martedì, 01 dicembre 2009
casa

ahimé, come spessissimo è accaduto, i miei sforzi studierecci non mi hanno dato le soddisfazioni sperate, frustrandomi e costringendomi ad altri mesi di sofferenze sui circuiti e su quel mistero insoluto che è l'elettronica analogica
questa ennesima sconfitta ritarderà anche la mia laurea e quindi il mio trionfale ingresso nel mondo del lavoro, un mondo che, come voi tutti certamente saprete, diventa di giorno in giorno più magico e dorato e ricco di promesse di successo

ora, volendo per un momento accantonare le continue manifestazioni di ottimismo completamente disancorato dalla realtà dei nostri frizzanti governanti (non so quante volte, da un annetto abbondante a questa parte, i vari ministretti hanno usato la frase "stiamo uscendo/siamo usciti dalla crisi") (hanno cominciato più o meno un minuto dopo che hanno smesso di ripetere "qui da noi la crisi non è ancora arrivata/non si è ancora fatta sentire") (che poi, se questa crisi è durata così poco, non si capisce come abbia potuto mandare a casa così tante persone), basta avere anche solo un dito del piede per terra per rendersi conto che la situazione è più che tragica
inutile fare finta di niente, le storie drammatiche delle lotte per il lavoro che avvengono sempre più spesso nel nostro paese si trovano sulle (ultime) pagine dei giornali, e non c'è crisi che tenga per giustificare la disperazione di milioni di italiani e l'ignavia dell'infame governo "del fare"
mi spaventa tanto, tutto ciò
so per certo che, per quanti sforzi farò, la mia prospettiva di vita lavorativa (mia e della mia generazione) sarà comunque più grigia rispetto a quella di un mio omologo della generazione precedente: insomma staremo peggio di chi ci ha preceduti, dovremo lottare con il sangue per ottenere quei diritti che i nostri genitori hanno sempre dato per acquisiti, e avremo contro dei padroni e dei governi che saranno disposti ancora meno alla trattativa e sempre più alla violenza e alla prevaricazione
il fatto è che non c'è interesse nel creare lavoro, non c'è proprio una cultura dell'investire sui giovani e del dar loro le possibilità per fare bene: non c'è ricerca, non ci sono incentivi, tutti tutti tutti vanno al massimo del risparmio e preferiscono salvarsi il personale status quo piuttosto che offrire un'opportunità a qualcuno, trasformando l'italia in un paese morto, senza futuro
pensare di poter sfondare, di riuscire a immaginare e poi a creare qualcosa di importante, qui e ora nell'italia di fine 2009, è pura utopia: non c'è nessuno che possa aiutarti a realizzare i tuoi progetti, dalle banche, restie a qualsiasi investimento che non dia rendimenti supersicuri e a brevissimo termine, al governo e a confindustria, che di questi tempi coincidono sempre di più, e che sono club privati e irraggiungibili perché incardinati sulle stesse famiglie da millenni
ora, non è che io abbia chissà quali progetti o chissà quali piani di diventare capitano d'industria, ma mi piacerebbe poter pensare che se nel nostro paese venisse fuori un'idea geniale e innovativa, i suoi ideatori avrebbero le possibilità per realizzarla e farla fruttare, migliorando l'economia e il prestigio del paese: se gli inventori di youtube fossero stati italiani, e se per chiedere gli importanti finanziamenti di partenza avessero proposto il loro progetto a una qualunque banca italiana, solo pochi anni fa, che risposte avrebbero ottenuto?

ma non era di questo che volevo parlare, in realtà
in realtà volevo condividere con voi una bella notizia
perché per quanto su queste pagine non faccia altro che lamentarmi di un'italia che non va, che mi mortifica, che mi fa schifo, io in questa italia mi ci sono preso una casetta, insieme alla donna più bella del mondo
e insomma, nonostante tutto, un po' di speranza


ps: stavolta faccio outing e vi dico che il titolo del post è preso da una canzone dei gallesi future of the left
il futuro della sinistra
mica male, eh?
ne scriverò di sicuro
postato da luca alle ore 10:07 | link al post | commenti (2)
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martedì, 10 novembre 2009
analogica

