venerdì, 18 settembre 2009
buco

e così l'italia si è accorta di essere ancora in guerra
dite la verità, quanto tempo è che non sentivate parlare dell'afghanistan in tv, eh?

mi dispiace sinceramente per quei ragazzi uccisi, ma né più né meno di qualsiasi altro morto sul lavoro, perché il trovarsi ad imbracciare mitragliatori in un paese lontano non aggiunge nessun afflato di gloria alla loro triste fine
quello che però non sopporto è l'ipocrisia dietro la loro morte, che raggiungerà livelli irritanti in questi giorni, e alla quale quei ragazzi probabilmente non meritano di essere associati
già mi immagino i telegiornali sviolinare apologie sulla missione di pace, sull'opera di civiltà che i soldati italiani portano in quelle terre desolate e dimenticate da dio, sulla democrazia che stanno esportando e distribuendo a piene mani agli afghani
già mi immagino i giornalisti famelici citofonare senza tregua alle case delle famiglie in lutto, intervistare i vicini, mandare in onda foto delle vittime mentre sorridono, abbracciano bambini, regalano pagnotte ai poveri, fanno volare aquiloni
già mi immagino la viscida retorica dei portavoce, che renderà grazie e onore agli eroici caduti e sosterrà che la nostra presenza laggiù non è in discussione, che il nostro lavoro è importante, che i risultati si vedono, che gli afghani ci ringraziano e ci amano
è triste, sì

così come mi sembra triste che si sia rinviata la grande manifestazione di sabato per la libertà di stampa, contro gli attacchi insopportabili che questo governo sta portando avanti da sempre, e più che mai negli ultimi tempi
mi rendo conto che se non si fosse presa questa amara decisione, certamente il berlusca non avrebbe perso l'occasione per l'ennesima crociata schiacciaoppositori, li (ci)avrebbe infangati ancora più di quanto non faccia già ora, sventolando accuse di insensibilità, blasfemia, antiitalianità e chissà quante altre belle parole
probabilmente avrebbe fatto in modo di fissare i funerali proprio sabato, per rendere ancora più grottesca la situazione
(e chissà che invece non gli venga in mente di spostarli al 3 ottobre)
(secondo me se avesse il potere di farlo lo farebbe senza pensarci due volte)
in ogni caso l'aver disdetto e solo in seguito posticipato l'evento di sabato è stata una scelta che mi ha lasciato l'amaro in bocca, se non altro perché giudico la categoria dei giornalisti una delle più corresponsabili delle migliaia di vittime in quelle zone disperate: mai come in questi casi si sente il bisogno di un'informazione libera e indipendente, che possa dare una visione (e una critica) obiettiva di quello che sta succedendo in afghanistan e zone di guerra analoghe, invece di questa stampa embedded che è solo specchio degli interessi biecamente economici dei potenti e propaganda di strategie politiche e militari che fino ad ora sono state solo fallimentari
una stampa seria e autorevole spiegherebbe le vere ragioni per cui tremila italiani si trovano in questo momento in afghanistan armati fino ai denti, lasciando perdere le balle della democrazia da esportare e da difendere: lì la guerra continua da quasi otto anni (più della seconda guerra mondiale, per capirci), e non se ne vede la fine

le tanto decantate elezioni presidenziali, che ormai sono state svolte quasi un mese fa e di cui ad oggi non si conoscono i risultati, sono state un clamoroso insuccesso per i fanatici democraziofori occidentali: affluenza scarsissima in un clima di perfetto terrore, mancanza di sicurezza pressoché totale, con frodi e brogli a non finire
insomma una pantomima ad uso e consumo dell'elettore occidentale, che alla fine ha visto riconfermato il campione degli interessi americani karzai, senza ancora alcuna legittima autorizzazione popolare: ma si sa, il petrolio non conosce legislazioni, e se quel buffo omino dal copricapo originale (sto parlando di karzai, eh) fa bene il suo mestiere di marionetta dello zio sam, sarà praticamente impossibile schiodarlo da lì con le buone
quello che però sarebbe bene sottolineare è che oggi come oggi l'afghanistan è assolutamente fuori controllo, che tre quarti del territorio sono in mano ai talebani e che i militari occidentali sono visti come forza d'occupazione, e non come forza liberatrice
al di là del fatto che se fossi afghano, dopo otto anni anche io farei il tifo per la guerriglia, penso che un minimo di risentimento nei confronti di un'invasione militare che ha portato nuovamente guerra e distruzione in una regione già martoriata da decenni, ha mietuto migliaia di vittime tra i civili senza in cambio offrire la protezione che propaganda all'esterno, ha distrutto quel minimo di stabilità che c'era nel paese senza offrire speranze di rinascita o di ricostruzione, ha riconvertito il territorio alla coltura di oppio con i grandi produttori nei posti nevralgici dell'amministrazione, ha visto la rinascita di terrorismo e il fiorire di nuove reti simil-al-qaeda, be'.. sarebbe anche lecito nutrirlo, non trovate?
insomma l'invasione dell'afghanistan, primo atto della guerra al terrore voluta da quel maramaldo mattacchione di george bush figlio, è fallita
fallita sulla pelle di migliaia di persone, tra cui i sei ragazzi uccisi stamattina
sarebbe bello che anche la televisione e i giornali lo dicessero
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mercoledì, 28 gennaio 2009


