venerdì, 26 giugno 2009
ricordiamo

ci sono storie che meritano di essere ricordate, dicevo
il secondo anniversario importante che ricorre quest'anno è il settantesimo dallo scoppio della seconda guerra mondiale, che ha avuto la polonia come teatro di alcuni tra i più tristi e inumani episodi mai escogitati da mente umana
il primo settembre del 1939 la strapotenza militare nazista invade la polonia e in meno di un mese la fa sua, grazie alla sua schiacciante superiorità di mezzi e con la complice cooperazione dei sovietici sul fronte orientale
una spartizione in grande stile, che in un attimo cancella la repubblica polacca dalle carte geografiche, e che sarebbe durata a fasi alterne per tutta la guerra, con la conquista totale da parte dei nazisti nel 1941 in conseguenza all'operazione barbarossa, e la successiva rivalsa dei russi qualche anno dopo, con l'armata rossa che si riprende tutto il montepremi arrivando fino a berlino
la polonia è stata la nazione che ha pagato il prezzo più alto in termini di popolazione, in sei anni di guerra sono morti circa sei milioni di polacchi, più o meno un abitante su cinque, e più del 90% di questi erano civili, obiettivi della disgustosa violenza nazista e sovietica
l'episodio di cui voglio scrivere, e di cui nella mia suprema ignoranza non avevo mai sentito parlare prima di venire qua, è la powstanie warszawskie, ovvero l'insurrezione di varsavia

nell'estate del '44 la polonia subisce l'umiliazione dell'occupazione nazista da quasi cinque anni, ma mentre all'inizio non si vedevano vie d'uscita, data la soverchiante superiorità delle truppe di hitler, che seminavano distruzione in mezzo mondo senza freni apparenti, ormai le sorti della guerra sono cambiate, e l'imponente armata staliniana sembra poter dare un contributo determinante alla liberazione dell'europa dell'est dall'oppressione nazista
nel frattempo, di certo i polacchi non sono rimasti a guardare: il governo della repubblica, in esilio a londra, comanda le forze armate polacche nelle loro importantissime battaglie insieme agli alleati in giro per il mondo, tra cui la tremenda battaglia di montecassino, che se non era per loro a quest'ora chissà noi romani che fine avevamo fatto
poi c'è lo stato segreto polacco, ovvero tutte le organizzazioni sotterranee, militari e civili, che operano in polonia durante la guerra e resistono gagliardamente all'occupazione tedesca
c'è la armia krajowa, l'esercito underground della resistenza polacca, principale artefice dell'insurrezione

e insomma niente, a meno di un anno dalla conclusione del periodo più sanguinoso e terribile della storia dell'umanità, i poveri patrioti polacchi cominciano a sentire legittima qualche tenue speranza di rivalsa e di liberazione: in particolare, le truppe dell'armata rossa sono ormai arrivate alla periferia di varsavia, stanziandosi dall'altra parte della vistola, e continuando a combattere il nemico con la svastica in tutta l'europa orientale (anche con la collaborazione dei partigiani polonici, che non si tirano mai indietro quando c'è da dare la vita per la libertà)
certo, i rapporti tra russi e polacchi non sono dei migliori: in tutta onestà, come fai a credere che la liberazione te la darà uno degli imperi più potenti del ventesimo secolo? come fai a fidarti di chi pochi anni prima ha invaso il tuo paese senza pensarci due volte? come puoi affidare le tue speranze agli autori di massacri incredibili contro prigionieri di guerra tuoi fratelli?
appare evidente a molti che sfuggire ai nazisti equivale a finire nella rete dei sovietici, e che le speranze di uno stato indipendente polacco si scontrano contro le pretese imperialistiche della violenza stalinista
tuttavia, che fare? rinunciare a combattere? continuare a passare da un oppressore all'altro senza alzare mai la testa?

non è il caso degli abitanti di varsavia, che rassicurati dalla presenza dell'armata rossa inoperosa a pochi chilometri dalla città, e confortati dal sostegno di churchill e degli alleati tutti, decidono finalmente di insorgere contro l'invasor
è il primo agosto del 1944, sono le 17 in punto: la w-hour, l'ora della libertà (wolność)

