venerdì, 18 settembre 2009
buco

e così l'italia si è accorta di essere ancora in guerra
dite la verità, quanto tempo è che non sentivate parlare dell'afghanistan in tv, eh?

mi dispiace sinceramente per quei ragazzi uccisi, ma né più né meno di qualsiasi altro morto sul lavoro, perché il trovarsi ad imbracciare mitragliatori in un paese lontano non aggiunge nessun afflato di gloria alla loro triste fine
quello che però non sopporto è l'ipocrisia dietro la loro morte, che raggiungerà livelli irritanti in questi giorni, e alla quale quei ragazzi probabilmente non meritano di essere associati
già mi immagino i telegiornali sviolinare apologie sulla missione di pace, sull'opera di civiltà che i soldati italiani portano in quelle terre desolate e dimenticate da dio, sulla democrazia che stanno esportando e distribuendo a piene mani agli afghani
già mi immagino i giornalisti famelici citofonare senza tregua alle case delle famiglie in lutto, intervistare i vicini, mandare in onda foto delle vittime mentre sorridono, abbracciano bambini, regalano pagnotte ai poveri, fanno volare aquiloni
già mi immagino la viscida retorica dei portavoce, che renderà grazie e onore agli eroici caduti e sosterrà che la nostra presenza laggiù non è in discussione, che il nostro lavoro è importante, che i risultati si vedono, che gli afghani ci ringraziano e ci amano
è triste, sì

così come mi sembra triste che si sia rinviata la grande manifestazione di sabato per la libertà di stampa, contro gli attacchi insopportabili che questo governo sta portando avanti da sempre, e più che mai negli ultimi tempi
mi rendo conto che se non si fosse presa questa amara decisione, certamente il berlusca non avrebbe perso l'occasione per l'ennesima crociata schiacciaoppositori, li (ci)avrebbe infangati ancora più di quanto non faccia già ora, sventolando accuse di insensibilità, blasfemia, antiitalianità e chissà quante altre belle parole
probabilmente avrebbe fatto in modo di fissare i funerali proprio sabato, per rendere ancora più grottesca la situazione
(e chissà che invece non gli venga in mente di spostarli al 3 ottobre)
(secondo me se avesse il potere di farlo lo farebbe senza pensarci due volte)
in ogni caso l'aver disdetto e solo in seguito posticipato l'evento di sabato è stata una scelta che mi ha lasciato l'amaro in bocca, se non altro perché giudico la categoria dei giornalisti una delle più corresponsabili delle migliaia di vittime in quelle zone disperate: mai come in questi casi si sente il bisogno di un'informazione libera e indipendente, che possa dare una visione (e una critica) obiettiva di quello che sta succedendo in afghanistan e zone di guerra analoghe, invece di questa stampa embedded che è solo specchio degli interessi biecamente economici dei potenti e propaganda di strategie politiche e militari che fino ad ora sono state solo fallimentari
una stampa seria e autorevole spiegherebbe le vere ragioni per cui tremila italiani si trovano in questo momento in afghanistan armati fino ai denti, lasciando perdere le balle della democrazia da esportare e da difendere: lì la guerra continua da quasi otto anni (più della seconda guerra mondiale, per capirci), e non se ne vede la fine

le tanto decantate elezioni presidenziali, che ormai sono state svolte quasi un mese fa e di cui ad oggi non si conoscono i risultati, sono state un clamoroso insuccesso per i fanatici democraziofori occidentali: affluenza scarsissima in un clima di perfetto terrore, mancanza di sicurezza pressoché totale, con frodi e brogli a non finire
insomma una pantomima ad uso e consumo dell'elettore occidentale, che alla fine ha visto riconfermato il campione degli interessi americani karzai, senza ancora alcuna legittima autorizzazione popolare: ma si sa, il petrolio non conosce legislazioni, e se quel buffo omino dal copricapo originale (sto parlando di karzai, eh) fa bene il suo mestiere di marionetta dello zio sam, sarà praticamente impossibile schiodarlo da lì con le buone
quello che però sarebbe bene sottolineare è che oggi come oggi l'afghanistan è assolutamente fuori controllo, che tre quarti del territorio sono in mano ai talebani e che i militari occidentali sono visti come forza d'occupazione, e non come forza liberatrice
al di là del fatto che se fossi afghano, dopo otto anni anche io farei il tifo per la guerriglia, penso che un minimo di risentimento nei confronti di un'invasione militare che ha portato nuovamente guerra e distruzione in una regione già martoriata da decenni, ha mietuto migliaia di vittime tra i civili senza in cambio offrire la protezione che propaganda all'esterno, ha distrutto quel minimo di stabilità che c'era nel paese senza offrire speranze di rinascita o di ricostruzione, ha riconvertito il territorio alla coltura di oppio con i grandi produttori nei posti nevralgici dell'amministrazione, ha visto la rinascita di terrorismo e il fiorire di nuove reti simil-al-qaeda, be'.. sarebbe anche lecito nutrirlo, non trovate?
insomma l'invasione dell'afghanistan, primo atto della guerra al terrore voluta da quel maramaldo mattacchione di george bush figlio, è fallita
fallita sulla pelle di migliaia di persone, tra cui i sei ragazzi uccisi stamattina
sarebbe bello che anche la televisione e i giornali lo dicessero
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giovedì, 17 settembre 2009
ombre

