non accennano nemmeno
più di mille morti
la striscia di gaza è ancora sotto la prepotente ferocia di israele, la violenza e la disperazione sono dovunque, nelle strade, nelle moschee, nei mercati, nelle scuole, e soprattutto nelle teste delle persone, nelle tragedie di intere famiglie, nei pensieri e negli occhi dei bambini
ci pensate mai a quanto possa essere distruttivo per la mente di un bimbo il terrore quotidiano estremo che in questi giorni impregna gaza e la vita di centinaia di migliaia di persone? io sì, e non so togliermi questo pensiero dalla testa
invece, nonostante i proclami dei governanti occidentali, sembra che ancora nessuno se ne stia veramente rendendo conto

non avete idea di quanto avrei bisogno di qualcuno che si alzasse in piedi e che a voce alta denunciasse la carneficina
qualcuno di sinistra, qualcuno di importante
qualcuno ancora con una coscienza
uno come pertini, capite?, con la sua voce potente e lo sguardo di condanna senza dubbi, uno che non avesse timore a usare la sua personalità e a puntare il dito contro i crimini di guerra di tsahal che stanno schiacciando la palestina, come già fece in uno storico discorso di capodanno
israele sta compiendo atti orrendi contro l'umanità, e io, in quanto essere umano, devo a tutti i costi urlare la mia condanna
e lo sto cercando, questo nuovo pertini, ne ho infinito bisogno, ma non c'è
stanno tutti zitti, c'è un silenzio da parte dell'occidente che è ancora più deprimente e frustrante delle ingiustizie di cui siamo testimoni

barack pilato obama s'è rivelato essere quello che è, ovvero l'ennesimo presidente degli stati uniti come al solito incatenato ai fortissimi interessi che legano usa e israele, e che messo di fronte alla realtà di una guerra insensata e crudelissima non può far altro che lavarsene le mani, lasciando la patata bollente al suo predecessore agli sgoccioli (bush, uno che ha sempre dimostrato che di affari orientali ci capisce) e al massimo esprimendo preoccupazione per i civili: me l'aspettavo, questa delusione, non ho mai immaginato che potesse andare diversamente

così come non mi aspetto nulla da un anziano erudito di baviera, che milioni di persone si ostinano a considerare portatore di messaggi di pace: se così veramente fosse dovrebbe partire e andare a tirare le orecchie a chi non lo ascolta, se così fosse dovrebbe andare a porsi tra i due fuochi e forte della sua figura denunciare i crimini di guerra e portare veramente la pace
ma non lo è, un portatore di pace, è solo un teologo che ogni domenica lancia i soliti sterili appelli alla fratellanza e alla pacificazione, senza veramente interessarsi alla sorte di migliaia di persone, e alla salvezza dell'umanità
(ragazzi, non offendetevi, è inutile negarlo, il papa ha un potere enorme e non lo sfrutta, forse perché non sa, forse perché non vuole)

poi i politici nostrani, tutti aggrappati fieramente al carro di israele, a giustificare l'ingiustificabile
spero che la vostra coscienza vi fulmini, se mai ve ne fosse rimasta una
e quei pochi che invece continuano a mantenere un'equidistanza di facciata, che in realtà è solo una distanza: una distanza dal mondo, una totale assenza di sensibilità alle grida di dolore che provengono oggi da lì, ma in futuro chissà da dove altro ancora
la foto che illustra questo post è quanto di più inutile potesse partorire la direzione del partito democratico per timbrare il cartellino di presenza in merito alla guerra in corso: un manifesto che non ha il benché minimo significato, a dimostrazione definitiva del piattume ideologico che accompagna il pd, incapace di prendere posizione su qualsivoglia argomento, chiuso e sordo alla società e alla storia
in una parola, inutile

gli unici qui che parlano di israele criminale sono i gruppetti estremisti di destra (qui a roma sono una marea, e hanno davvero tanti tanti soldi) e sinistra: ma posso io aspettarmi qualcosa da questi esagitati? posso unire la mia sensibilità alla loro? posso idealmente unirmi a gente che fa della provocazione e della prevaricazione politica locale il suo pane quotidiano?