non ne posso più
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giovedì, 03 settembre 2009
musici

tornare, sono tornato
e in questi mesi ho accumulato tante tante cose da dire, sapete, che proprio non vedevo l'ora di riaprire queste paginette
ora però non è che posso sbolognare qua l'intero fardello, come direbbe mio padre "non affitterei più"
per cui un po' di pazienza, di organizzazione e di mente lucida è quello che ci vuole
sarà un anno difficile e faticoso quello che avremo davanti, bisognerà avere tante energie e tanta voglia
io credo di averne
a prestissimo
postato da luca alle ore 00:13 | link al post | commenti (12)
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mercoledì, 15 luglio 2009
chini

bene, lo sciopero è finito, parliamone
non è stato proprio un successone, i giornali ne hanno parlato poco, la televisione figuriamoci, e alla manifestazione di piazza navona c'erano quattro gatti (così, tanto per usare un'espressione apprezzata un po' ovunque)
diciamo che è stato un buon tentativo, senz'altro originale, d'altra parte non avrebbe mai potuto funzionare senza il coinvolgimento di una maggioranza schiacciante di blog, cosa che purtroppo non è avvenuta
poco tempo a disposizione, troppo poca pubblicità, forse
di certo nella blogosfera se ne è comunque discusso, sintomo che il segnale è arrivato, a parte qualche caso clamoroso: come ad esempio il silenzio mortificante del blog più popolare di tutti, quello di beppe grillo, che per essere un aspirante candidato a leader del pd ha dimostrato di avere un'ottima sensibilità sui temi che riguardano i suoi (e)lettori (evidentemente costui ormai vive in un mondo tutto suo in cui lui è il bene e gli altri sono il male)

però se c'è una cosa che mi ha fatto docilmente infuriare è aver letto così tanti post di blogger anche intelligenti che pacatamente e serenamente si dissociavano dallo sciopero come forma di protesta nei confronti dell'infausta proposta dell'alfano
firme prestigiose e seguitissime come coen, zucconi, paolo attivissimo, francesco costa, che uno dietro l'altro dissentivano dal dissenso, contestavano la contestazione, adducendo motivazioni pur plausibili come l'ossimoro evidente di una ribellione silenziosa a una legge che minaccia di imporre proprio il silenzio
per carità, tutti d'accordo nel considerare il ddl sulle intercettazioni un abominio legislativo, ovviamente!, ché qui siam tutti compagni!, non sia mai!, però..
però non scioperiamo con voi, perché lo sciopero non ci sembra una buona idea, perché ci sono forme migliori, più azzeccate, più sofisticate, più cool

ma se è stata organizzata (in maniera approssimativa, per carità, vi do ragione) una forma di protesta contro una legge che neanche voi condividete, una forma di protesta che in pochi giorni ha attirato l'adesione di centinaia e centinaia di grandi e piccoli blog di tutta italia e non solo, perché non partecipare?
perché in italia non si riesce a dare un'impressione di opposizione unita, coerente, consapevole, agli obbrobri di questo governo nemmeno sulle piccole cose, e ci si divide così facilmente ed egoisticamente persino sui formalismi?
che bisogno c'è di distinguersi, di cercare la pagliuzza, di fare i superiori e i distaccati, di mandare consapevolmente alla rovina qualsiasi tentativo di azione?
che magari alcuni di quelli che non hanno scioperato sono gli stessi che poi sui loro blog sparano a zero sulla sinistra perché è sempre divisa e non riesce a fare opposizione
mi dà un fastidio, 'sta cosa..

non so, forse il blog è per gente che sta alla finestra e guarda, e giudica, e nient'altro
non è il mio caso, a me piace riflettere e scrivere tutto quello che mi passa per la mente, e giudicare, e trovare ciò che c'è di sbagliato nelle cose e nelle persone, e ammetto di farlo più spesso nei confronti delle cose e delle persone a cui tengo, che verso coloro che vorrei vedere allegramente sprofondare in una pozza di guano
ma sono anche uno che, pur consapevole delle critiche e delle cose che non vanno, ha voglia di partecipare, perché ragazzi il tempo degli snob è passato da un pezzo
postato da luca alle ore 13:49 | link al post | commenti (10)
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lunedì, 13 luglio 2009
crash