è una lotta impari, soprattutto per quanto riguarda la potenza di fuoco, e poi una cosa è fare i cecchini o gli assalti sporadici notturni alle pattuglie naziste, un'altra è combattere a viso aperto contro la wehrmacht
e infatti dopo i primi giorni di successi, con i soldati tedeschi colti di sorpresa e costretti a inedite ritirate, il peso della battaglia si sposta dalla parte opposta, con l'arrivo dei rinforzi da berlino e la migliore organizzazione delle truppe di hitler rispetto ai volenterosi e battaglieri, ma completamente impreparati, partigiani polacchi
va be', è normale, l'importante è resistere ancora un po', tanto la raf sta arrivando a bombardare quei maledetti nazisti, i russi sono alle porte della città, devono solo smontare le tende e in meno di mezz'ora sono qui, e tra poco si festeggerà tutti insieme a colpi di vodka e ci abbracceremo e le nostre donne saranno solo per noi e quei crucchi spacconi saranno solo un tremendo ricordo
dobbiamo solo resistere, fratelli, manca poco
stanno arrivando i rinforzi

non sono mai arrivati
i voli della raf paracadutarono solo poche armi e aiuti umanitari come cibo e medicine, che furono facilmente preda dei nazisti
i russi invece non si mossero, assistettero da pochi passi alla sanguinosa mortificazione della popolazione di varsavia senza battere ciglio
si pensa che stalin non abbia dato il via libera all'intervento perché era sicuro che a breve la polonia sarebbe stata la sua prossima vittima in ogni caso, e non voleva avere problemi di sorta durante la futura invasione

la capitolazione della città viene decretata il 2 ottobre, con il cessate il fuoco e la resa del capo degli insorti, il generale komorowski (il suo nome in codice è "bór": la foresta)
i tedeschi promettono di trattare i militari nemici e la popolazione in maniera umana, seguendo la convenzione di ginevra, ma immediatamente dopo impongono all'intera cittadinanza di evacuare la città, perché bisogna soddisfare un ordine assurdo e inspiegabile di hitler, uno dei suoi capricci più disgustosi e crudeli: la distruzione totale di varsavia, casa per casa
la capitale polacca viene rasa al suolo sistematicamente dai nazisti, che fanno arrivare dalla germania ingegneri e squadre speciali per portare avanti il lavoro nel più efficace e "tedesco" dei modi: alla fine della guerra varsavia avrà perduto più dell'85% dei suoi edifici, inclusi monumenti, chiese, biblioteche, scuole, l'università, il politecnico

il giorno dopo la resa, il 3 ottobre, il governo polacco rilascia questo comunicato: « non abbiamo ricevuto alcun sostegno effettivo... siamo stati trattati peggio degli alleati di hitler in romania, in italia e in finlandia. la nostra rivolta avviene in un momento in cui i nostri soldati all’estero stanno contribuendo alla liberazione di francia, belgio e olanda. ci riserviamo di non esprimere giudizi su questa tragedia, ma possa la giustizia di dio pronunciare un verdetto sull’errore terribile col quale la nazione polacca si è scontrata e possa egli punirne gli artefici »

vorrei poter dire qualcosa di sensato, dopo una storia come questa
mi domando invece cosa possa aver voluto dire subire un tale tradimento, soprattutto da parte della superpotenza che poi avrebbe esercitato il suo dominio assoluto sulla polonia per i successivi quarant'anni e passa
e mi chiedo quanto può essere stato emozionante, alla fine di questi quattro decenni, ribadire la propria indipendenza in maniera così limpida, riconquistarla solo con la forza della propria volontà
postato da luca alle ore 04:08 | link al post | commenti (1)
a proposito di: storia, guerra, nazismo, polonia, ricordo
domenica, 14 giugno 2009
targa