forse non avrei dovuto pubblicare questo video
sono sempre stato un convinto sostenitore del fatto che non ci sia bisogno di far vedere sangue, cadaveri o altri spettacoli tremendi per portare avanti un discorso, per esprimere un'idea o un sentimento
però questa breve clip, rubata dalla papera zoppa, mi ha colpito più del solito, anzi mi ha completamente sconvolto, forse proprio perché non mostra né sangue né violenza, ma solo il dolore

risale a qualche giorno fa
c'è un telegiornale in onda, in diretta, su una delle televisioni israeliane, c'è una giornalista che sta per lanciare un servizio sulle ennesime dichiarazioni di guerra del ministro della difesa
c'è un collega in studio che riceve una telefonata improvvisa da parte di un suo amico, un medico palestinese, si chiama aboul aish, è di gaza ed è anche un collaboratore abituale della televisione
viene spesso contattato, il dottor aish, perché da quando è iniziata la guerra è a gaza con la famiglia, e da giorni comunica agli spettatori il punto di vista dei gazawi, il loro terrore quotidiano, la loro convivenza con la morte
stavolta è diverso, non è stato contattato, ha chiamato lui
una granata israeliana ha appena ucciso tre delle sue figlie
improvvisamente, in diretta, durante la trasmissione, irrompe il dolore di quest'uomo
urla di pianto strazianti, impossibili da fermare, l'inspiegabile assurdità di una perdita così enorme, così insopportabile, eppure così prevedibile e temuta
come si può concepire un lutto così grande, come ci si può fare una ragione?
aboul aish è un dottore che opera a tel aviv, è un ginecologo, con il suo lavoro aiuta chissà quanti israeliani ad avere una vita migliore, e allora come si può spiegare questa ricompensa?
lo sguardo pietrificato del giornalista che riceve la telefonata, schlomi, il suo amico, il dubbio che sembra attraversare la mente della sua collega, sono una piccola speranza di umanità in un popolo che, stando ai sondaggi, ha approvato a grandissima maggioranza questo terribile intervento militare nella striscia
è da questo barlume di umanità che si deve partire

tutti i telegiornali nazionali hanno detto che l'operazione piombo fuso è terminata, che la guerra è finita, che "la situazione è tornata alla normalità", e già non se ne parla più
non è così, ovviamente, non potrà mai essere così, non nella striscia di gaza
se non tolgono l'assedio, se non riaprono i varchi, se non permettono alla popolazione sopravvissuta di avere cibo, elettricità, medicinali, di ricevere gli aiuti dall'esterno, di poter lavorare, pescare, spostarsi, non ci sarà mai la fantomatica normalità
ci sarà soltanto l'ennesimo assedio, l'ennesima guerra non ufficiale, e decine di migliaia di famiglie raggiungeranno nuovi livelli di disperazione, sotto gli occhi impassibili e inumani dei governanti di mezzo mondo

l'altro giorno ho visto pagliara entrare nella striscia di gaza probabilmente per la prima volta in più di cinque anni di corrispondenza da gerusalemme
per la prima volta l'ho visto rendere (e forse rendersi) conto della tragedia che tsahal ha portato in quella terra, della distruzione e della disperazione che sembrano non avere fine
eppure, anche di fronte all'implacabile evidenza, questo servo della propaganda ha deciso di non mollare le sue posizioni allineatissime e scagliarsi inutilmente contro la ripresa della costruzione dei tunnel al confine con l'egitto, quasi tutti bombardati e semidistrutti durante piombo fuso, tunnel che pagliara definiva strumenti per il contrabbando internazionale di viveri e probabilmente di armi
accidenti, contrabbando di cibo
questo sì che è un grave problema della striscia di gaza
non il fatto che anni di assedio abbiano ridotto alla fame più di un milione di persone, non il fatto che a gaza non ci sia lavoro, che non ci sia cibo, che i pescatori (in un territorio che è costiero per definizione) vengano ancora ricacciati a riva dalle cannonate delle navi militari israeliane; non il fatto che muoversi sia praticamente impossibile, che tutti i confini, compresi quello con l'egitto del pessimo mubarak, siano bloccati, che le incursioni dell'esercito israeliano non siano affatto finite (non lo erano nemmeno durante la famosa tregua prima dell'inizio della guerra) e che ancora si muoia per colpa delle bombe inesplose rimaste sul terreno e per via degli effetti devastanti delle armi illegali usate da israele sulla popolazione inerme
si contrabbanda cibo, a gaza
forse perché il cibo a gaza non c'è, pagliara, te lo sei mai chiesto?

da qualche quarto d'ora è finito il giorno della memoria, e allora ho voluto ricordare
non credo che si debbano limitare la propria sensibilità e la propria memoria a eventi selezionati, senza abbracciare tutte le ingiustizie del mondo
se calerà il sipario sulla palestina, se faremo finta nuovamente che sia tutto finito e che non ci sia più niente che ci riguardi, allora non c'è giorno della memoria che tenga
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venerdì, 16 gennaio 2009
inutili

non si stanno fermando, non accennano nemmeno
più di mille morti
la striscia di gaza è ancora sotto la prepotente ferocia di israele, la violenza e la disperazione sono dovunque, nelle strade, nelle moschee, nei mercati, nelle scuole, e soprattutto nelle teste delle persone, nelle tragedie di intere famiglie, nei pensieri e negli occhi dei bambini
ci pensate mai a quanto possa essere distruttivo per la mente di un bimbo il terrore quotidiano estremo che in questi giorni impregna gaza e la vita di centinaia di migliaia di persone? io sì, e non so togliermi questo pensiero dalla testa
invece, nonostante i proclami dei governanti occidentali, sembra che ancora nessuno se ne stia veramente rendendo conto