domani 14 luglio è la giornata di sciopero della blogosfera contro il ddl alfano sulle intercettazioni: al di là del disgusto che provoca l'ennesimo provvedimento che tenta di imbavagliare stampa e informazione per evitare scomodità ai potenti, qua si colpisce un nervo scoperto del sottoscritto, ovvero si fa un nuovo passo nell'intenzione di controllare la circolazione della libera informazione nella rete, con minacce come l'obbligo di rettifica (se non censuri qualche commento molesto entro 48 ore ti possono cascare tra capo e collo fino a tredicimila euro di multa), tutto nell'ottica di controllare e spaventare le migliaia di voci libere che rendono internet la bella anomalia plurale che è
(maggiori informazioni sulla protesta qui)

domani insomma non si scrive niente, cosa che per me non fa molta differenza, soprattutto negli ultimi mesi
sono tornato già da un paio di settimane, ormai, ma non ho tempo né voglia di scrivere niente, e poi se questo paese era già tremendo visto da fuori, vissuto da dentro è ancora peggio
perciò con la scusa dello sciopero (cui credo fermamente, perché qua un pezzetto alla volta ci stanno portando via tutto, e se non creiamo un minimo di consapevolezza e non facciamo un briciolo di resistenza, chissà dove andremo a finire) (lo sappiamo, dove andremo a finire, e forse ci siamo già) dicevo, con la scusa dello sciopero mi prendo un altro paio di giorni di pausa, e poi vediamo cosa fare
baci a tutti
postato da luca alle ore 17:13 | link al post | commenti
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venerdì, 19 giugno 2009
cowboy

il duemilanove è un anno particolare per il paese che ancora per pochi giorni ha l'onere di ospitarmi, perché si commemorano gli anniversari di due avvenimenti a dir poco significativi: il primo cadeva un paio di settimane fa, e sono i vent'anni dalla caduta del comunismo in polonia e le prime libere elezioni in un paese del blocco sovietico, il 4 giugno del 1989; il secondo cadrà il primo settembre, precisamente settant'anni dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, con l'invasione micidiale della strapotenza nazista su queste lande impreparate
il sito ufficiale che celebra queste due ricorrenze riporta con orgoglio la frase "è cominciato in polonia", ed in effetti non si può non riconoscere il ruolo da protagonista di questo esotico paese nella storia del secolo scorso

dall'inizio del mese una delle vie principali della città, krakowskie przedmieście (lo scrivo solo perché da poco ho anche imparato a pronunciarla), è piena di stand e installazioni che celebrano l'evento del quattro giugno, con foto e cartelloni che ricordano e celebrano la grande vittoria democratica di solidarność e di tutta la polonia
non ne so molto, lo ammetto, ricordo questo nome strano da quando sono bimbo ma appunto ero troppo piccino per seguire dal vivo quello che è successo, e vi confesso che girare per questi stand, leggere i racconti, guardare le foto in bianco e nero di quegli anni, mi ha davvero colpito
prima di venire qui, da supremo ignorante quale sono ero convinto di trovare un paese significativamente diverso rispetto all'italia o a qualunque altro paese europeo in cui sono stato, e invece mi sono trovato di fronte a una nazione gagliarda e con un spirito pienamente in linea con il resto d'europa; poi ho visto foto di carri armati per le strade, ho letto di leggi marziali, ho saputo di preti assassinati, di scioperi della fame collettivi, di manifestazioni represse nel sangue, di massicce mobilitazioni internazionali inascoltate, e mi sono chiesto quanto forti bisogna essere per uscire da anni così, e uscirne con le proprie forze
mi sono chiesto se un polacco dei primi anni ottanta abbia mai creduto che ce l'avrebbe fatta, che il suo paese ce l'avrebbe fatta, e l'europa con lui
mi sono chiesto come sarebbe stato esserci