è che non c'è molto da dire, che non sia stato già detto
eppure quello che è stato detto non è sufficiente
si possono leggere tutti i libri, vedere tutti i film, guardare tutti i documentari, ma finché non ci si sta dentro non si riesce a sentire
vi assicuro che trovarvi di fronte al male non è una esperienza così leggera

il museo di auschwitz I è soffocante, quando fuori c'è il sole e dentro le casupole di mattoni rossi c'è il buio e il silenzio e il freddo pungente di ambienti che non hanno conosciuto che dolore
ogni stanza è una storia, un racconto, un aspetto lacerante della vita del campo, testimoniata da foto e ricordi e pezzi di esistenze strappate
dopo un po' non vedi l'ora di uscire all'aria aperta, di vedere il sole, di gustare qualcosa di vivo e di bello

invece auschwitz II, meglio conosciuto come birkenau, è il campo di sterminio vero e proprio, ed è insopportabilmente enorme
non ne è rimasto molto, la metodicissima organizzazione nazista ha voluto nascondere tutte le tracce possibili degli abomini compiuti su quei luoghi, e ciò che si osserva è un'enorme distesa di terra, in piena campagna o quasi, con qualche sparuta casupola di legno: delle stalle, in origine destinate a contenere una cinquantina di cavalli, e riconvertite a dimore per qualche centinaio di disgraziati
poi i ruderi delle camere a gas, magistralmente rase al suolo dalla vigliaccheria nazista
il silenzio è impressionante, e il vento

e non c'è bisogno di aggiungere niente, non servono immagini cruente o rievocazioni particolari, non serve spettacolarizzare il dolore, anzi: io ne sono uscito come dopo un pugno nello stomaco, perché la profondità della sofferenza che certe storie evocano è ben diversa rispetto a qualsiasi film o libro
auguro a tutti di venire e di vedere, e poi di raccontare
postato da luca alle ore 20:43 | link al post | commenti (2)
a proposito di: personale, nazismo, ricordo
martedì, 09 giugno 2009
binari

ieri sono stato ad auschwitz
(seguirà post, prima o poi)
postato da luca alle ore 22:36 | link al post | commenti (4)
a proposito di: personale, ricordo
mercoledì, 28 gennaio 2009


forse non avrei dovuto pubblicare questo video
sono sempre stato un convinto sostenitore del fatto che non ci sia bisogno di far vedere sangue, cadaveri o altri spettacoli tremendi per portare avanti un discorso, per esprimere un'idea o un sentimento
però questa breve clip, rubata dalla papera zoppa, mi ha colpito più del solito, anzi mi ha completamente sconvolto, forse proprio perché non mostra né sangue né violenza, ma solo il dolore

risale a qualche giorno fa
c'è un telegiornale in onda, in diretta, su una delle televisioni israeliane, c'è una giornalista che sta per lanciare un servizio sulle ennesime dichiarazioni di guerra del ministro della difesa
c'è un collega in studio che riceve una telefonata improvvisa da parte di un suo amico, un medico palestinese, si chiama aboul aish, è di gaza ed è anche un collaboratore abituale della televisione
viene spesso contattato, il dottor aish, perché da quando è iniziata la guerra è a gaza con la famiglia, e da giorni comunica agli spettatori il punto di vista dei gazawi, il loro terrore quotidiano, la loro convivenza con la morte
stavolta è diverso, non è stato contattato, ha chiamato lui
una granata israeliana ha appena ucciso tre delle sue figlie
improvvisamente, in diretta, durante la trasmissione, irrompe il dolore di quest'uomo
urla di pianto strazianti, impossibili da fermare, l'inspiegabile assurdità di una perdita così enorme, così insopportabile, eppure così prevedibile e temuta
come si può concepire un lutto così grande, come ci si può fare una ragione?
aboul aish è un dottore che opera a tel aviv, è un ginecologo, con il suo lavoro aiuta chissà quanti israeliani ad avere una vita migliore, e allora come si può spiegare questa ricompensa?
lo sguardo pietrificato del giornalista che riceve la telefonata, schlomi, il suo amico, il dubbio che sembra attraversare la mente della sua collega, sono una piccola speranza di umanità in un popolo che, stando ai sondaggi, ha approvato a grandissima maggioranza questo terribile intervento militare nella striscia
è da questo barlume di umanità che si deve partire