ragazzi, qua la situazione sta precipitando giorno dopo giorno e bisogna fare qualcosa per testimoniarlo
il paese affonda con tutta l'orchestra mentre al timone c'è un capitano ubriaco, e le scialuppe di salvataggio, se ci sono, non sono certo fatte per noi
continuiamo così, radendo al suolo economia scuola cultura coscienza e civiltà, e risollevarsi sarà un'impresa colossale
bisogna dirle, queste cose
tutti i giorni, a costo di ripetersi e diventare noiosi e passare per pessimisti e scacciare definitivamente gli ultimi lettori di queste pagine
stiamo messi male, e non possiamo continuare a fare finta di niente

alla guida del paese rimane incollato e incrollabile un vecchio mitomane con dirompenti manie di grandezza e di persecuzione, con un potere enorme a cui non vorrà mai rinunciare, nonostante i primi scricchiolii da basso impero siano piuttosto evidenti
l'altra sera c'è stato il suo lungo soliloquio sulla prima rete pubblica, tre ore e passa di pura propaganda celebrativa della sua persona e del suo operato, magistralmente condotte da uno dei servitori che più lo osannano
le altre trasmissioni sono state spostate o cancellate per l'occasione, a dimostrazione che il conflitto di interessi è ormai un eufemismo
poi scopri che le opere faraoniche che si è gloriosamente attribuito sono in realtà frutto del lavoro altrui
un furto vero e proprio
e scopri che durante la sua visita ad onna, altoparlanti trasmettevano applausi registrati
aspetta, lo ripeto: applausi registrati
registrati per le telecamere, di modo che il popolo italico possa gioirne di fronte allo schermo complice, insieme al suo duce
quando l'ho letto sono rimasto secco

pare che però questa grande azione di glorificazione del leader non abbia raggiunto la sensibilità televisiva degli italiani, che gli hanno preferito altri spettacoli, segnando una macchia a dir poco clamorosa proprio in uno dei suoi passatempi preferiti
inaudito, il berlusca va alla tivù per mostrarsi in tutta la sua potenza e non riceve ovazioni, cosa sarà successo?
forse tre ore di monologo sempre sugli stessi argomenti sono semplicemente troppe anche per i più defeli, che gli hanno preferito un'altra fiction
o forse ci stiamo stancando veramente, forse il limite è stato finalmente superato, quando è troppo è troppo, chissà
mi nutro di queste false speranze da decenni, ormai
e non chiedo altro, davvero, al punto che ogni volta che su questi cieli passa una stella cadente al berlusca dovrebbero fischiare le orecchie

d'altra parte so che costui non mollerà mai e poi mai, troppa l'ingordigia di potere, troppa la consapevolezza che senza quel potere la sua vita potrebbe finire male
farà di tutto per mantenere le cose come stanno o di piegarle ulteriormente a suo vantaggio esclusivo personale, in spregio a qualsiasi verdetto, giudiziario o elettorale, ché tanto non gliene è mai fregato niente né delle regole né della democrazia
non credo si farà più di tanti scrupoli, quando per esempio la consulta boccerà il lodo alfano o quando gli scioperi di questo autunno saranno sempre più rumorosi o quando le pressioni dall'europa si faranno sempre più minacciose: quella poltrona è ormai l'unico modo che ha per salvarsi, e non voglio davvero sapere di quali armi di persuasione di massa potrebbe fare uso