non avete idea di quanto avrei bisogno di qualcuno che si alzasse in piedi e che a voce alta denunciasse la carneficina
qualcuno di sinistra, qualcuno di importante
qualcuno ancora con una coscienza
uno come pertini, capite?, con la sua voce potente e lo sguardo di condanna senza dubbi, uno che non avesse timore a usare la sua personalità e a puntare il dito contro i crimini di guerra di tsahal che stanno schiacciando la palestina, come già fece in uno storico discorso di capodanno
israele sta compiendo atti orrendi contro l'umanità, e io, in quanto essere umano, devo a tutti i costi urlare la mia condanna
e lo sto cercando, questo nuovo pertini, ne ho infinito bisogno, ma non c'è
stanno tutti zitti, c'è un silenzio da parte dell'occidente che è ancora più deprimente e frustrante delle ingiustizie di cui siamo testimoni

barack pilato obama s'è rivelato essere quello che è, ovvero l'ennesimo presidente degli stati uniti come al solito incatenato ai fortissimi interessi che legano usa e israele, e che messo di fronte alla realtà di una guerra insensata e crudelissima non può far altro che lavarsene le mani, lasciando la patata bollente al suo predecessore agli sgoccioli (bush, uno che ha sempre dimostrato che di affari orientali ci capisce) e al massimo esprimendo preoccupazione per i civili: me l'aspettavo, questa delusione, non ho mai immaginato che potesse andare diversamente

così come non mi aspetto nulla da un anziano erudito di baviera, che milioni di persone si ostinano a considerare portatore di messaggi di pace: se così veramente fosse dovrebbe partire e andare a tirare le orecchie a chi non lo ascolta, se così fosse dovrebbe andare a porsi tra i due fuochi e forte della sua figura denunciare i crimini di guerra e portare veramente la pace
ma non lo è, un portatore di pace, è solo un teologo che ogni domenica lancia i soliti sterili appelli alla fratellanza e alla pacificazione, senza veramente interessarsi alla sorte di migliaia di persone, e alla salvezza dell'umanità
(ragazzi, non offendetevi, è inutile negarlo, il papa ha un potere enorme e non lo sfrutta, forse perché non sa, forse perché non vuole)

poi i politici nostrani, tutti aggrappati fieramente al carro di israele, a giustificare l'ingiustificabile
spero che la vostra coscienza vi fulmini, se mai ve ne fosse rimasta una
e quei pochi che invece continuano a mantenere un'equidistanza di facciata, che in realtà è solo una distanza: una distanza dal mondo, una totale assenza di sensibilità alle grida di dolore che provengono oggi da lì, ma in futuro chissà da dove altro ancora
la foto che illustra questo post è quanto di più inutile potesse partorire la direzione del partito democratico per timbrare il cartellino di presenza in merito alla guerra in corso: un manifesto che non ha il benché minimo significato, a dimostrazione definitiva del piattume ideologico che accompagna il pd, incapace di prendere posizione su qualsivoglia argomento, chiuso e sordo alla società e alla storia
in una parola, inutile

gli unici qui che parlano di israele criminale sono i gruppetti estremisti di destra (qui a roma sono una marea, e hanno davvero tanti tanti soldi) e sinistra: ma posso io aspettarmi qualcosa da questi esagitati? posso unire la mia sensibilità alla loro? posso idealmente unirmi a gente che fa della provocazione e della prevaricazione politica locale il suo pane quotidiano?

ma è così fuori dalla nostra portata accorgersi di quanto sta succedendo? ormai anche pagliara ha terminato gli eufemismi e fa sempre più fatica a coprire la carneficina (tra l'altro mi fa ridere di disgusto che quel campione di disonestà giornalistica dica di non potersi addentrare nella striscia per via dei divieti israeliani, lui che in tanti anni di corrispondenza non ha mai trovato un minuto di tempo per farsi un giro nella gaza schiacciata dall'embargo e dai soprusi di tsahal), possibile che non si riesca a far aprire gli occhi a chi di dovere?
nonostante i tg facciano di tutto per favorire la noia e il disinteresse, relegandola come terza o quarta notizia, la guerra continua
quello che israele ha fatto in queste ultime settimane è irricevibile, ma stare in silenzio è altrettanto criminale

scusate, proprio non riesco a smettere di parlarne
chissà per quanto altro tempo ancora sentirò la necessità di farlo..


ps: se osservate la foto, dietro gli squallidi manifesti del pd c'è un'enorme fila di manifesti del nostro sindaco, lo sceriffo johnny, che si vanta sui muri di mezza roma delle nuove battaglie politiche vinte in ambito di diritti sociali e gestione del bene comune da parte della sua amministrazione: qualche migliaio di espulsioni di poveracci, e roma è più pulita
anzi, roma riparte
che schifo

pps: un giorno farò un bel post sull'idiozia della cartellonistica nella capitale, che sembra essere un viziaccio solo romano, che però ultimamente ha raggiunto livelli di violenza (negli slogan e soprattutto nella modalità di affissione) che secondo me è preoccupante

ppps: sì, ste, è sotto casa tua!
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lunedì, 05 gennaio 2009
gelo

da dove si comincia, se si vuole scrivere un post sulla guerra a gaza?
cos'ha di diverso questo ennesimo conflitto dalle centinaia di storie di morte che giungono da quella terra martoriata?
quanto sangue ancora dovremo ascoltare, noi europei, prima di voltare definitivamente le spalle?
talmente tante cose da dire, talmente tanto tempo che vorrei dirle.. sì, ma da dove si comincia?