tutti i telegiornali nazionali hanno detto che l'operazione piombo fuso è terminata, che la guerra è finita, che "la situazione è tornata alla normalità", e già non se ne parla più
non è così, ovviamente, non potrà mai essere così, non nella striscia di gaza
se non tolgono l'assedio, se non riaprono i varchi, se non permettono alla popolazione sopravvissuta di avere cibo, elettricità, medicinali, di ricevere gli aiuti dall'esterno, di poter lavorare, pescare, spostarsi, non ci sarà mai la fantomatica normalità
ci sarà soltanto l'ennesimo assedio, l'ennesima guerra non ufficiale, e decine di migliaia di famiglie raggiungeranno nuovi livelli di disperazione, sotto gli occhi impassibili e inumani dei governanti di mezzo mondo

l'altro giorno ho visto pagliara entrare nella striscia di gaza probabilmente per la prima volta in più di cinque anni di corrispondenza da gerusalemme
per la prima volta l'ho visto rendere (e forse rendersi) conto della tragedia che tsahal ha portato in quella terra, della distruzione e della disperazione che sembrano non avere fine
eppure, anche di fronte all'implacabile evidenza, questo servo della propaganda ha deciso di non mollare le sue posizioni allineatissime e scagliarsi inutilmente contro la ripresa della costruzione dei tunnel al confine con l'egitto, quasi tutti bombardati e semidistrutti durante piombo fuso, tunnel che pagliara definiva strumenti per il contrabbando internazionale di viveri e probabilmente di armi
accidenti, contrabbando di cibo
questo sì che è un grave problema della striscia di gaza
non il fatto che anni di assedio abbiano ridotto alla fame più di un milione di persone, non il fatto che a gaza non ci sia lavoro, che non ci sia cibo, che i pescatori (in un territorio che è costiero per definizione) vengano ancora ricacciati a riva dalle cannonate delle navi militari israeliane; non il fatto che muoversi sia praticamente impossibile, che tutti i confini, compresi quello con l'egitto del pessimo mubarak, siano bloccati, che le incursioni dell'esercito israeliano non siano affatto finite (non lo erano nemmeno durante la famosa tregua prima dell'inizio della guerra) e che ancora si muoia per colpa delle bombe inesplose rimaste sul terreno e per via degli effetti devastanti delle armi illegali usate da israele sulla popolazione inerme
si contrabbanda cibo, a gaza
forse perché il cibo a gaza non c'è, pagliara, te lo sei mai chiesto?

da qualche quarto d'ora è finito il giorno della memoria, e allora ho voluto ricordare
non credo che si debbano limitare la propria sensibilità e la propria memoria a eventi selezionati, senza abbracciare tutte le ingiustizie del mondo
se calerà il sipario sulla palestina, se faremo finta nuovamente che sia tutto finito e che non ci sia più niente che ci riguardi, allora non c'è giorno della memoria che tenga
postato da luca alle ore 02:10 | link al post | commenti (11)
a proposito di: palestina, israele, televisione, guerra, video, informazione, polemica, ricordo
mercoledì, 12 novembre 2008
ho appena ricevuto una notizia tristissima
è morto leroi moore, prestigioso sassofonista della dave matthews band
che brutta sorpresa, ragazzi

oddìo, in effetti è morto già da metà agosto, ma l'ho scoperto solo oggi da un amico e confesso che questa scomparsa mi intristisce parecchio
moore è stato un musicista delizioso, il suo contributo al suono della dave matthews band fondamentale, così come quello alla mia crescita musicale
timido, sempre con gli occhiali da sole, quasi anonimo se paragonato alle personalità debordanti degli altri membri della band, ha scritto musiche meravigliose ed era capace di impreziosire le già perfette armonie del gruppo con frasi e assoli sempre eleganti ed efficaci
già mi manca