(post noioso e già straletto, lo so, ma d'altra parte che fare? vogliamo continuare a guardare il tguno?)
postato da luca alle ore 14:06 | link al post | commenti (2)
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sabato, 12 settembre 2009
fuochi 2

ieri, in un raro episodio di televisione accesa, ho assistito su rainews24 alla conferenza stampa del torero dalla maddalena, e in particolare alla domanda del cronista spagnolo e alla sua lunga e incredibile risposta, e sono rimasto abbastanza sconvolto
non so, forse quando si passa del tempo fuori, si perde un po' il senso delle proporzioni, si tende a ridimensionare i problemi e gli aspetti negativi della vita quotidiana, ad affrontarli con un piglio più distaccato, mentre nuove prospettive e nuove sfide riempiono il cervello e i muscoli (muscoli?)
per cui, magari, chissà, forse si è trattato solo di un mio brusco risveglio
però ragazzi, io francamente non ricordo di aver mai assistito a nulla del genere

questi dieci minuti di filmato (la versione completa che ho visto io però era ben più lunga) vanno oltre ogni discorso su politica o cultura, qui si parla di fantascienza
siamo di fronte alle fantasie paranoiche di un uomo sempre onnipotente ma messo alle strette da se stesso e dalle sue stesse isteriche e mediocrissime ambizioni, dai suoi stessi immensi e variopinti interessi
sono i vaneggiamenti di un uomo ormai disancorato dalla realtà, un uomo solo perché circondato solo da ombre e schiavi, falchi e marionette, adulatori e prostitute, e non uno che sia veramente dalla sua parte, che gli dica come stanno veramente le cose
fa battute cui nessuno ride, dispensa sorrisi a chi si vergogna di lui, sembra un clown in pensione che cerca di strappare un po' di consenso a una platea che invece vuole verità, non barzellette
e poi quando non si sente amato scalcia, minaccia, intimida, vuole tutti zitti, tutti sotto controllo, tutti ai suoi ordini, anche la stampa estera, anche la magistratura, anche l'europa, anche la realtà: una denuncia di là, un attacco di qua, una dichiarazione violenta a destra, una calunnia a sinistra, qualche cifra improbabile e poi l'autoassoluzione, l'autocelebrazione, l'osannazione della propria persona al di sopra di tutto e tutti
zapatero e gli altri non riescono a fermarlo, è un fiume in piena di bugie senza scrupoli
fa finta di scusarsi per la sua esuberanza, eppure continua, va per la sua strada, seguito dal manipolo servile di vermi e odalische che si porta dietro ovunque, come un faraone, e indicando quella strada a tutti gli italiani come l'unica possibile, l'unica vincente
sembra un uomo arrivato ormai alla frutta, e questi gli ultimi fuochi, ma non è così, non può essere così
perché rimane un potere sterminato e pericolosissimo, rimane la capacità di arrivare nelle case e nelle teste di tutti e di propagandare, di persuadere, di convincere milioni di italiani che la sua via è quella giusta, che la sua vita è la vita di tutti, e che lui è uno di noi
rimane la sua forza capace di piegare, se non di spezzare, tutti i nemici, a partire da quelli che lui considera più vicini, in un delirio di onnipotenza che nelle ultime settimane sta andando fuori da ogni controllo
rimane il suo peso, immenso, in questa italia alla deriva

questa sua risposta mi ha davvero stupito, prima ancora che schifato
perché qui non si ha solo di fronte un gravissimo problema politico e democratico, ma qualcosa che va ben oltre, ed è inavvicinabile, impossibile da gestire
sembra un imperatore nella roma del quinto secolo, arciconvinto della potenza del suo governo, che non mollerà mai il timone, nemmeno quando il suo popolo si ribellerà per la fame, nemmeno quando i barbari arriveranno alle frontiere, nemmeno quando il suo regno si disfarrà nelle sue mani
quanto manca?
ci siamo già?

di questi dieci minuti di filmato restano tre cose da dire
la prima è che abbiamo dovuto aspettare un giornalista spagnolo per fare al nostro presidente del consiglio l'unica domanda che era necessario fargli, una delle tante che repubblica ostenta in prima pagina da mesi e che nessuno nessuno nessuno nessuno nessuno nessuno degli altri giornali italiani ha avuto il coraggio di riproporre
la seconda è rendersi amaramente conto che a zapatero (da abbracciare, nella sua silenziosa mestizia di fronte ai pirotecnici exploit del suo collega) si pongono questioni di politica internazionale, e a superman domande sulle sue mirabolanti avventure erotiche
la terza è che nessuno, né il giornalista spagnolo né gli altri suoi colleghi, ha avuto la possibilità di porre una seconda domanda, che sappiamo tutti essere l'unico modo per evitare che un'intervista si trasformi in un monologo propagandistico inconfutabile
vecchi trucchi, ma in italia funzionano sempre
postato da luca alle ore 02:14 | link al post | commenti (6)
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lunedì, 20 luglio 2009
nascosta