ho letto d'un fiato la storia di solidarność su wikipedia e mi sono emozionato di fronte alla lotta impari che questi coraggiosi hanno portato avanti per più di un decennio
ho letto degli scioperi colossali di fine anni settanta, della nascita di questo grande movimento sindacale federazione di tanti piccoli gruppi locali, inteso come strumento di rivendicazione di diritti dei lavoratori, ma anche come immagine di una volontà di rinnovamento democratico radicale di tutto un mondo, quello dell'est europeo, che da troppo tempo soffriva la dittatura sovietica
in pochi anni solidarność raggiunge milioni di iscritti, una potenza di massa del tutto inedita per un paese vittima del regime comunista, e allarga la sua base a intellettuali e dissidenti, in tutta la polonia e anche all'estero, praticando forme di lotta originali ed efficaci, rinunciando per principio alla violenza per non dare scusanti alla violenza della repressione
che però non tarda a farsi sentire, per via delle pressioni provenienti da mosca, insofferente a tutti questi stimoli indipendentisti nella sua zona d'influenza: alla fine del 1981 il generale jaruzelski dichiara illegale solidarność, fa arrestare e condannare a secoli di carcere senza alcun processo centinaia di suoi leader e di iscritti, e impone la legge marziale in polonia: coprifuoco, decine di assassinii di stato passati per "tragiche fatalità", carri armati e soldati per le strade, linee telefoniche tagliate, attenta censura di tutte le notizie e le comunicazioni potenzialmente ostili al regime
per quanto disgustosa, c'è tutt'ora chi sostiene che imporre stan wojenny (letteralmente "stato di guerra) in polonia sia stata una scelta obbligata, per evitare l'intervento esterno di mosca, come avvenne a budapest e a praga nei decenni precedenti, che avrebbe fatto ancora più male
in ogni caso questa fase tremenda della storia polacca è durata più di un anno e mezzo, incredibile

non che negli anni immediatamente successivi la situazione fosse cambiata più di tanto: alla fine del 1983, al leader di solidarność, lech wałęsa, viene assegnato il premio nobel per la pace, simbolo della grande partecipazione internazionale alle vicissitudini tragiche del popolo polacco, ma non può certamente ritirarlo di persona perché il governo gli rifiuta un passaporto
l'anno dopo viene assassinato da qualche sgherro governativo jerzy popiełuszko, il prete voce di solidarność: un omicidio che suscita un'emozione fortissima, e ai funerali parteciperanno centinaia di migliaia di persone
ho visto le foto di quel giorno, l'immensa folla riunita intorno alla chiesa, davvero impressionante: non si stavano raccogliendo solo per pregare, ma anche per farsi coraggio l'un l'altro, per contarsi, e per testimoniare la loro presenza, la loro voglia di riscatto, erano insieme per dimostrare che la loro volontà era più forte di qualunque carro armato, e che non sarebbero bastati tutti i proiettili del mondo per fermarli
le facce ritratte nelle foto sono incredibilmente dignitose, facce tristi ma convinte, e mi hanno trasmesso una vera partecipazione, avrei voluto abbracciarli tutti

poi niente, una serie di eventi favorevoli, di persone giuste al posto giusto, ha aiutato il popolo polacco a compiere passi determinanti nell'avvicinamento all'obiettivo democratico: non solo il papa, che qui viene adorato come credo meriti, ma anche la presenza reagan negli stati uniti, e soprattutto l'elezione di gorbacev a capo del cremlino, che evidentemente rispondeva a un'esigenza di rinnovamento epocale che non veniva soltanto dai satelliti, ma era viva e presente anche nella grande madre russia

il faticoso cammino di rilegittimazione di solidarność ha il suo culmine proprio nel 1989, con le famose tavole rotonde tra decine di rappresentanti del movimento e lo stato, dove finalmente vengono rese ufficiali le richieste democratiche di un'intera nazione, e dove solidarność ottiene il via libera per presentarsi alle successive elezioni in alternativa al partito comunista, la prima volta in un paese sovietico
sono elezioni storiche, in cui solidarność ottiene qualcosa come 160 seggi su 161, e segnano l'ingresso trionfale della polonia nell'era moderna
un evento che ruppe il ghiaccio e diede il via alle rivoluzioni dell'ottantanove in tutti i paesi del blocco sovietico: ungheria, cecoslovacchia, germania est..