è già il secondo sassofonista-di-band-preferita che mi viene a mancare, dopo l'immenso feyez
oggi tristezza, giusto un po' di concerto al central park per addolcire
postato da luca alle ore 15:09 | link al post | commenti (7)
a proposito di: musica, personale, persone, ricordo
mercoledì, 23 luglio 2008

la mia città, o per lo meno la zona molto fascista dove abito io, è tappezzata di manifesti commemorativi della figura e dell'insegnamento di paolo borsellino, nel giorni del sedicesimo anniversario del suo terribile assassinio
c'è un suo primo piano molto hollywoodiano, sguardo verso l'orizzonte, un'impressione di consapevolezza ma non di rassegnazione, e sotto è riportato un suo pensiero talmente limpido, talmente universale, talmente "mio", che vorrei fosse stampato, scritto, trasmesso ovunque
nelle scuole, negli uffici, nelle celebrazioni ufficiali e nella vita quotidiana, sulle banconote, durante gli intervalli pubblicitari, sulle magliette della nazionale.. ovunque
"la lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità"

bene, sono manifesti di alleanza nazionale
per carità, si tratta si un'appropriazione piuttosto indebita ma di cui tuttavia non ci si dovrebbe scandalizzare poi più di tanto, in un'epoca in cui anche aziende poco esemplari come per esempio fiat o telecom hanno sfruttato a fini puramente commerciali icone spirituali come wojtyla e gandhi
per di più è cosa risaputa che il giudice borsellino avesse un pensiero politico sostanzialmente di destra, di quella rispettabilissima destra siciliana, seria e combattiva, impegnata in prima fila nella lotta alla mafia
chi glielo avrebbe mai detto, eh?

chi glielo avrebbe mai detto che la destra in cui paolo borsellino credeva (e in cui da giovane aveva anche militato) sarebbe diventata la destra che abbiamo davanti agli occhi noi oggi, una destra capeggiata da un multimiliardario plurinquisito che disprezza e definisce come un cancro la magistratura, che attacca ormai quotidianamente la democrazia e le istituzioni, che gioca con la costituzione come se fossero le regole della briscola
chissà cosa penserebbe paolo borsellino di una destra che umilia e denigra pubblicamente tutte le cose per cui lui ha lottato e in cui lui ha creduto fino all'ultimo giorno della sua esemplare esistenza
chissà cosa penserebbe se sapesse che a capo della destra e a capo del paese c'è la persona su cui stava indagando proprio nei giorni prima di morire, quel berlusconi di cui stava ricostruendo i rapporti con il boss pluriomicida vittorio mangano, che borsellino stesso definiva "uno di quei personaggi che ecco erano i ponti, le teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel nord italia", e che invece berlusconi e il suo amichetto dell'utri considerano tutt'ora "un eroe"
chissà cosa penserebbe se sapesse che il partito per il quale ha probabilmente sempre votato si è ridotto a utile ancella dei voleri del ras, rinnegando qualsiasi sua ideologia in cambio di un posto di governo, un'ancella pronta a definire "una cloaca" addirittura il consiglio superiore della magistratura

non ne sarebbe contento, probabilmente, così come forse si vergognano alcuni degli elettori di questo governo
ragazzi, mi piace pensare che uno come borsellino, un uomo della sua integrità morale e del suo senso dello stato, non si piegherebbe mai a logiche di interesse e non voterebbe mai un partito come alleanza nazionale, schiavo di un ometto che fa dell'interesse personale e della lotta alla democrazia il suo primo obiettivo

borsellino vorrebbe una destra seria, responsabile, rispettabile
ecco, è la destra di cui tutta l'italia ha bisogno
postato da luca alle ore 00:49 | link al post | commenti (10)
a proposito di: politica, mafia, giustizia, persone, polemica, ricordo
lunedì, 16 giugno 2008
postato da luca alle ore 23:39 | link al post | commenti (4)
a proposito di: poesia, persone, ricordo, vignetta
domenica, 23 dicembre 2007

c'è questo documento curioso che circola in rete, ci sono due buffe persone che parlano al telefono di questioni apparentemente importanti, l'uno sembra un pezzo grosso ammanicato più o meno ovunque, che cerca di far diventare famose due sue protette per meri scopi personali, l'altro è il suo fedele dipendente, oltremodo ligio ai desideri del capo, che si mostra disposto a qualsiasi cosa pur di accontentarlo
"prendi questa qui, mi può essere utile.."
"lei presidente non mi deve spiegare nulla.."
sembra una di quelle squallide commedie all'italiana di trent'anni fa, con la fenech sempre mezza nuda sballottata da una parte all'altra, renzo montagnani che fa il pappone lumbard con l'arroganza dell'uomo di successo, e lino banfi che prende schiaffi, aspetta il suo momento e suda, suda, suda..