fino a qualche minuto fa ricorreva il diciassettesimo anniversario dell'uccisione di paolo borsellino, di quattro uomini e una donna della sua scorta, avvenuta il 19 luglio 1992 in via d'amelio a palermo
non so se lo sapevate già, probabilmente sì, mi immagino che non siate persone insensibili a certe cose: chi forse invece non lo sapeva, o non gli ha dato tanta importanza, è lo stato italiano
oggi alla cerimonia di commemorazione delle vittime della strage non c'era nessuno

non c'erano i palermitani, per lo meno non in massa come si spererebbe
e non c'era lo stato, assente ingiustificato
qualche lettera, dei fiori, messaggi di partecipazione e vicinanza, ma alla fine nessuno si è presentato
che schifo

in italia non si parla di mafia, mai
quanto tempo è che non sentite notizie di mafia al telegiornale? quanta percezione avrà l'italiano medio, del problema mafia? lo sa che mezza italia, sia geograficamente che economicamente, è in mano alle organizzazioni criminali?
c'è un limite all'indifferenza, e si chiama collusione: in questo paese è stato superato da tempo

invece, parlando di cose più saporite, qualche giorno fa è saltata fuori la notizia che sono state riaperte le inchieste sulle stragi del 1992, grazie ad alcune novità abbastanza sconcertanti che sono emerse nelle ultime settimane: in pratica il signor massimo ciancimino, figlio di quel vito ciancimino sindaco mafioso di palermo negli anni settanta che diede il via alla edificazione selvaggia della città per mano di cosa nostra, ha fatto qualche rivelazione scottante agli uomini della procura di caltanissetta che (ostinati poveretti) ancora non vogliono arrendersi alla supremazia del "principe", e pare che abbia finalmente confermato l'orribile stretta collaborazione stato-mafia degli ultimi secoli, in particolare con riferimento al ruolo dei servizi segreti nelle carneficine che videro vittime i due illustri magistrati diciassette anni fa
insieme ad altri testimoni, ha indicato la presenza di uomini dei servizi nei luoghi delle stragi, ha parlato di incontri tra i boss e tali individui, insomma ha sollevato un polverone che in un paese meno ottuso dovrebbe fare un casino enorme a tutti i livelli
in più, qualche settimana prima, aveva anche testimoniato sulle amichevoli conversazioni epistolari tra bernardo provenzano e berlusconi, all'epoca dei primi passi in politica del faraone della brianza, roba che dovrebbe far saltare la poltrona sotto le regali chiappe del nostro presidente del consiglio, molto più delle sue frequentazioni con procaci minorenni
poi ci si è messo anche totò riina, che dopo quindici anni di silenzio improvvisamente se ne è uscito con un paio di dichiarazioni così potenti che dovrebbero far tremare la terra sotto i piedi dell'italia tutta: "l'hanno ammazzato loro", ha detto il capo ferocissimo dei corleonesi sull'uccisione di borsellino, dove per "loro" si intende lo stato, i servizi segreti
mica male, eh?
poi va be', che in italia se ne parli poco, è anche normale
voglio dire, il caldo, l'influenza suina, il calciomercato.. gli italiani devono tenere gli occhi aperti su troppe cose


ps: cari giornalisti pigri, potete farmi il favore di usare altri luoghi comuni che non siano sempre e solo 007, ogni volta che parlate di agenti dei servizi segreti?
postato da luca alle ore 02:04 | link al post | commenti (3)
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mercoledì, 15 luglio 2009
chini

bene, lo sciopero è finito, parliamone
non è stato proprio un successone, i giornali ne hanno parlato poco, la televisione figuriamoci, e alla manifestazione di piazza navona c'erano quattro gatti (così, tanto per usare un'espressione apprezzata un po' ovunque)
diciamo che è stato un buon tentativo, senz'altro originale, d'altra parte non avrebbe mai potuto funzionare senza il coinvolgimento di una maggioranza schiacciante di blog, cosa che purtroppo non è avvenuta
poco tempo a disposizione, troppo poca pubblicità, forse
di certo nella blogosfera se ne è comunque discusso, sintomo che il segnale è arrivato, a parte qualche caso clamoroso: come ad esempio il silenzio mortificante del blog più popolare di tutti, quello di beppe grillo, che per essere un aspirante candidato a leader del pd ha dimostrato di avere un'ottima sensibilità sui temi che riguardano i suoi (e)lettori (evidentemente costui ormai vive in un mondo tutto suo in cui lui è il bene e gli altri sono il male)