ok, per oggi basta con la lezione di storia, è tardi
ne parlerei per ore, in effetti, perché sono cose affascinanti, soprattutto quando il ricordo è ancora così fresco e così sentito dalle persone che ti circondano
magari la prossima volta scrivo qualcosa sulla guerra e su varsavia, ci sono cose che meritano di essere ricordate
postato da luca alle ore 04:42 | link al post | commenti (2)
a proposito di: comunismo, personale, storia
domenica, 14 giugno 2009
targa

è che non c'è molto da dire, che non sia stato già detto
eppure quello che è stato detto non è sufficiente
si possono leggere tutti i libri, vedere tutti i film, guardare tutti i documentari, ma finché non ci si sta dentro non si riesce a sentire
vi assicuro che trovarvi di fronte al male non è una esperienza così leggera

il museo di auschwitz I è soffocante, quando fuori c'è il sole e dentro le casupole di mattoni rossi c'è il buio e il silenzio e il freddo pungente di ambienti che non hanno conosciuto che dolore
ogni stanza è una storia, un racconto, un aspetto lacerante della vita del campo, testimoniata da foto e ricordi e pezzi di esistenze strappate
dopo un po' non vedi l'ora di uscire all'aria aperta, di vedere il sole, di gustare qualcosa di vivo e di bello

invece auschwitz II, meglio conosciuto come birkenau, è il campo di sterminio vero e proprio, ed è insopportabilmente enorme
non ne è rimasto molto, la metodicissima organizzazione nazista ha voluto nascondere tutte le tracce possibili degli abomini compiuti su quei luoghi, e ciò che si osserva è un'enorme distesa di terra, in piena campagna o quasi, con qualche sparuta casupola di legno: delle stalle, in origine destinate a contenere una cinquantina di cavalli, e riconvertite a dimore per qualche centinaio di disgraziati
poi i ruderi delle camere a gas, magistralmente rase al suolo dalla vigliaccheria nazista
il silenzio è impressionante, e il vento

e non c'è bisogno di aggiungere niente, non servono immagini cruente o rievocazioni particolari, non serve spettacolarizzare il dolore, anzi: io ne sono uscito come dopo un pugno nello stomaco, perché la profondità della sofferenza che certe storie evocano è ben diversa rispetto a qualsiasi film o libro
auguro a tutti di venire e di vedere, e poi di raccontare
postato da luca alle ore 20:43 | link al post | commenti (2)
a proposito di: personale, nazismo, ricordo
martedì, 09 giugno 2009
binari

ieri sono stato ad auschwitz
(seguirà post, prima o poi)
postato da luca alle ore 22:36 | link al post | commenti (4)
a proposito di: personale, ricordo
lunedì, 01 giugno 2009
faccia

l'ultima volta che sono tornato da roma mi sono dimenticato di portare quassù la scheda elettorale
avevo intenzione di rivolgermi all'ambasciata per poter esercitare il mio diritto di voto da qui, non sapevo se si potesse fare ma alla fine tentar non avrebbe nuociuto, no?
(oddìo si sarebbe trattato di affrontare la proverbiale efficienza amministrativa delle ambasciate italiane, ma tutto sommato anche quelle sono esperienze)
e invece niente, me la sono bellamente dimenticata, e quindi stavolta la democrazia farà a meno di me

questa mia amnesia in realtà mi toglie dall'imbarazzo di una scelta che non credo avrei mai saputo fare
più imbarazzo che scelta, effettivamente
la sinistra non esiste più da anni, ormai: parlo di sinistra vera, efficace, non di siglette combattive pronte a scannarsi per la purezza più insulsa
il partito democratico ha un segretario più gagliardo di quello che pensassi (meglio un democristiano orgoglioso di un progressista bollito), ma è sempre vittima di giochi di potere interni di raro squallore, con le solite vecchie facce pronte a qualsiasi vigliaccheria pur di ribadire il loro feudo su tutto ciò che puzza di nuovo
di pietro, se prima pareva l'unica opposizione, ora per quanto mi riguarda ha perso il suo fascino, perché incapace di rinnovarsi, e d'altra parte capacissimo di presentare volti piuttosto impresentabili alle imminenti elezioni
e allora tanto vale lasciarli a scannarsi, tanto qui non arriva la campagna elettorale, e ci si può concentrare su cose più serie

