martedì, 18 novembre 2008
grigio

sono un po' in ritardo, il tempo è quello che è

(che tra l'altro, per dirla tutta, sono davvero seccato dal fatto che venerdì non sono andato a manifestare, così come non sono andato alla maestosa assemblea alla sapienza per discutere dal basso nuove idee per riformare l'università, né purtroppo sto partecipando a tutte le splendide iniziative che ragazzi della mia facoltà stanno organizzando con inaspettata intraprendenza per ribellarsi all'assassinio programmato della pubblica istruzione
lezioni in piazza, bellissime scritte umane luminose, assemblee e manifestazioni a spron battuto, e io me ne sto a casa perché devo studiare, ho mille esami da affrontare nei prossimi mesi e devo assolutamente essere pronto perché adesso più che mai non sono ammessi ulteriori errori
ma si possono lasciar perdere iniziative per la sopravvivenza dell'università con la scusa di motivi universitari? è coerente secondo voi? va be')

insomma dicevo sono un po' in ritardo ma ho assoluto bisogno di scrivere che sono profondamente indignato dall'ennesimo sconcertante esito dei processi per i fatti del g8 di genova nel 2001
(faccio fatica a contenermi, a usare parole educate, questa cosa mi fa bollire)
come al solito, puniti i pesci piccoli, assolti i manovratori
che schifo

ero davvero in grande attesa della sentenza, ci tenevo, nutro nei confronti di quei giorni e delle cose che sono successe una sensibilità esagerata, leggo e assorbo tutte le informazioni possibili e ne parlo con chiunque, perché so che in quei giorni e da quei giorni si è formata una parte davvero importante del mio sentire politico e civile
e alla scoperta delle nuove inspiegabili assoluzioni nei confronti degli autori e degli ideatori di quegli abusi insopportabili sono stato sopraffatto nuovamente da quel senso di nausea e di sconforto che mi avevano preso allora, e che mi accompagnano ogni volta che ci ripenso
ma è così impossibile raccontare la storia come è andata? è così impossibile lasciare un po' di verità in questo paese?

non c'è giustizia senza libertà, non c'è liberta senza giustizia, diceva un tale
ecco, io sono inorridito dalla mancanza di giustizia di oggi, così come dalla mancanza di libertà e di democrazia di ieri
vedo tutto nero
postato da luca alle ore 01:47 | link al post | commenti (11)
a proposito di: scuola, personale, giustizia, genova, polemica, ingegneria, università, partecipazione
mercoledì, 29 ottobre 2008
onda

rispondo volentieri a un commento di valmelie al post precedente, anche se più che delle occupazioni e delle lotte vorrei scrivere sui provvedimenti cui tali proteste sono legittime e doverose reazioni

poche ore fa il decreto gelmini è diventato legge, il senato ha approvato senza fiatare e senza modificarne una virgola, nonostante le tantissime lamentele giunte da studenti, ricercatori, docenti, insomma praticamente da tutto il mondo cui questo decreto (il 137), così come il precedente (il 133) e probabilmente altri che seguiranno, si rivolgeva
inutile nasconderselo, l'unico obiettivo di questi provvedimenti è stato quello di fare cassa: tremonti ha bisogno di soldi per salvare le banche, per sostenere alitalia e per portare avanti la sua bizzarra politica economica, e allora decide di tagliare tutto il tagliabile all'altare del neoliberismo
questa volta, per l'ennesima volta, è toccato alla scuola e all'università, spremute in passato già ben oltre la soglia di sopportazione, con un intervento micidiale e forse definitivo su investimenti e qualità
e la chiamano "riforma": si tratta di tagli, punto e basta, si tratta di regalare l'istruzione ai privati distruggendo il principio democratico e costituzionale che invece la vorrebbe libera e accessibile a tutti
la gelmini non è un ministro, non ha alcuna personalità per esserlo, è solo un utile burattino nelle mani del capo dell'economia nazionale: da lei ci si aspettava totale sottomissione, anche di fronte alla mortificazione del mondo che lei amministra, e così è stato
così come si pretendeva rapidità ed efficacia dal parlamento e dal suo iter, considerato evidentemente ormai vetusto e scomodo, al limite dell'"aula sorda e grigia", da chi è abituato a pretendere tutto e subito

gli effetti dei due decreti approvati si faranno sentire molto presto, e non saranno piacevoli: per chi vuole sapere di più sul decreto 133, quello che colpisce l'università, consiglio di dare un'occhiata a questa pagina della facoltà di ingegneria della sapienza (facoltà dove il sottoscritto studia con alterni successi ormai da secoli), in cui si analizzano per bene tutte le conseguenze a breve e lungo termine di questo infausto provvedimento
in particolare il terzo documento, che è breve e molto esplicativo
il decreto approvato oggi, invece, incide più che altro sulle scuole elementari, ovvero su quelle istituzioni che sono l'eccellenza e l'orgoglio del nostro sistema scolastico, e che sono i punti di partenza fondamentali per gli uomini e le donne del domani
mi sento sporco e triste a dover assistere a questo schifo senza poter fare nulla

ma al di là degli effetti pratici, ci sono due aspetti di contorno che secondo me vanno presi nella giusta considerazione: il primo è che questo governo di destra preferisce umiliare la scuola e compromettere il futuro di una nazione pur di salvare l'economia dei furbetti e dei complici
non è una cosa di poca importanza, anzi, per me è un manifesto politico: non ci interessa del futuro dei giovani, non ci preoccupiamo se le prossime generazioni non avranno una formazione all'altezza, una formazione da cittadini di una democrazia europea, l'unica cosa che conta è riuscire a risparmiare un po' di soldi per salvaguardare un sistema economico basato su principi e ideologie evidentemente sbagliate (queste settimane lo hanno dimostrato a sufficienza, o ancora no?)
nessun piano a lunga scadenza per il paese, solo decreti legge ad effetto immediato per tenere in piedi la baracca almeno negli anni in cui saranno loro al timone

il secondo aspetto da evidenziare è che, per l'ennesima volta, il parlamento è stato di fatto esautorato delle sue funzioni e ridotto a semplice formalità: non c'è più dialettica democratica nel nostro paese, è il governo che fa le leggi e i senatori e i deputati devono solo sottoscriverle, senza poterle discutere né modificare
il parlamento è morto, non ha più un senso, tutto il potere è nelle mani del governo
(e allora forse si potrebbe iniziare a tagliare lì, invece di umiliare scuola e università, che ne dite?)

tornerò sull'argomento, mi tocca troppo da vicino
postato da luca alle ore 14:13 | link al post | commenti (8)
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