però se c'è una cosa che mi ha fatto docilmente infuriare è aver letto così tanti post di blogger anche intelligenti che pacatamente e serenamente si dissociavano dallo sciopero come forma di protesta nei confronti dell'infausta proposta dell'alfano
firme prestigiose e seguitissime come coen, zucconi, paolo attivissimo, francesco costa, che uno dietro l'altro dissentivano dal dissenso, contestavano la contestazione, adducendo motivazioni pur plausibili come l'ossimoro evidente di una ribellione silenziosa a una legge che minaccia di imporre proprio il silenzio
per carità, tutti d'accordo nel considerare il ddl sulle intercettazioni un abominio legislativo, ovviamente!, ché qui siam tutti compagni!, non sia mai!, però..
però non scioperiamo con voi, perché lo sciopero non ci sembra una buona idea, perché ci sono forme migliori, più azzeccate, più sofisticate, più cool

ma se è stata organizzata (in maniera approssimativa, per carità, vi do ragione) una forma di protesta contro una legge che neanche voi condividete, una forma di protesta che in pochi giorni ha attirato l'adesione di centinaia e centinaia di grandi e piccoli blog di tutta italia e non solo, perché non partecipare?
perché in italia non si riesce a dare un'impressione di opposizione unita, coerente, consapevole, agli obbrobri di questo governo nemmeno sulle piccole cose, e ci si divide così facilmente ed egoisticamente persino sui formalismi?
che bisogno c'è di distinguersi, di cercare la pagliuzza, di fare i superiori e i distaccati, di mandare consapevolmente alla rovina qualsiasi tentativo di azione?
che magari alcuni di quelli che non hanno scioperato sono gli stessi che poi sui loro blog sparano a zero sulla sinistra perché è sempre divisa e non riesce a fare opposizione
mi dà un fastidio, 'sta cosa..

non so, forse il blog è per gente che sta alla finestra e guarda, e giudica, e nient'altro
non è il mio caso, a me piace riflettere e scrivere tutto quello che mi passa per la mente, e giudicare, e trovare ciò che c'è di sbagliato nelle cose e nelle persone, e ammetto di farlo più spesso nei confronti delle cose e delle persone a cui tengo, che verso coloro che vorrei vedere allegramente sprofondare in una pozza di guano
ma sono anche uno che, pur consapevole delle critiche e delle cose che non vanno, ha voglia di partecipare, perché ragazzi il tempo degli snob è passato da un pezzo
postato da luca alle ore 13:49 | link al post | commenti (10)
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lunedì, 13 luglio 2009
crash

domani 14 luglio è la giornata di sciopero della blogosfera contro il ddl alfano sulle intercettazioni: al di là del disgusto che provoca l'ennesimo provvedimento che tenta di imbavagliare stampa e informazione per evitare scomodità ai potenti, qua si colpisce un nervo scoperto del sottoscritto, ovvero si fa un nuovo passo nell'intenzione di controllare la circolazione della libera informazione nella rete, con minacce come l'obbligo di rettifica (se non censuri qualche commento molesto entro 48 ore ti possono cascare tra capo e collo fino a tredicimila euro di multa), tutto nell'ottica di controllare e spaventare le migliaia di voci libere che rendono internet la bella anomalia plurale che è
(maggiori informazioni sulla protesta qui)

domani insomma non si scrive niente, cosa che per me non fa molta differenza, soprattutto negli ultimi mesi
sono tornato già da un paio di settimane, ormai, ma non ho tempo né voglia di scrivere niente, e poi se questo paese era già tremendo visto da fuori, vissuto da dentro è ancora peggio
perciò con la scusa dello sciopero (cui credo fermamente, perché qua un pezzetto alla volta ci stanno portando via tutto, e se non creiamo un minimo di consapevolezza e non facciamo un briciolo di resistenza, chissà dove andremo a finire) (lo sappiamo, dove andremo a finire, e forse ci siamo già) dicevo, con la scusa dello sciopero mi prendo un altro paio di giorni di pausa, e poi vediamo cosa fare
baci a tutti
postato da luca alle ore 17:13 | link al post | commenti
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lunedì, 01 giugno 2009
faccia

l'ultima volta che sono tornato da roma mi sono dimenticato di portare quassù la scheda elettorale
avevo intenzione di rivolgermi all'ambasciata per poter esercitare il mio diritto di voto da qui, non sapevo se si potesse fare ma alla fine tentar non avrebbe nuociuto, no?
(oddìo si sarebbe trattato di affrontare la proverbiale efficienza amministrativa delle ambasciate italiane, ma tutto sommato anche quelle sono esperienze)
e invece niente, me la sono bellamente dimenticata, e quindi stavolta la democrazia farà a meno di me