quello che invece arriva con grande fluorescenza è l'epopea pedofaraonica del nostro marajà, delle cui gesta qui in polonia non esitano a ridere e godere
da parte mia, se in un primo momento trovavo piuttosto triste concentrarsi su un aspetto così misero della vicenda tragicomica dell'ometto a capo del governo, di tutti i lati più nauseabondi ancora da evidenziare e di cui si dovrebbe parlare, ora invece penso che in effetti non ci trovo niente di male, nello scavare nel marcio privato di un essere che ha fatto del suo presunto privato vincente l'arma per sedurre milioni di italiani (ricordiamo tutti con gusto gli opuscoli coloratissimi che il boss ci mandava a casa alla vigilia delle politiche, no? i figli, i fiori, le vittorie private, le pubbliche virtù)
penso che sia l'unico modo per mettergli contro il suo più grande sponsor, la chiesa cattolica, che fino a poche settimane fa manifestava un endorsement imbarazzante per un paese che si autodefinisce libero: voglio vedere ora come continueranno a difendere il paladino della famiglia, che rifiuta di confrontarsi di fronte a evidenze di pessimo lignaggio
penso che sia l'unico modo di incalzarlo senza dargli più di tanto modo di attaccare giudici rossi o comunisti di vario genere, perché si tratta di domande su episodi su cui la magistratura non sta indagando e su cui la "sinistra" non sta facendo più di tanto la sua parte (come se mai la facesse..)(a parte quella pessima uscita di franceschini sui figli del berlusca, pessima perché non solo ha dimostrato come si possa sempre scendere a un livello ancora più basso, ma perché ha anche permesso all'armata di ricompattarsi)
e penso che in generale sia l'unico modo per metterlo in crisi: andiamo, l'italia ha un governo che si regge soltanto sul culto e la venerazione di una persona, sull'immagine assoluta che è riuscita a creare nella testa di mezzo paese, e che ora per la prima volta può essere incrinata
finalmente i giornali possono.. va be', finalmente repubblica può indagare e scavare e insistere, senza doversi rivolgersi a nessuna procura o tribunale, finalmente ci può essere un giornalismo come si deve, finalmente si può portare a galla l'evidenza semplicemente facendo il proprio mestiere
auguro ai giornalisti del gruppo ogni bene, anche se so che l'italiano ha un tempo di tolleranza sulle notizie non maggiore di un paio di giorni, dopodiché si stufa e vuole altro e mette sul cinque che ci sta la de filippi

e intanto i polonici se la ridono
postato da luca alle ore 01:41 | link al post | commenti (4)
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martedì, 05 maggio 2009
auto

non è che abbia poi tutto questo tempo per aggiornare il blog
qui mi fanno lavorare
e poi che dire? che visione si ha dell'italia da quassù?

sui giornali online non si parla d'altro che delle imprese erotico-sentimentali del presidente del consiglio, gustosi siparietti che mettono in ombra anche i tremebondi pericoli dell'ennesima epidemia apocalittica (durata una settimana o poco più, mi pare, no?) e le rinnovate avventure capitalistiche della compagnia automobilistica di bandiera, capace di esportare un po' di democrazia anche in angoli incontaminati come germania e stati uniti (con che soldi, poi? quelli nostri, giusto?)
be', tutto ciò è squalliduccio anzichennò, e me ne terrei volentieri alla larga, le mille leghe che mi separano dal "bel paese" non sono mai state così confortanti
poi leggo che stasera il berlusca andrà da vespa (il temuto giornalista, celebre per le sue domande ficcanti e inquisitorie ai potenti) a pretendere le scuse della sua signora
"è colpa della sinistra!"
adoro il grottesco

ragazzi, sto via da pochi mesi, eppure non ricordo qualcosa di altrettanto desolante
la nazione tutta raccolta intorno al televisore per conoscere le deprimenti attività personali del suo presidente, nella sublimazione del discorso politico a reality show
il passaggio da democrazia a pubblico televisivo è ormai completo

non mi resta che chiedere la cittadinanza polonica
postato da luca alle ore 23:15 | link al post | commenti (5)
a proposito di: politica, personale, polemica
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