di certo non dalla fredda cronaca, non sono mai stato bravo con quella, soprattutto quando parla di centinaia di morti ammazzati, di case e ospedali e moschee e scuole e università e negozi rasi al suolo da missili, di popolazione civile inerme umiliata da assedi e bombardamenti incessanti, di ingiustizie colossali accolte dal silenzio accecante del resto del mondo civilizzato
odio quando danno solo i numeri, quando si fermano alla piatta lettura dei comunicati dell'esercito, quando la morte e la disperazione diventano un'abitudine
e già che ci sono, ci tengo a dire che trovo irritante e vergognosa la pseudo-informazione offerta dalla televisione pubblica, in particolare nei servizi del corrispondente da gerusalemme claudio pagliara, che superano ogni tentativo di definirli giornalismo, e sfociano apertamente nella squallida e insopportabile propaganda filoisraeliana: è un'offesa alla verità e al servizio pubblico, che spero vivamente venga risolto al più presto
ma ovviamente le mie vere speranze sono altre

non potrei nemmeno cominciare dall'inizio, dalla nascita di israele, dalle spietate guerre di conquista che tsahal, ovvero l'esercito con la stella di david, ha portato in tutto il medio oriente, dei crimini di cui i governi sionisti si sono resi protagonisti: è una storia troppo lunga, troppo dolorosa, troppo vecchia
ormai nessuno mette più in dubbio l'esistenza dello stato di israele, si tratta dell'unica base solida da cui far partire una discussione che voglia pretendere un minimo di credibilità e di costruttività
ma con tutto il rispetto e l'imparzialità di cui sono capace, proprio non riesco a trovare giustificazioni a quello che sta succedendo

la striscia di gaza è una virgola di terra grande quanto un quarto della provincia di roma e in cui è ammassato quasi un milione e mezzo di persone in condizioni disperate: persone, uomini e donne, sottoposte ad assedio perenne da parte dell'esercito forse più potente e crudele del mondo, costantemente private di rifornimenti di acqua e cibo e medicinali, terrorizzate da continue incursioni militari che uccidono chiunque (anche osservatori onu) e radono al suolo case senza motivi, umiliate da un embargo durissimo, da posti di blocco e arresti arbitrari, dall'impossibilità di spostarsi, lavorare e curarsi, dalla consapevolezza di vivere in una prigione a cielo aperto
hamas è un'organizzazione terroristica, d'accordo, un gruppo di criminali che ha approfittato di questa situazione insostenibile e ha preso il potere, ha vinto le elezioni facendo leva sull'orgoglio di un popolo che non si è mai del tutto chinato di fronte ai soprusi che ha sempre subito ormai da decenni
e hamas risponde all'enorme violenza che israele impone ai palestinesi nell'unico modo che conosce, cioè con altra violenza: che è violenza sterile e mai paragonabile alla supremazia militare e tecnologica della superpotenza con cui si batte, ma è pur sempre violenza
e allora d'accordo, immedesimiamoci con i poveri abitanti innocenti del sud di israele che sono sottoposti ai lanci dei missili qassam da gaza, prendiamo atto che anche loro hanno diritto alla pace e alla serenità, per carità, parole sante

ma quale risposta è "piombo fuso"?
secondo le fonti ufficiali israeliane, e quindi anche secondo pagliara, piombo fuso è un'operazione contro i militanti di hamas che hanno rotto la tregua con l'ennesimo lancio di missili qassam: poi basta andare un po' oltre la disinformazione e la propaganda e si scopre che la tregua era già finita da giorni e che in ogni caso anche durante essa israele aveva comunque continuato il suo assedio criminale condannando a morte i gazawi senza troppi scrupoli diplomatici
basta andare un po' oltre e si scopre che l'operazione era stata pianificata da sei mesi, che il governo israeliano è in piena crisi di consensi da tempo ancora più lungo, che le elezioni anticipate sono alle porte, e che fare due più due non è mai stato così doloroso
è questo piombo fuso: una carneficina indiscriminata tesa a ribadire per l'ennesima volta la potenza incontrastata della stella di david su tutto il vicino oriente, una strage di innocenti, una fine orribile per delle vite già rovinate da decenni
piombo fuso è parte di un genocidio al rallentatore, in onda da anni ad uso e consumo degli israeliani e dell'occidente, che assistono passivamente, in un misto di compiacimento e di spavento, allo spettacolo programmato della morte che segue e abbraccia la paura

io sono terrorizzato e infuriato, ho una voglia matta di urlare dalla finestra, di prendere a pugni tutto e tutti, perché il silenzio che accompagna questa prepotenza è ancora più insopportabile della violenza in sé
leggo le testimonianze di vittorio arrigoni direttamente dalla striscia, percepisco e faccio mia la sua immensa frustrazione, il suo immenso dolore, la sua immensa umanità, in una condivisione che è impossibile non avere, se si ha un minimo di coscienza e di sensibilità
e toglie il sangue dalle vene non avere nessuna speranza a cui aggrapparsi, rendersi conto che intorno, tutto intorno, c'è solo indifferenza e inerzia
non posso credere che esistano tali ingiustizie e che nessuno dica nulla
non c'è nessuno, qui da noi, in italia, che abbia il coraggio di dire la verità
nessun politico, nessun uomo di sinistra, che abbia la necessità di urlare questa è una carneficina e io non ci sto!
non ci posso credere