questa mia amnesia in realtà mi toglie dall'imbarazzo di una scelta che non credo avrei mai saputo fare
più imbarazzo che scelta, effettivamente
la sinistra non esiste più da anni, ormai: parlo di sinistra vera, efficace, non di siglette combattive pronte a scannarsi per la purezza più insulsa
il partito democratico ha un segretario più gagliardo di quello che pensassi (meglio un democristiano orgoglioso di un progressista bollito), ma è sempre vittima di giochi di potere interni di raro squallore, con le solite vecchie facce pronte a qualsiasi vigliaccheria pur di ribadire il loro feudo su tutto ciò che puzza di nuovo
di pietro, se prima pareva l'unica opposizione, ora per quanto mi riguarda ha perso il suo fascino, perché incapace di rinnovarsi, e d'altra parte capacissimo di presentare volti piuttosto impresentabili alle imminenti elezioni
e allora tanto vale lasciarli a scannarsi, tanto qui non arriva la campagna elettorale, e ci si può concentrare su cose più serie

quello che invece arriva con grande fluorescenza è l'epopea pedofaraonica del nostro marajà, delle cui gesta qui in polonia non esitano a ridere e godere
da parte mia, se in un primo momento trovavo piuttosto triste concentrarsi su un aspetto così misero della vicenda tragicomica dell'ometto a capo del governo, di tutti i lati più nauseabondi ancora da evidenziare e di cui si dovrebbe parlare, ora invece penso che in effetti non ci trovo niente di male, nello scavare nel marcio privato di un essere che ha fatto del suo presunto privato vincente l'arma per sedurre milioni di italiani (ricordiamo tutti con gusto gli opuscoli coloratissimi che il boss ci mandava a casa alla vigilia delle politiche, no? i figli, i fiori, le vittorie private, le pubbliche virtù)
penso che sia l'unico modo per mettergli contro il suo più grande sponsor, la chiesa cattolica, che fino a poche settimane fa manifestava un endorsement imbarazzante per un paese che si autodefinisce libero: voglio vedere ora come continueranno a difendere il paladino della famiglia, che rifiuta di confrontarsi di fronte a evidenze di pessimo lignaggio
penso che sia l'unico modo di incalzarlo senza dargli più di tanto modo di attaccare giudici rossi o comunisti di vario genere, perché si tratta di domande su episodi su cui la magistratura non sta indagando e su cui la "sinistra" non sta facendo più di tanto la sua parte (come se mai la facesse..)(a parte quella pessima uscita di franceschini sui figli del berlusca, pessima perché non solo ha dimostrato come si possa sempre scendere a un livello ancora più basso, ma perché ha anche permesso all'armata di ricompattarsi)
e penso che in generale sia l'unico modo per metterlo in crisi: andiamo, l'italia ha un governo che si regge soltanto sul culto e la venerazione di una persona, sull'immagine assoluta che è riuscita a creare nella testa di mezzo paese, e che ora per la prima volta può essere incrinata
finalmente i giornali possono.. va be', finalmente repubblica può indagare e scavare e insistere, senza doversi rivolgersi a nessuna procura o tribunale, finalmente ci può essere un giornalismo come si deve, finalmente si può portare a galla l'evidenza semplicemente facendo il proprio mestiere
auguro ai giornalisti del gruppo ogni bene, anche se so che l'italiano ha un tempo di tolleranza sulle notizie non maggiore di un paio di giorni, dopodiché si stufa e vuole altro e mette sul cinque che ci sta la de filippi

e intanto i polonici se la ridono
postato da luca alle ore 01:41 | link al post | commenti (4)
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martedì, 05 maggio 2009
auto

non è che abbia poi tutto questo tempo per aggiornare il blog
qui mi fanno lavorare
e poi che dire? che visione si ha dell'italia da quassù?

sui giornali online non si parla d'altro che delle imprese erotico-sentimentali del presidente del consiglio, gustosi siparietti che mettono in ombra anche i tremebondi pericoli dell'ennesima epidemia apocalittica (durata una settimana o poco più, mi pare, no?) e le rinnovate avventure capitalistiche della compagnia automobilistica di bandiera, capace di esportare un po' di democrazia anche in angoli incontaminati come germania e stati uniti (con che soldi, poi? quelli nostri, giusto?)
be', tutto ciò è squalliduccio anzichennò, e me ne terrei volentieri alla larga, le mille leghe che mi separano dal "bel paese" non sono mai state così confortanti
poi leggo che stasera il berlusca andrà da vespa (il temuto giornalista, celebre per le sue domande ficcanti e inquisitorie ai potenti) a pretendere le scuse della sua signora
"è colpa della sinistra!"
adoro il grottesco

ragazzi, sto via da pochi mesi, eppure non ricordo qualcosa di altrettanto desolante
la nazione tutta raccolta intorno al televisore per conoscere le deprimenti attività personali del suo presidente, nella sublimazione del discorso politico a reality show
il passaggio da democrazia a pubblico televisivo è ormai completo