ma è così fuori dalla nostra portata accorgersi di quanto sta succedendo? ormai anche pagliara ha terminato gli eufemismi e fa sempre più fatica a coprire la carneficina (tra l'altro mi fa ridere di disgusto che quel campione di disonestà giornalistica dica di non potersi addentrare nella striscia per via dei divieti israeliani, lui che in tanti anni di corrispondenza non ha mai trovato un minuto di tempo per farsi un giro nella gaza schiacciata dall'embargo e dai soprusi di tsahal), possibile che non si riesca a far aprire gli occhi a chi di dovere?
nonostante i tg facciano di tutto per favorire la noia e il disinteresse, relegandola come terza o quarta notizia, la guerra continua
quello che israele ha fatto in queste ultime settimane è irricevibile, ma stare in silenzio è altrettanto criminale

scusate, proprio non riesco a smettere di parlarne
chissà per quanto altro tempo ancora sentirò la necessità di farlo..


ps: se osservate la foto, dietro gli squallidi manifesti del pd c'è un'enorme fila di manifesti del nostro sindaco, lo sceriffo johnny, che si vanta sui muri di mezza roma delle nuove battaglie politiche vinte in ambito di diritti sociali e gestione del bene comune da parte della sua amministrazione: qualche migliaio di espulsioni di poveracci, e roma è più pulita
anzi, roma riparte
che schifo

pps: un giorno farò un bel post sull'idiozia della cartellonistica nella capitale, che sembra essere un viziaccio solo romano, che però ultimamente ha raggiunto livelli di violenza (negli slogan e soprattutto nella modalità di affissione) che secondo me è preoccupante

ppps: sì, ste, è sotto casa tua!
postato da luca alle ore 01:39 | link al post | commenti (12)
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lunedì, 05 gennaio 2009
gelo

da dove si comincia, se si vuole scrivere un post sulla guerra a gaza?
cos'ha di diverso questo ennesimo conflitto dalle centinaia di storie di morte che giungono da quella terra martoriata?
quanto sangue ancora dovremo ascoltare, noi europei, prima di voltare definitivamente le spalle?
talmente tante cose da dire, talmente tanto tempo che vorrei dirle.. sì, ma da dove si comincia?

di certo non dalla fredda cronaca, non sono mai stato bravo con quella, soprattutto quando parla di centinaia di morti ammazzati, di case e ospedali e moschee e scuole e università e negozi rasi al suolo da missili, di popolazione civile inerme umiliata da assedi e bombardamenti incessanti, di ingiustizie colossali accolte dal silenzio accecante del resto del mondo civilizzato
odio quando danno solo i numeri, quando si fermano alla piatta lettura dei comunicati dell'esercito, quando la morte e la disperazione diventano un'abitudine
e già che ci sono, ci tengo a dire che trovo irritante e vergognosa la pseudo-informazione offerta dalla televisione pubblica, in particolare nei servizi del corrispondente da gerusalemme claudio pagliara, che superano ogni tentativo di definirli giornalismo, e sfociano apertamente nella squallida e insopportabile propaganda filoisraeliana: è un'offesa alla verità e al servizio pubblico, che spero vivamente venga risolto al più presto
ma ovviamente le mie vere speranze sono altre

non potrei nemmeno cominciare dall'inizio, dalla nascita di israele, dalle spietate guerre di conquista che tsahal, ovvero l'esercito con la stella di david, ha portato in tutto il medio oriente, dei crimini di cui i governi sionisti si sono resi protagonisti: è una storia troppo lunga, troppo dolorosa, troppo vecchia
ormai nessuno mette più in dubbio l'esistenza dello stato di israele, si tratta dell'unica base solida da cui far partire una discussione che voglia pretendere un minimo di credibilità e di costruttività
ma con tutto il rispetto e l'imparzialità di cui sono capace, proprio non riesco a trovare giustificazioni a quello che sta succedendo