l'eterna tragedia del popolo palestinese si nutre del nostro silenzio e della nostra indifferenza
chi non vuole capirlo, è complice tanto quanto il pilota degli f16 cui è stato ordinato di bombardare in pieno giorno la fermata del bus al centro di gaza
chi non ascolta le grida di dolore e le preghiere di ascolto che arrivano dalla striscia, non è una persona buona
ed è soprattutto per colpa di queste persone, che questa storia deve essere nuovamente raccontata

buon anno
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martedì, 23 dicembre 2008
principe

non scrivo un post decente da un bel po' e me ne cruccio
il mondo sembra andare sempre più in rovina, il nostro paese si affretta a grandi bracciate verso la deriva economica e sociale, la sinistra non dà segni di vita, e io non ho modo di testimoniare tutto ciò né di discuterne con i miei vicini
tra l'altro, mentre per me è solo un problema di tempo, anzi, di assenza di tempo, a costringermi all'afasia internettiana, mi sto rendendo conto che in giro per la rete non stiamo messi meglio
non so, ho come la sensazione di una frustrazione diffusa, di uno scoramento che porta molti dei migliori blogger che conosco a deviare dai temi per i quali li apprezzo e dedicarsi a cose più semplici, più immediate, a volte anche meno impegnative
percepisco quasi un'esigenza di trovare nuove forme, nuove vie, come se il parlare da una finestra a un pubblico distratto non sia più sufficiente per sfogare il proprio disagio e la propria passione
non è il mio caso, lucanellarete non è una finestra, non cerco quanti più lettori possibili, chi passa di qui e legge è il benvenuto, ma questo spazio è per me, lo ribadisco per l'ennesima volta, e per la mia necessità di sfogare e ricordare tutte le cose che mi girano in testa e intorno
perciò languo quando non ho la possibilità di riversare qua dentro le parole che voglio, ma ora basta lamenti

ho appena finito di leggere il ritorno del principe, un libro-intervista di saverio lodato al magistrato roberto scarpinato, una panoramica schietta e brutale sulla storia d'italia dal secolo scorso ai giorni nostri, che non risparmia al lettore nessun pregiudizio, ma offre un punto di vista tremendamente sincero sugli intrecci mafia-politica-massoneria che hanno scandito le vicende spesso tragiche di questo nostro paese
è una lettura importante, un libro che è necessario leggere, che ho sempre voluto leggere
ho assorbito questo libro, l'ho fatto mio, ho fatto mio questo punto di vista e questa visione del potere in italia come entità inscindibile da violenza e controllo, delle oligarchie intramontabili prive di ogni etica che mortificano qualsiasi tentativo di cambiamento, di miglioramento, di evoluzione
il ritorno del principe non lascia spazio a nessun ottimismo, a nessuna briciola di speranza, ed è forse questa la cosa più sconvolgente, soprattutto se si pensa all'autore: un magistrato antimafia della procura di palermo, quindi una delle personalità più coraggiose e più esposte del nostro paese, un uomo che ha fatto della lotta alla mafia e al potere criminale una ragione di vita
man mano che mi avvicinavo alla fine del libro mi interrogavo sempre di più sui motivi che spingono un persona colta ed appassionata a sacrificare una vita per combattere un mostro che lei stessa ritiene invincibile, anzi, un male endemico e necessario per le logiche di potere che da sempre avvelenano il nostro paese

mi sono dato la risposta la settimana scorsa, quando ho visto in televisione l'intervista che l'odioso fazio ha fatto a ingrid betancourt su raitre
guardando questa donna, che probabilmente da quando è stata liberata, cioè ormai da mesi, gira le televisioni e le radio e gli incontri pubblici di mezzo modno per raccontare la sua drammatica vicenda, ho capito quanto è importante testimoniare
pensavo ai sopravvissuti ai campi di concentramento e sterminio nazisti, a quanti di loro non hanno trovato il coraggio di raccontare, troppo grande l'umiliazione, troppo soffocante la consapevolezza della cattiveria umana, troppo necessario nascondere e cercare di dimenticare
e vedevo questa donna così dolce che invece di cedere al peso di un'esperienza così drammatica tentando, per quanto possibile, di scordare le violenze e le ferite fisiche e non solo, ha deciso con immenso di coraggio di testimoniare, di offrirsi, di parlare degli anni tremendi del sequestro e della prigionia perché il suo sacrificio non sia stato vano, e i valori che trasmette non vengano sperperati

ho rivisto nel libro di scarpinato la stessa volontà di testimonianza, la stessa necessità di raccontare la propria esperienza di vita e trasmettere ricordi e passioni al numero maggiore possibile di persone
è questa l'unica risposta di fronte alla frustrazione di un lavoro fondamentale che viene però quotidianamente ostacolato dalle minacce mafiose e dagli interessi dei potenti: l'educazione e la presa di coscienza da parte delle nuove generazioni, l'accensione del cervello popolare, la circolazione di idee e di punti di vista diversi e consapevoli, perché in futuro sappiamo reagire di fronte alle malversazioni e agli abusi dei potenti, alla controinformazione e alla propaganda, alla violenza e alle prevaricazioni, a ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo

lunga vita a roberto scarpinato e a quelli come lui, dunque, e se potete leggete e fate leggere questo libro, è importante


ps: un grazie a tutti quelli che mi hanno ricordato e fatto gli auguri per il mio ventisettesimo compleanno (ma per la questura era solo il quindicesimo) e a cui non ho avuto modo di rispondere per le mie consuete pigrizia e inafferrabilità, però sappiate che vi voglio bene
postato da luca alle ore 17:57 | link al post | commenti (1)
a proposito di: libri, personale, televisione, persone
domenica, 23 dicembre 2007

c'è questo documento curioso che circola in rete, ci sono due buffe persone che parlano al telefono di questioni apparentemente importanti, l'uno sembra un pezzo grosso ammanicato più o meno ovunque, che cerca di far diventare famose due sue protette per meri scopi personali, l'altro è il suo fedele dipendente, oltremodo ligio ai desideri del capo, che si mostra disposto a qualsiasi cosa pur di accontentarlo
"prendi questa qui, mi può essere utile.."
"lei presidente non mi deve spiegare nulla.."
sembra una di quelle squallide commedie all'italiana di trent'anni fa, con la fenech sempre mezza nuda sballottata da una parte all'altra, renzo montagnani che fa il pappone lumbard con l'arroganza dell'uomo di successo, e lino banfi che prende schiaffi, aspetta il suo momento e suda, suda, suda..

peccato però che in realtà i protagonisti di questa vicenda siano da una parte il capo dell'opposizione, un multimiliardario plurinquisito dalla carriera personale e politica per niente chiara, e dall'altra uno dei massimi dirigenti della radio e televisione pubblica italiana, indagato per corruzione insieme al primo
basso impero, ragazzi, rigorosamente made in italy

le cose da sottolineare sono due: la prima è l'ennesima dimostrazione della facilità nel controllo e nella manipolazione dell'informazione che ci viene dal nostro protagonista lombardo e dalla sua cricca di vassalli
se si vuole uscire limpidi da una situazione del genere così apparentemente senza scampo, la tecnica è una sola: ovviamente tutta l'attenzione non deve essere posta su quello che è stato detto, per carità, si rischierebbe di capire i motivi che hanno spinto un giudice a dare il via libera all'intercettazione, si potrebbe dare luogo a una seria discussione sullo stato della televisione pubblica e dei poteri della politica in generale; l'unica cosa da fare è scaricare la maggiore potenza di fuoco propagandistica possibile sull'atto (di per sé legittimissimo) della registrazione e della successiva pubblicazione, infangando senza ritegno la procura di napoli che ha avallato una procedura assolutamente legale, spostando l'attenzione sulla forma e non sulla sostanza, di modo che non si parli di cosa si sono detti i due protagonisti ma solo del fatto che qualunque cosa si siano detti non doveva finire sui giornali
e altrettanto ovviamente bisogna che tutta o quasi la televisione gli vada appresso, guarda caso dimenticandosi del contenuto, chiudendo un occhio, facendo finta di non vedere che quel signore fa il bello e il cattivo tempo nelle aziende pubbliche come e quando gli pare, trovando sempre servi striscianti pronti a servirlo
e così è stato, lo stesso identico protocollo che puntualmente si ripresenta ogni qual volta ci sia qualche indagine su questo anziano signore (e non sono poche, bisogna ammetterlo)
la cosa che non è poi così scontata, che anzi non dovrebbe accadere mai ma che invece si verifica sempre più spesso, è il fatto che si riconfermino per l'ennesima volta i più fedeli alleati di questa strategia deleteria quelli che tecnicamente dovrebbero essere i rivali politici e ideologici di tali personaggi, che invece si dimostrano felici di seguire striscianti le orme del biscione, ben disposti a davvero sconvenienti segnali di solidarietà, pur di difendere anche i propri interessi

il secondo aspetto evidente è che in italia la politica è questa, splendidamente ritratta in sette minuti di chiacchierata: mesi e mesi a ciarlare di spallate, di lavori in corso per cambiare rotta, di manovre politiche per ribaltare la maggioranza alle prossime elezioni, e allora uno si immagina i giochi di potere che ci stanno sotto, le contrattazioni con i grandi industriali, le promesse politiche agli alleati, gli equilibri da ristabilire in seno al proprio elettorato..
e invece no, qua si tratta semplicemente di piazzare un paio di fanciulle e far contento qualche senatore viagra-munito, per addolcire le sue pene nel travagliato passaggio da una maggioranza all'altra, e via, il ribaltone è fatto
che tristezza, posso dirlo?


ps: un grazie davvero sentito a tutti coloro che si sono ricordati che venerdì ci sono stati compleanni ben più importanti del mio
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a proposito di: politica, personale, televisione, polemica, ricordo
giovedì, 20 dicembre 2007
luci

ieri mi hanno intervistato
ero bello pacioso con un mio amichetto davanti alla feltrinelli di largo argentina, entrambi intenzionati a scoppiare in cultura i pochi soldi conservati per i regali, mi giro un secondo e vedo una telecamera e un microfono puntati a troppo pochi centimetri dal mio naso, una voce di donna tutta affabile che mi dice scusate ragazzi siete studenti possiamo farvi qualche domanda, io appena uscito dall'esame quindi stanco sbattuto e più rimbambito del solito che rispondo no grazie, lei che con il sorriso smagliante e gli occhi imploranti ribatte va be' ma tanto la telecamera è già accesa per cui ve la faccio lo stesso
va be'
leggo la scritta tg1 sul microfono e non so perché mi aspetto una domanda intelligente, qualcosa per cui valga veramente la pena mostrare il mio faccione più sfatto che mai alla telecamera
la giornalista voce sexy esordisce informandoci del nuovo provvedimento del ministro delle politiche giovanili, che mette a disposizione borse di studio fino a seimila soldi europei per gli studenti più meritevoli
poi finalmente la domanda: "ma voi ragazzi, cosa ci fareste con seimila euro?"