non mi resta che chiedere la cittadinanza polonica
postato da luca alle ore 23:15 | link al post | commenti (5)
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lunedì, 02 febbraio 2009
chitarre

ok, abbandono le vacue pretese internazionali di questo blog e torno a vomitare veleno sulla nostra misera, miserrima realtà locale
domanda al gentile pubblico: avete avuto anche voi la sottile sensazione che ultimamente in italia il partito democratico non sia più soltanto un'abnorme entità piuttosto inutile, ma che abbia dimostrato di saper raggiungere anche inaspettati livelli di dannosità?

il fatto è che non mi spiego come possa passare sotto silenzio che veltroni spinga così tanto per avere uno sbarramento al 4% alle prossime elezioni europee
evidentemente non si tratta di una questione di governabilità, il parlamento europeo è enorme e c'è spazio per chiunque, non c'è la stessa necessità di porre un filtro che può essere giustificabile per le elezioni politiche nazionali
qui si tratta proprio di prepotenza e di sabotaggio nei confronti delle forze a sinistra del pd, che tra l'altro sanno sabotarsi benissimo da sole, senza bisogno di aiuti
il punto è che veltroni pur di rosicchiare lo zero virgola niente alle sinistre e salvare la faccia regalando poltrone qua e là nel suo partitone è disposto a portare nuovamente al macello qualunque forza che possa essere di opposizione al bipartitismo da lui tanto amato
un bipartitismo in cui il berlusca avrà una maggioranza schiacciante per il resto della sua esistenza terrena e forse anche oltre, per la gioia dei suoi servitori, mentre il pd si accontenterà della minoranza incontrastata, delle poltrone di scarto, della vita pacifica dell'assenza di responsabilità e della connivenza con il potere delle destre
è questo quello che ci aspetta, ormai ho pochi dubbi

basta vedere quello che è successo al povero di pietro, l'ennesimo alleato scomodo di cui liberarsi in tutti i modi, anche sostenendo i bombardamenti mediatici a tappeto della potenza berlusconiana: di pietro calunniatore, di pietro poco limpido, di pietro violento, di pietro antidemocratico, e i sedicenti democratici felici e contenti di poter rincarare la dose e di presentare il loro alleato più fedele come il mostro di dusseldorf
adios tonino, non servi più, anzi, sei pericoloso, rischi di minare il dialogo, rischi di farci allontanare dal nostro vero alleato fondamentale
quel berlusca che osserva sornione e compiaciuto questo spettacolo di disfacimento, perché sa che può continuare a fare tutte le gaffe che vuole, può continuare a mentire spudoratamente, a prendere in giro milioni di persone, a radere al suolo l'economia, la scuola, la giustizia, a salvarsi le chiappe da qualunque tipo di pericolo, perché sa che ormai nessuno può/vuole contrastarlo
addio sinistra, addio opposizione, addio alternativa

riprendendo il discorso dei cartelloni politicizzanti che impestano la mia città per motivi che è difficile immaginare, l'altro giorno leggevo l'ennesima iniziativa grafica del pd: un paio di isolati lungo non mi ricordo quale consolare tappezzati di manifesti tremendi, con affermazioni meschine che fanno il verso alle destre, denunciando scandalizzati l'arrivo di altre centinaia di disperati sulle nostre coste, come se fossero questi derelitti il problema più urgente del nostro paese
non il fatto che la questione sicurezza sta spazzando via definitivamente le politiche sociali, che la crisi sta polverizzando i sindacati e mandando a casa migliaia e migliaia di lavoratori, che non c'è mai stata così tanta distanza tra la domanda del paese e la risposta dei politici


ps: altra domanda: anche a voi la pubblicità che campeggia da giorni sulla home page di splinder, con il riferimento viscido ai blog e i diari segreti di amanda e raffaele, sembra una cosa particolarmente squallida?
postato da luca alle ore 02:35 | link al post | commenti (8)
a proposito di: politica, polemica
mercoledì, 28 gennaio 2009


forse non avrei dovuto pubblicare questo video
sono sempre stato un convinto sostenitore del fatto che non ci sia bisogno di far vedere sangue, cadaveri o altri spettacoli tremendi per portare avanti un discorso, per esprimere un'idea o un sentimento
però questa breve clip, rubata dalla papera zoppa, mi ha colpito più del solito, anzi mi ha completamente sconvolto, forse proprio perché non mostra né sangue né violenza, ma solo il dolore