la striscia di gaza è una virgola di terra grande quanto un quarto della provincia di roma e in cui è ammassato quasi un milione e mezzo di persone in condizioni disperate: persone, uomini e donne, sottoposte ad assedio perenne da parte dell'esercito forse più potente e crudele del mondo, costantemente private di rifornimenti di acqua e cibo e medicinali, terrorizzate da continue incursioni militari che uccidono chiunque (anche osservatori onu) e radono al suolo case senza motivi, umiliate da un embargo durissimo, da posti di blocco e arresti arbitrari, dall'impossibilità di spostarsi, lavorare e curarsi, dalla consapevolezza di vivere in una prigione a cielo aperto
hamas è un'organizzazione terroristica, d'accordo, un gruppo di criminali che ha approfittato di questa situazione insostenibile e ha preso il potere, ha vinto le elezioni facendo leva sull'orgoglio di un popolo che non si è mai del tutto chinato di fronte ai soprusi che ha sempre subito ormai da decenni
e hamas risponde all'enorme violenza che israele impone ai palestinesi nell'unico modo che conosce, cioè con altra violenza: che è violenza sterile e mai paragonabile alla supremazia militare e tecnologica della superpotenza con cui si batte, ma è pur sempre violenza
e allora d'accordo, immedesimiamoci con i poveri abitanti innocenti del sud di israele che sono sottoposti ai lanci dei missili qassam da gaza, prendiamo atto che anche loro hanno diritto alla pace e alla serenità, per carità, parole sante

ma quale risposta è "piombo fuso"?
secondo le fonti ufficiali israeliane, e quindi anche secondo pagliara, piombo fuso è un'operazione contro i militanti di hamas che hanno rotto la tregua con l'ennesimo lancio di missili qassam: poi basta andare un po' oltre la disinformazione e la propaganda e si scopre che la tregua era già finita da giorni e che in ogni caso anche durante essa israele aveva comunque continuato il suo assedio criminale condannando a morte i gazawi senza troppi scrupoli diplomatici
basta andare un po' oltre e si scopre che l'operazione era stata pianificata da sei mesi, che il governo israeliano è in piena crisi di consensi da tempo ancora più lungo, che le elezioni anticipate sono alle porte, e che fare due più due non è mai stato così doloroso
è questo piombo fuso: una carneficina indiscriminata tesa a ribadire per l'ennesima volta la potenza incontrastata della stella di david su tutto il vicino oriente, una strage di innocenti, una fine orribile per delle vite già rovinate da decenni
piombo fuso è parte di un genocidio al rallentatore, in onda da anni ad uso e consumo degli israeliani e dell'occidente, che assistono passivamente, in un misto di compiacimento e di spavento, allo spettacolo programmato della morte che segue e abbraccia la paura

io sono terrorizzato e infuriato, ho una voglia matta di urlare dalla finestra, di prendere a pugni tutto e tutti, perché il silenzio che accompagna questa prepotenza è ancora più insopportabile della violenza in sé
leggo le testimonianze di vittorio arrigoni direttamente dalla striscia, percepisco e faccio mia la sua immensa frustrazione, il suo immenso dolore, la sua immensa umanità, in una condivisione che è impossibile non avere, se si ha un minimo di coscienza e di sensibilità
e toglie il sangue dalle vene non avere nessuna speranza a cui aggrapparsi, rendersi conto che intorno, tutto intorno, c'è solo indifferenza e inerzia
non posso credere che esistano tali ingiustizie e che nessuno dica nulla
non c'è nessuno, qui da noi, in italia, che abbia il coraggio di dire la verità
nessun politico, nessun uomo di sinistra, che abbia la necessità di urlare questa è una carneficina e io non ci sto!
non ci posso credere

l'eterna tragedia del popolo palestinese si nutre del nostro silenzio e della nostra indifferenza
chi non vuole capirlo, è complice tanto quanto il pilota degli f16 cui è stato ordinato di bombardare in pieno giorno la fermata del bus al centro di gaza
chi non ascolta le grida di dolore e le preghiere di ascolto che arrivano dalla striscia, non è una persona buona
ed è soprattutto per colpa di queste persone, che questa storia deve essere nuovamente raccontata

buon anno
postato da luca alle ore 03:54 | link al post | commenti (12)
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