cioè, non ci ha chiesto "cosa ne pensate del provvedimento? secondo voi servirà a stimolare l'impegno degli studenti meno motivati? secondo voi sarà di facile applicazione e gestione in un paese in cui le mafie universitarie sono splendidamente radicate? secondo voi farà del bene al mondo universitario, alzerà il livello medio degli studenti italiani o si tratta di un inutile spreco di denaro pubblico?"
ci ha chiesto "ragazzi, che ci fareste con seimila euro?"

"mi ci comprerei almeno un paio di esami di quelli tosti"
"me ce faccio l'abbonamento allo stadio pe' anna' avvede' 'a maggica!"
"mi ci pagherei il canone rai vita natural durante con sempre maggiore entusiasmo"
"li restituirei ai savoia, i legittimi proprietari"
"li investirei in bond parmalat"
"mi ci comprerei un bel plastico della villetta di cogne"
"mi farei i pupazzetti del presepe con la brambilla e il berlusca e tutti gli altri (e poi magari li piazzo sul plastico di cogne)"
"mi ci iscriverei al partito democratico"
"li userei per iscrivere lei e riotta a un corso di giornalismo e di etica professionale"
le possibili risposte acide spingevano per uscire fuori, ho fatto fatica a contenerle
che bello sentire domande come questa, si avverte proprio quel senso di profondità, di intelligenza, di passione per il proprio lavoro, di servizio per gli utenti, tutte cose che riscaldano e che inebriano di spirito natalizio

alla fine ho risposto un banale "farei qualche esperienza professionale all'estero, per imparare le lingue e fare curriculum", tra l'altro scopiazzando clamorosamente quello che aveva appena detto il mio amico
va be' dai, voi che avreste detto?
postato da luca alle ore 16:31 | link al post | commenti (20)
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venerdì, 14 dicembre 2007
strada

ebbene sì, anche il sottoscritto è rimasto senza benza, piegato dallo sciopero selvaggio degli autotrasportatori negli ultimi giorni, e il suo motorino stamattina lo ha abbandonato triste e sconsolato in mezzo a una tipica agguerritissima strada romana (capirai, c'era pure lo sciopero dei mezzi..)

che poi non ho mica capito come è andata a finire, questa storia
a quanto pare i bestioni sono tutti tornati al lavoro, per cui evidentemente sono state soddisfatte le loro richieste
quindi in definitiva credo che il governo abbia mestamente ceduto di fronte alle proteste prepotenti e plateali di una categoria, come ha fatto qualche settimana fa il buon uòlter con i tassinari, credo il primo episodio al mondo in cui da una liberalizzazione si è ottenuto un aumento dei prezzi di quasi il venti per cento
e va be', cosa non si farebbe per qualche voto in più..

detto questo, la settimana sembra scorrere via increspata solo superficialmente
gli argomenti di discussione paiono nuovi, ma in realtà sono sempre gli stessi (berlusca di nuovo indagato per corruzione? proprio non riesco ad immaginarmi come andrà a finire, davvero proprio non ci riesco..), sono sempre degli specchietti per togliere l'attenzione dalle cose importanti
il problema delle morti bianche sale improvvisamente alla ribalta delle cronache dopo l'atroce tragedia dell'acciaieria di torino, ma viene affrontato come "emergenza", e quindi nessuno parla di colpe, di responsabilità, né di piani a lungo termine per ridurre questo dramma inarrestabile

in tutto ciò, sono passate praticamente sotto silenzio le cose che forse meritavano maggiore risonanza, e soprattutto maggiori approfondimenti

innanzitutto la vicenda binetti e il suo voto contrario al governo cui ho già accennato un paio di post fa, per proteggere preventivamente il papa e la chiesa da un'accusa di omofobia che lei stessa, con questo voto così clamoroso, riconosce plausibilissima
mi domando: ma se il voto contrario alla fiducia l'avesse fatto un qualunque rossi, un qualunque turigliatto, cosa sarebbe successo? probabilmente si sarebbe alzato il solito polverone su una sinistra disfattista, radicale, incosciente e criminale, che con i suoi atti sconsiderati consegna il paese al berlusca, oppure su un governo spaccato, ostaggio dei comunisti, incapace di trovare una maggioranza, paralizzato di fronte alle minacce dei neostalinisti, mentre ai valichi alpini i cosacchi a cavallo non vedono l'ora di invadere la penisola
invece questa splendida trovata viene da donna ruini, una signora con una scala di valori in cui il clero sta un bel po' di gradini sopra all'italia, e che probabilmente non ci penserebbe due volte ad affondare il paese per difendere gli interessi della gerarchia ecclesiastica
e prodi che fa? convoca la maggioranza per un giro di vite? si adombra per il pericolo corso? chiede la testa della senatrice? ma per carità, è contento, in fondo ce l'abbiamo fatta
anzi, al limite se la prende con rifondazione, questo partito di pericolosi sovversivi che hanno votato a testa bassa qualsiasi provvedimento presentato dal governo, anche il più reazionario
e la binetti che fa? si dimette dalla maggioranza? passa al gruppo misto? macché, resta ed è ben soddisfatta sia del suo voto, sia della sua partecipazione nella commissione che scriverà la "carta dei valori" del partito democratico
evviva