risale a qualche giorno fa
c'è un telegiornale in onda, in diretta, su una delle televisioni israeliane, c'è una giornalista che sta per lanciare un servizio sulle ennesime dichiarazioni di guerra del ministro della difesa
c'è un collega in studio che riceve una telefonata improvvisa da parte di un suo amico, un medico palestinese, si chiama aboul aish, è di gaza ed è anche un collaboratore abituale della televisione
viene spesso contattato, il dottor aish, perché da quando è iniziata la guerra è a gaza con la famiglia, e da giorni comunica agli spettatori il punto di vista dei gazawi, il loro terrore quotidiano, la loro convivenza con la morte
stavolta è diverso, non è stato contattato, ha chiamato lui
una granata israeliana ha appena ucciso tre delle sue figlie
improvvisamente, in diretta, durante la trasmissione, irrompe il dolore di quest'uomo
urla di pianto strazianti, impossibili da fermare, l'inspiegabile assurdità di una perdita così enorme, così insopportabile, eppure così prevedibile e temuta
come si può concepire un lutto così grande, come ci si può fare una ragione?
aboul aish è un dottore che opera a tel aviv, è un ginecologo, con il suo lavoro aiuta chissà quanti israeliani ad avere una vita migliore, e allora come si può spiegare questa ricompensa?
lo sguardo pietrificato del giornalista che riceve la telefonata, schlomi, il suo amico, il dubbio che sembra attraversare la mente della sua collega, sono una piccola speranza di umanità in un popolo che, stando ai sondaggi, ha approvato a grandissima maggioranza questo terribile intervento militare nella striscia
è da questo barlume di umanità che si deve partire

tutti i telegiornali nazionali hanno detto che l'operazione piombo fuso è terminata, che la guerra è finita, che "la situazione è tornata alla normalità", e già non se ne parla più
non è così, ovviamente, non potrà mai essere così, non nella striscia di gaza
se non tolgono l'assedio, se non riaprono i varchi, se non permettono alla popolazione sopravvissuta di avere cibo, elettricità, medicinali, di ricevere gli aiuti dall'esterno, di poter lavorare, pescare, spostarsi, non ci sarà mai la fantomatica normalità
ci sarà soltanto l'ennesimo assedio, l'ennesima guerra non ufficiale, e decine di migliaia di famiglie raggiungeranno nuovi livelli di disperazione, sotto gli occhi impassibili e inumani dei governanti di mezzo mondo

l'altro giorno ho visto pagliara entrare nella striscia di gaza probabilmente per la prima volta in più di cinque anni di corrispondenza da gerusalemme
per la prima volta l'ho visto rendere (e forse rendersi) conto della tragedia che tsahal ha portato in quella terra, della distruzione e della disperazione che sembrano non avere fine
eppure, anche di fronte all'implacabile evidenza, questo servo della propaganda ha deciso di non mollare le sue posizioni allineatissime e scagliarsi inutilmente contro la ripresa della costruzione dei tunnel al confine con l'egitto, quasi tutti bombardati e semidistrutti durante piombo fuso, tunnel che pagliara definiva strumenti per il contrabbando internazionale di viveri e probabilmente di armi
accidenti, contrabbando di cibo
questo sì che è un grave problema della striscia di gaza
non il fatto che anni di assedio abbiano ridotto alla fame più di un milione di persone, non il fatto che a gaza non ci sia lavoro, che non ci sia cibo, che i pescatori (in un territorio che è costiero per definizione) vengano ancora ricacciati a riva dalle cannonate delle navi militari israeliane; non il fatto che muoversi sia praticamente impossibile, che tutti i confini, compresi quello con l'egitto del pessimo mubarak, siano bloccati, che le incursioni dell'esercito israeliano non siano affatto finite (non lo erano nemmeno durante la famosa tregua prima dell'inizio della guerra) e che ancora si muoia per colpa delle bombe inesplose rimaste sul terreno e per via degli effetti devastanti delle armi illegali usate da israele sulla popolazione inerme
si contrabbanda cibo, a gaza
forse perché il cibo a gaza non c'è, pagliara, te lo sei mai chiesto?

da qualche quarto d'ora è finito il giorno della memoria, e allora ho voluto ricordare
non credo che si debbano limitare la propria sensibilità e la propria memoria a eventi selezionati, senza abbracciare tutte le ingiustizie del mondo
se calerà il sipario sulla palestina, se faremo finta nuovamente che sia tutto finito e che non ci sia più niente che ci riguardi, allora non c'è giorno della memoria che tenga
postato da luca alle ore 02:10 | link al post | commenti (11)
a proposito di: palestina, israele, televisione, guerra, video, informazione, polemica, ricordo
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