peccato però che in realtà i protagonisti di questa vicenda siano da una parte il capo dell'opposizione, un multimiliardario plurinquisito dalla carriera personale e politica per niente chiara, e dall'altra uno dei massimi dirigenti della radio e televisione pubblica italiana, indagato per corruzione insieme al primo
basso impero, ragazzi, rigorosamente made in italy

le cose da sottolineare sono due: la prima è l'ennesima dimostrazione della facilità nel controllo e nella manipolazione dell'informazione che ci viene dal nostro protagonista lombardo e dalla sua cricca di vassalli
se si vuole uscire limpidi da una situazione del genere così apparentemente senza scampo, la tecnica è una sola: ovviamente tutta l'attenzione non deve essere posta su quello che è stato detto, per carità, si rischierebbe di capire i motivi che hanno spinto un giudice a dare il via libera all'intercettazione, si potrebbe dare luogo a una seria discussione sullo stato della televisione pubblica e dei poteri della politica in generale; l'unica cosa da fare è scaricare la maggiore potenza di fuoco propagandistica possibile sull'atto (di per sé legittimissimo) della registrazione e della successiva pubblicazione, infangando senza ritegno la procura di napoli che ha avallato una procedura assolutamente legale, spostando l'attenzione sulla forma e non sulla sostanza, di modo che non si parli di cosa si sono detti i due protagonisti ma solo del fatto che qualunque cosa si siano detti non doveva finire sui giornali
e altrettanto ovviamente bisogna che tutta o quasi la televisione gli vada appresso, guarda caso dimenticandosi del contenuto, chiudendo un occhio, facendo finta di non vedere che quel signore fa il bello e il cattivo tempo nelle aziende pubbliche come e quando gli pare, trovando sempre servi striscianti pronti a servirlo
e così è stato, lo stesso identico protocollo che puntualmente si ripresenta ogni qual volta ci sia qualche indagine su questo anziano signore (e non sono poche, bisogna ammetterlo)
la cosa che non è poi così scontata, che anzi non dovrebbe accadere mai ma che invece si verifica sempre più spesso, è il fatto che si riconfermino per l'ennesima volta i più fedeli alleati di questa strategia deleteria quelli che tecnicamente dovrebbero essere i rivali politici e ideologici di tali personaggi, che invece si dimostrano felici di seguire striscianti le orme del biscione, ben disposti a davvero sconvenienti segnali di solidarietà, pur di difendere anche i propri interessi

il secondo aspetto evidente è che in italia la politica è questa, splendidamente ritratta in sette minuti di chiacchierata: mesi e mesi a ciarlare di spallate, di lavori in corso per cambiare rotta, di manovre politiche per ribaltare la maggioranza alle prossime elezioni, e allora uno si immagina i giochi di potere che ci stanno sotto, le contrattazioni con i grandi industriali, le promesse politiche agli alleati, gli equilibri da ristabilire in seno al proprio elettorato..
e invece no, qua si tratta semplicemente di piazzare un paio di fanciulle e far contento qualche senatore viagra-munito, per addolcire le sue pene nel travagliato passaggio da una maggioranza all'altra, e via, il ribaltone è fatto
che tristezza, posso dirlo?


ps: un grazie davvero sentito a tutti coloro che si sono ricordati che venerdì ci sono stati compleanni ben più importanti del mio
postato da luca alle ore 03:41 | link al post | commenti (6)
a proposito di: politica, personale, televisione, polemica, ricordo
venerdì, 14 dicembre 2007
strada

ebbene sì, anche il sottoscritto è rimasto senza benza, piegato dallo sciopero selvaggio degli autotrasportatori negli ultimi giorni, e il suo motorino stamattina lo ha abbandonato triste e sconsolato in mezzo a una tipica agguerritissima strada romana (capirai, c'era pure lo sciopero dei mezzi..)