poi la nuova censura a daniele luttazzi, cacciato in malo modo anche da quella piccola oasi di libertà che sembrava la7, almeno fino alla settimana scorsa
i motivi di questo provvedimento insopportabile non sono chiari, ufficialmente è il trattamento poco gradito riservato al collega di rete ferrara in una battuta feroce durante un monologo contro la guerra, ma c'è chi parla (lo stesso luttazzi in un'intervista a caldo a repubblica) dei riferimenti all'enciclica di ratzinger o di chissà quale altro inghippo
ma i motivi non sono importanti, perché qualunque essi siano non giustificano una cosa del genere, nessun motivo è valido per una censura: se luttazzi ha commesso un reato, allora c'è il tribunale, ma un allontanamento così clamoroso e torbido è davvero crudele, perché lascia la sensazione che i tempi dell'editto bulgaro, della televisione schiava del potere, della censura delle voci libere e del grande fratello orwelliano non sono passati affatto
per non parlare di quella armata di schiavi parolai che si sono messi a discutere del pelo nell'uovo, cioè dell'opportunità di espressioni scatologiche all'interno delle trasmissioni satiriche, dando ragione e torto a destra e a manca, senza mai toccare il nervo scoperto del fatto che c'è stata una censura, punto e basta
penso a luca sofri, che deplora la volgarità e accusa luttazzi di infantilismo e di poca cortesia nei confronti dei suoi ospiti, o ad aldo grasso, pavido all'inverosimile, che prima dà la colpa a luttazzi, poi alla gente che ride ai suoi spettacoli, poi al teatro in generale: il più affermato critico televisivo d'italia, che invece di scagliarsi contro chi si arroga il diritto di eliminare dal video i personaggi scomodi, se la prende con il teatro e con le battute infelici..
oppure repubblica, che invece di approfondire la discussione, preferisce sottolineare il fatto che la battuta incriminata è molto simile a una scritta da un altro comico satirico americano, come se il plagio fosse una buona scusa per sbattere fuori dalla tv lui e i suoi collaboratori

infine per l'ennesima volta è passato il 12 dicembre, e nessuno ha detto nulla
e ogni volta che ci penso mi vergogno di vivere in questo paese, mi vergogno davvero
non so cosa mi fa più schifo, se la strage in sé o il fatto che a trentotto anni di distanza non se ne parli
(mentre oggi il tguno ricordava con fervore il trentennale della "febbre del sabato sera"..)

ciao ragazzi buon fine settimana a tutti



ps: sì lo so che la canzone di rino gaetano non fa così, ma mi serviva per il titolo, non state sempre lì a guardare il capello..
postato da luca alle ore 20:21 | link al post | commenti (8)
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venerdì, 12 ottobre 2007
barca

per dire come le cose non cambiano mai

marco rizzo, esponente al parlamento europeo del partito dei comunisti italiani, nei giorni scorsi ha raccolto delle prove per dimostrare che il voto al referendum sul protocollo del welfare è stato passibile di brogli: si tratta di un tema di importanza nevralgica, ne va del futuro di milioni di lavoratori, e rizzo cosa fa? va al parlamento europeo e denuncia tutto? gira il materiale a un suo collega del parlamento italiano, perché faccia lo stesso? si rivolge alla magistratura?
no
va a porta a porta, da vespa
in una puntata dedicata a tessere le lodi civiche e morali di mastella, tra l'altro
va be'

romano prodi, presidente del consiglio dei ministri, giudica la trasmissione annozero di santoro non concreta e non serena, riferendosi in particolare ad una puntata in cui veniva data voce ai magistrati sotto tiro da parte dei soliti politici ballerini, precisando tuttavia alla fine di non averla vista
il conduttore è costretto a spiegare le sue scelte editoriali di fronte alla commissione di vigilanza rai e a subire i richiami da parte del cda
marco travaglio, giornalista, autore di rubriche di rara intelligenza su varie riviste e anche nella trasmissione di santoro, e per questo motivo oggetto di numerose polemiche strumentali, è costretto a giustificarsi in un'intervista al corriere per il mestiere che fa
va be'

sono anche queste piccole cose che fanno la differenza, o meglio, non la fanno
certo, il capo del governo è spinto a queste uscite infelici dai continui ricatti di quell'amico di mafiosi che è diventato il nostro attuale ministro della giustizia, però cacchio, un po' di buongusto
è stato il berlusca ad aprire certe strade, quelle del processo televisivo, dell'occupazione del palinsesto mediatico, della mortificazione di qualsiasi voce contraria, e l'attuale maggioranza non ha dimostrato alcuna intenzione di cambiare rotta
è inutile sbandierare ai quattro venti di aver rimesso santoro al suo posto, se poi appena diventa vagamente fastidioso lo si fa richiamare dai soliti bravi scagnozzi
è inutile sostenere di essere diversi, se poi si usano gli stessi metodi degli altri, manipolando i media e intimidendo i non allineati

che schifo
postato da luca alle ore 02:36 | link al post | commenti (8)
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