che poi non ho mica capito come è andata a finire, questa storia
a quanto pare i bestioni sono tutti tornati al lavoro, per cui evidentemente sono state soddisfatte le loro richieste
quindi in definitiva credo che il governo abbia mestamente ceduto di fronte alle proteste prepotenti e plateali di una categoria, come ha fatto qualche settimana fa il buon uòlter con i tassinari, credo il primo episodio al mondo in cui da una liberalizzazione si è ottenuto un aumento dei prezzi di quasi il venti per cento
e va be', cosa non si farebbe per qualche voto in più..

detto questo, la settimana sembra scorrere via increspata solo superficialmente
gli argomenti di discussione paiono nuovi, ma in realtà sono sempre gli stessi (berlusca di nuovo indagato per corruzione? proprio non riesco ad immaginarmi come andrà a finire, davvero proprio non ci riesco..), sono sempre degli specchietti per togliere l'attenzione dalle cose importanti
il problema delle morti bianche sale improvvisamente alla ribalta delle cronache dopo l'atroce tragedia dell'acciaieria di torino, ma viene affrontato come "emergenza", e quindi nessuno parla di colpe, di responsabilità, né di piani a lungo termine per ridurre questo dramma inarrestabile

in tutto ciò, sono passate praticamente sotto silenzio le cose che forse meritavano maggiore risonanza, e soprattutto maggiori approfondimenti

innanzitutto la vicenda binetti e il suo voto contrario al governo cui ho già accennato un paio di post fa, per proteggere preventivamente il papa e la chiesa da un'accusa di omofobia che lei stessa, con questo voto così clamoroso, riconosce plausibilissima
mi domando: ma se il voto contrario alla fiducia l'avesse fatto un qualunque rossi, un qualunque turigliatto, cosa sarebbe successo? probabilmente si sarebbe alzato il solito polverone su una sinistra disfattista, radicale, incosciente e criminale, che con i suoi atti sconsiderati consegna il paese al berlusca, oppure su un governo spaccato, ostaggio dei comunisti, incapace di trovare una maggioranza, paralizzato di fronte alle minacce dei neostalinisti, mentre ai valichi alpini i cosacchi a cavallo non vedono l'ora di invadere la penisola
invece questa splendida trovata viene da donna ruini, una signora con una scala di valori in cui il clero sta un bel po' di gradini sopra all'italia, e che probabilmente non ci penserebbe due volte ad affondare il paese per difendere gli interessi della gerarchia ecclesiastica
e prodi che fa? convoca la maggioranza per un giro di vite? si adombra per il pericolo corso? chiede la testa della senatrice? ma per carità, è contento, in fondo ce l'abbiamo fatta
anzi, al limite se la prende con rifondazione, questo partito di pericolosi sovversivi che hanno votato a testa bassa qualsiasi provvedimento presentato dal governo, anche il più reazionario
e la binetti che fa? si dimette dalla maggioranza? passa al gruppo misto? macché, resta ed è ben soddisfatta sia del suo voto, sia della sua partecipazione nella commissione che scriverà la "carta dei valori" del partito democratico
evviva

poi la nuova censura a daniele luttazzi, cacciato in malo modo anche da quella piccola oasi di libertà che sembrava la7, almeno fino alla settimana scorsa
i motivi di questo provvedimento insopportabile non sono chiari, ufficialmente è il trattamento poco gradito riservato al collega di rete ferrara in una battuta feroce durante un monologo contro la guerra, ma c'è chi parla (lo stesso luttazzi in un'intervista a caldo a repubblica) dei riferimenti all'enciclica di ratzinger o di chissà quale altro inghippo
ma i motivi non sono importanti, perché qualunque essi siano non giustificano una cosa del genere, nessun motivo è valido per una censura: se luttazzi ha commesso un reato, allora c'è il tribunale, ma un allontanamento così clamoroso e torbido è davvero crudele, perché lascia la sensazione che i tempi dell'editto bulgaro, della televisione schiava del potere, della censura delle voci libere e del grande fratello orwelliano non sono passati affatto
per non parlare di quella armata di schiavi parolai che si sono messi a discutere del pelo nell'uovo, cioè dell'opportunità di espressioni scatologiche all'interno delle trasmissioni satiriche, dando ragione e torto a destra e a manca, senza mai toccare il nervo scoperto del fatto che c'è stata una censura, punto e basta
penso a luca sofri, che deplora la volgarità e accusa luttazzi di infantilismo e di poca cortesia nei confronti dei suoi ospiti, o ad aldo grasso, pavido all'inverosimile, che prima dà la colpa a luttazzi, poi alla gente che ride ai suoi spettacoli, poi al teatro in generale: il più affermato critico televisivo d'italia, che invece di scagliarsi contro chi si arroga il diritto di eliminare dal video i personaggi scomodi, se la prende con il teatro e con le battute infelici..
oppure repubblica, che invece di approfondire la discussione, preferisce sottolineare il fatto che la battuta incriminata è molto simile a una scritta da un altro comico satirico americano, come se il plagio fosse una buona scusa per sbattere fuori dalla tv lui e i suoi collaboratori

infine per l'ennesima volta è passato il 12 dicembre, e nessuno ha detto nulla
e ogni volta che ci penso mi vergogno di vivere in questo paese, mi vergogno davvero
non so cosa mi fa più schifo, se la strage in sé o il fatto che a trentotto anni di distanza non se ne parli
(mentre oggi il tguno ricordava con fervore il trentennale della "febbre del sabato sera"..)

ciao ragazzi buon fine settimana a tutti



ps: sì lo so che la canzone di rino gaetano non fa così, ma mi serviva per il titolo, non state sempre lì a guardare il capello..
postato da luca alle ore 20:21 | link al post | commenti (8)
a proposito di: politica, televisione, informazione, polemica, ricordo
martedì, 09 ottobre 2007

Cari Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernestino,
se un giorno dovrete leggere questa lettera è perché non sarò più tra voi. Quasi non vi ricorderete di me e i più piccolini non mi ricorderanno affatto.
Vostro padre è stato un uomo che agisce come pensa ed è stato certamente fedele alle sue convinzioni.
Crescete come bravi rivoluzionari (che vuol dire buona condotta, serietà, amore alla rivoluzione, cameratismo).
Studiate molto, per poter dominare la tecnica che permette di dominare la natura.
Ricordatevi che ognuno di noi, da solo, non vale niente.
Soprattutto siate capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo. E' la qualità più bella di un rivoluzionario.
Arrivederci, bambini miei, spero di rivedervi ancora.
Un grande bacio e abbraccio da
papà


l'ho copiata pari pari da un fumetto che ormai ha quasi 25 anni, "l'uomo che uccise ernesto che guevara", di magnus (una storia lunga e forse un po' pesante, ma disegnata assolutamente alla perfezione)
è la lettera che ernesto rafael guevara della serna scrisse ai figli poco prima di partire per il congo, ad "esportare la democrazia" anche nell'africa più nera

siate capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo: è una frase che ho dentro di me da quando l'ho letta

quarant'anni e una manciata di ore fa moriva il che, il più grande e famoso rivoluzionario del ventesimo secolo: ucciso dai militari di quella bolivia che voleva liberare, con la viscida complicità della onnipresente cia, a tutela degli enormi interessi a stelle e strisce che ancora oggi condizionano e purtroppo insanguinano l'intera america latina

sì, lo so, il che non era quel santo infallibile che alcuni vogliono far credere, ma che mi importa? perché non posso tenermi almeno un punto di riferimento, quando tutto intorno a me va a ramengo? perché non posso consolarmi ogni tanto con una storia in cui la differenza tra bene e male appare così netta e luminosa?
sono pochissime le icone che mi restano, che mi coccolo gelosamente separando l'umano dall'ideale, e me le voglio tenere strette
va bene mettere in discussione tutto, ma lasciatemi almeno la possibilità di sognare, cacchio!
postato da luca alle ore 23:59 | link al post | commenti (15)
a proposito di: personale, persone, ricordo
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